Avete mai denunciato la vostra vita? Il primo testo di Alessandro Mele in scena

Denuncia alla vita

Denuncia alla vitaDopo dieci anni di gavetta recitativa, che l’ha visto impegnato in teatro e televisione, il trentenne napoletano Alessandro Mele approda alla stesura del suo primo testo, “Denuncia alla vita”.
Una performance intensa, quella d’esordio al teatro La Giostra di Soccavo (Na). “La denuncia più importante della mia vita”, così la definisce il protagonista della vicenda, giovane venticinquenne che piomba, la notte di Natale, in una questura napoletana denunciando tutto quello che ha vissuto dall’età di tre anni. Tanto che il commissario che raccoglie la sua deposizione finirà per ricredersi sull’idea di “famiglia perfetta”.
In scena si intersecano due vicende: quella del protagonista e quella del commissario, interpretato dalla voce di Franco Javarone, mentre sul palco sopravvive un’unica presenza: il giovane con la sua pistola, la sua denuncia, la sua vita. Gli altri personaggi sono voci nel buio. L’attore-autore si rivolge al commissario con la rabbia di un giovane che ha visto sparire il padre quando era ancora piccolo, ma quell’uomo a cui si rivolge, anch’egli padre, è solo l’immagine irreale e ipocrita della società.

La denuncia è rivolta a tutti noi, spettatori, che in soli 45 minuti veniamo ipnotizzati dal biondo e “nordico” napoletano dall’animo angosciato che diventa personaggio, esempio di tanti giovani che vorrebbero farla finita perché pieni di problemi.
Invece, il colpo di pistola esplode proprio in casa del commissario, padre superficiale che instaura un rapporto con l’introverso figlio Genny basandolo su regali, soldi, macchine, come se i problemi toccassero solo i figli degli altri, come se la sua vita fosse perfetta.
Una denuncia alla propria vita che diventa piccola appendice a problemi più grandi di carattere sociale, psicologico, parentale, affettivo. Dall’amicizia all’amore.

Quella di Mele non è banale descrizione di una vita amara o di cattive esperienze: affiora anzi, dalla sua personalità, la voglia non di una denuncia fine a se stessa, ma di un’analisi di ciò che ci affligge per poter reagire.
Su un palco scarno, esempio di una coscienza spoglia e nera, il giovane autore illumina il proprio viso con particolari chiaroscuri, lasciando la parola al proprio io, che affiora, inaspettato, dal profondo dell’animo, vomitando tutto quello che a lungo ha tenuto dentro.
Da una  richiesta d’aiuto il protagonista punta il dito su tutti noi, accusando, accusandoci, accusandosi.
Puntare la pistola contro l’immaginario commissario significa dunque mostrare un’inquietudine, un’irruenza, non la disperazione ma la disperata voglia di reagire.
Tra musiche natalizie che poco hanno di festoso e che inquadrano un attore incappucciato e di spalle, e melodie che descrivono l’irrequieto animo del protagonista, Alessandro Mele debutta a pieni voti con la maturità di un artista e di autore navigato. Una promessa nel panorama teatrale e autoriale napoletano e non solo.

DENUNCIA ALLA VITA
di e con Alessandro Mele
regia: Alessandro Mele
con le voci di: Franco Javarone, Rosaria Russo, Patrizia Spinosi, Manila Cipriano, Raffaele Imparato
durata spettacolo: 45′
applausi del pubblico: 1′ 35”

Visto a Soccavo (NA), Teatro La Giostra, il 19 dicembre 2009

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *