Dalle piazze ai supermercati, la Danza Urbana invade Bologna

Ogm Mon Amour

Ogm Mon Amour. La location? Un supermercato

La città è spesso vista come il luogo del caos e dell’alienazione, in cui tra automobili, semafori, vetrine e rumori si può perdere il contatto con gli altri e smarrire l’attenzione verso gli scorci, talvolta bellissimi, che caratterizzano certe realtà urbane. E allora ci si dice che bisognerebbe guardarsi attorno con più attenzione, lasciando che vie e piazze riacquistino una vita e una bellezza dimenticate ma sorprendenti.
Questo è quello che accade a Bologna ormai da 15 anni nelle prime settimane di settembre grazie al festival Danza Urbana: strade, portici, piazze e palazzi del capoluogo felsineo si trasformano nei luoghi deputati per accogliere performance di artisti italiani e internazionali, che si confrontano con la necessità di creare in contesti non convenzionali e dotati di carattere, storia e identità ben definite.

Numerose quindi le sfide che da sempre si propone Danza Urbana che, sotto la direzione di Massimo Carosi, cerca di portare l’arte elitaria per eccellenza fuori da teatri spesso poco frequentati e di collocarla in luoghi accessibili a chiunque, dando vita ad esperienze di condivisione e socializzazione che poggiano su una visione democratica della danza e della cultura. Un incentivo in più per lasciarsi incuriosire? L’entrata gratuita a tutti gli spettacoli.
Sperimentazione, qualità e internazionalità dunque: il festival, infatti, offre da sempre spazio ad artisti emergenti, dando loro visibilità e possibilità di un importante contatto col pubblico. Inoltre è inserito nel network internazionale CDQ Città che danzano, anch’esso attivo nella promozione della giovane danza in contesti non teatrali.

Diamo uno sguardo agli appuntamenti dell’edizione 2011 del festival, che si svolgerà da domani, 1° settembre, fino al 10.
Una prima nazionale ai Giardini del Cavaticcio darà il via alla rassegna: si tratta di “Cette immense intimité”, un assolo coreografato dal francese Fabrice Guillot (compagnia Retouramont) e interpretato da Olivia Cubero, che danzerà appesa a un muro su cui verranno proiettate immagini cangianti e multiformi, il tutto mentre le sequenze danzate vengono catturate dal video in una sorta di riscrittura parallela.

Dedicata al Collettivo Cinetico della ferrarese Francesca Pennini è invece la giornata del 3 settembre, articolata in un doppio appuntamento: si parte alle 17 e si compie un itinerario tra la Stazione Centrale e Porta Galliera per assistere a “XD- 5 vignette sfuse per uso topico”, ironico  lavoro sui miti della società di massa e della cultura pop diviso in azioni e situazioni frammentate e dislocate in ambientazioni diverse.
Alle 19, presso il quadrivio di Palazzo Re Enzo, segue “0+< scritture viziose sull’inarrestabilità del tempo-studio#9”,  una ricerca sulla relazione tra due diverse forme di effimero: quella del corpo in movimento e quella dell’istante, dell’attimo.

Ancora con un artista italiano si chiude il primo week end di Danza Urbana: si tratta di Biagio Caravano di MK che il 3 settembre presenterà, a ulteriore riprova del legame tra il festival e la comunità cittadina, l’esito di un laboratorio di 5 mesi condotto con danzatori e performer bolognesi. “Park” è infatti il risultato di uno studio che mette in rapporto il corpo con qualsiasi tipo di contesto spaziale, producendo un accumulo di vissuti, situazioni, ma anche nuove possibilità di movimento.

Bologna sarà poi invasa da due appuntamenti infrasettimanali: martedì 6 settembre piazza Liber Paradisius accoglierà un’improvvisazione a quattro voci dal titolo “Fragments Choréographiques”, con i tre danzatori della compagnia Styil’ o’ Styl. Mescolando tecnica contemporanea e hip hop, danzeranno sulle note di un musicista che mixerà dal vivo percussioni e musica elettronica.

Un mezzogiorno al supermercato il 7/9, precisamente alla Coop Minganti, per “Ogm mon amour” della coreografa umbra Paola Lattanzi e il suo Progetto Aska che, tra carrelli e scaffali, proporrà un lavoro che intende sviscerare le implicazioni politiche legate agli acquisti quotidiani, insieme alle questioni relative alla biodiversità e alle filiere alimentari.
Nuovo appuntamento con Lattanzi (ma in piazza XX settembre, alle ore 20) per “Crash test”: coinvolgendo attivamente il pubblico, la performance si trasformerà in riflessione sulle componenti della rappresentazione e sullo spazio in cui quest’ultima ha luogo.

Nell’ultimo fine settimana del festival, nell’ambito del progetto Intercity, si svolgeranno performance coreografiche, più o meno in contemporanea, non solo a Bologna ma anche a Ravenna e Ferrara, dando vita a un collage quanto mai variegato di danze, suoni, provenienze e ambientazioni.

Performance a ripetizione per il pomeriggio multietnico del 9 settembre firmato Masdanza, piattaforma internazionale per la promozione coreografica in spazi non teatrali che  indice ogni anno un concorso arrivato alla sedicesima edizione.
Bologna ospiterà le creazioni vincitrici dell’ultima edizione: “The gentleness was in her hands” della canadese Helen Simoneau, “Bachelor Day” dell’ungherese Zoltàn Grecsò, “Un ricamo fatto sul nulla” del coreografo bolognese Fabrizio Favale e infine “Tao Te” dell’ungherese Ferenc Fehér.

Il Parco della Montagnola sarà invece il luogo per la performance conclusiva del festival, sabato 10 settembre, che vedrà come protagonista la finalista del premio Gd’A (giovani danz’autori dell’Emilia Romagna) Francesca Burzacchini con “Garage Kit”. Singolare il soggetto del lavoro: gli Otaku, gli appassionati di fumetti e animazione giapponesi, spesso così presi da questo mondo fantastico da perdere il contatto con quello reale.

Un’offerta ricca e poliedrica quella di Danza Urbana, che intende fare del confronto fra le diversità uno dei propri punti di forza, trasformando per qualche giorno Bologna in accogliente e affascinante crocevia per danze dal mondo.

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