A Milano Danae sfida la crisi col raddoppio

Danae 2011

Danae 2011

Di fronte ai tagli o ai reintegri del Fus, ad un periodo storico in cui la crisi si fa sentire con forza nel mondo culturale, Danae, il festival milanese noto per esser vetrina internazionale del contemporaneo, reagisce col raddoppio.

Ecco infatti una doppia rassegna con protagonisti di alto livello, con cui il festival – arrivato alla 13^ edizione e curato dal Teatro delle Moire – vuole dimostrare con coraggio la qualità del proprio mestiere e tenta di non affossare nella situazione presente.

Dopo anni di lodi – Danae è stato anche vincitore del premio Hystrio – ma di progettualità organizzativa sempre incerta, ecco finalmente entrare Danae nell’Open latitudes, progetto di rete europea alla quale parteciperanno festival e realtà interessate alla scena contemporanea e fuori circuito. Una grande conquista ma anche una sfida, che intende interrogarsi sul rapporto tra evoluzione estetica e modalità di produzione.

La prima parte della rassegna si svolgerà da domani, 26 marzo, al 4 aprile con uno sguardo orientato verso il teatrodanza. Protagonista indiscussa sarà Cristina Rizzo, già frequentatrice delle edizioni passate, a cui è dedicata una personale.
Figura di spicco della ricerca coreografica italiana, cresciuta a New York alla scuola di Martha Graham e sviluppatasi poi presso il Cunningham Studio e la Trisha Brown Dance Company, Cristina Rizzo è una donna di infinita curiosità cui non pone limiti, e ha collaborato con alcune tra le più importanti realtà di ricerca italiana: Teatro Valdoca, Virgilio Sieni, Roberto Castello e molti altri…

Tre progetti, sviluppati nel corso del suo lavoro, ci avvicineranno alla sua dialettica corporale.
In “Dance N° 3” la vedremo approcciare le metodologie di creazione con una partitura coreografica composta da tre diversi coreografi in lemmi e immagini da lei interpretate.
“Ex Porno” è invece uno spettacolo in forma di conferenza sul mondo del porno, in cui l’artista offre il suo corpo come materiale di lavoro per narrare le esperienze di un outsider alle prese con la realizzazione di un film: “Zulubabe”.
Infine “Invisibile piece”, in prima nazionale, propone un rischioso dialogo tra la morte del cigno danzata da Anna Pavlova nel 1924 e la sua irriverente coreografia gestuale.

A seguire la Rizzo, come diretta conseguenza, ci sarà Alessandro Bedosti e il suo “Quando vedremo il tuo ballo?”, in cui il danzatore, noto per le sue collaborazioni con la Societas Raffello Sanzio, con Abbondanza-Bertoni e Monica Francia, proporrà un assolo di sperimentazione di resa del corpo.

Il corpo, quindi, come mezzo di comunicazione per questa sezione primaverile di Danae.
Perché sempre di danza si parla anche col Progetto Ares, finalizzato alla residenza e produzione di compagnie emergenti, che coinvolge quest’anno la compagnia Cinzia Delorenzi. A collaborare con la coreografa si aggiungono artisti provenienti da mondi diversi: dal teatro alle arti performative. Uno su tutti: il già citato Roberto Castello, suo collaboratore anche in altre esperienze.
Interessato a ricerche urbane e proposte coreografiche, il gruppo si è interessato allo scambio generazionale: in “Take this Walz” vedremo infatti persone anziane, ballerini incontrati dall’artista presso l’Arci Corvetto alle prese con un ballo in estinzione: il liscio ambrosiano. Il tutto sullo sfondo affascinante delle Colonne di San Lorenzo, luogo milanese di incontro e scambio giovanile.

Non mancano, come sempre in Danae, le ospitalità.
Ritorna, dopo il grande successo dell’edizione passata, Steven Cohen, artista tra i meno scontati della scena internazionale. Calcheranno le scene milanesi anche Jonathan Capdevielle e Zachary Oberzan.
La vetrina straniera pone l’attenzione sulla biografia, proponendo lavori di memoria e trascorso degli artisti; una forma meno battuta sul nostro territorio e per questo potenzialmente di grande interesse.
Capdevielle, a noi noto per le sue interpretazioni dei personaggi tormentati di Gisèle Vienne e le sue doti di ventriloquo e marionettista, propone “Adishatz/Adieu” in prima nazionale. Lo spettacolo, di cui è autore ed interprete, è imparentato con la forma documentaristica e racconta il suo percorso tra vita reale e fantastica.
Zachary Oberzan invece, ospite per la prima volta in Italia, proporrà un viaggio nella fiction-finzione per raccontare di sé con un linguaggio che, come spesso nei suoi lavori, utilizzerà la commistione con la video-performance.

L’appuntamento per la seconda parte di Danae arriverà poi a novembre, al grido di: “Crepino gli artisti!”.

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