Il desiderio segreto dei Maniaci d’Amore

Photo: Nicolò Puppo
Photo: Nicolò Puppo

Dopo un grumo di creazioni, in parte ancora acerbe, ma che ne avevano da subito evidenziato lo stile beffardo e paradossale (“Il nostro amore schifo”, “Biografia della peste” e “La crepanza”), al festival Terreni Creativi, organizzato anche quest’estate nelle serre di Albenga da Kronoteatro, il duo torinese dei Maniaci d’Amore, formato da Francesco d’Amore e Luciana Maniaci, reduci dalla vittoria produttiva all’interno dei Teatri del Sacro e qui coadiuvati da David Meden, hanno presentato il loro ultimo spettacolo, “Il desiderio segreto dei fossili”, un bizzarro apologo fantastico, capace di penetrare a fondo, seppur in modo lieve e spiazzante, nelle pieghe del nostro presente.

Il luogo immaginato è Petronia, un paese del tutto particolare, isolato, senza acqua e cinto da mura, composto da sempre da 73 abitanti. Infatti qui nessuno nasce e nessuno muore, perché nel paese tutto è di pietra: anche il tempo sembra essersi fermato. Di rimando, gli uomini sono intenti al loro lavoro sempiterno di spaccare pietre; mentre le donne restano in perenne attesa.

A narrarci questo strano paese sono Pania (Francesco d’Amore, tacchi, pantaloni e maglietta aderenti), che da tempo immemore aspetta un bambino che non riesce a partorire, e Amita, sua sorella (Luciana Maniaci), l’unica donna in paese senza un marito, depressa eppur piena di speranze per un futuro che sarà sempre uguale al suo presente.
A modo loro i due cercano di cambiare il mondo in cui vivono, soprattutto Pania, che nelle sue torte sceglie di mettere il lievito invece dei sassi; ma il suicidio, anche quello tentato (con scarso successo), è sempre dietro l’angolo.

L’unico momento di “uscita” da questo mondo immobile per le due sorelle è la televisione, l’unica “diversità” è Jhonny Water (David Meden) che, presenza muta incorniciata fra di loro, simile a un pricipe d’altri tempi, rappresenta l’eroe tanto sognato ed amato, protagonista di “Cuori che affogano”, come lo sono del resto i loro, di cuori, in affanno.

Come il misterioso visitatore di “Teorema” di Pasolini, Jhonny Water scardinerà la vita immutabile di Pania e Amita quando, rotto il televisore durante una lite tra le due donne, Jhonny entrerà direttamente nelle loro esistenze, portando finalmente la vita dove nulla esisteva.
Di rimando, nel mondo finto di “Cuori che affogano”, la vita, senza più Jhonny Water, confluirà via, con ulteriori ironiche conseguenze e una inusitata libertà d’azione, libera dal copione.

“Il desiderio segreto dei fossili” risulta uno spettacolo di lieve e sferzante crudezza nel suo vagabondare tra realtà, paradosso e finzione, una riflessione potente, camuffata da commedia strampalata, sulla prioritaria necessità di speranza che ognuno di noi concede al sogno, o ad un Dio che forse esiste; una speranza che in definitiva solo la vita può darci, testimoniata, a fine spettacolo, dalla viva presenza in scena, nella sua evidente grazia, di un vispissimo e meraviglioso neonato.

IL DESIDERIO SEGRETO DEI FOSSILI
di Maniaci d’Amore
uno spettacolo scritto, diretto e interpretato da Francesco d’Amore e Luciana Maniaci
e con David Meden
produzione Maniaci d’Amore / I teatri del sacro

durata: 1h 05′

Visto a Albenga, Terreni Creativi, il 6 agosto 2017

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