DiversaMente. A Bologna il Festival dei Teatri della Salute

Rusco. De Rerum Natura
Rusco. De Rerum Natura

Le discariche urbane di ‘Rusco. De Rerum Natura’

“Io ho detto che non so che cosa sia la follia. Può essere tutto o niente. E’ una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia. Invece questa società riconosce la follia come parte della ragione, e la riduce alla ragione nel momento in cui esiste una scienza che si incarica di eliminarla”.
(Franco Basaglia)

Dopo le piazze di Piacenza, Conselice, Bagnolo in Piano, Copparo e Longiano, approda finalmente a Bologna la rassegna MoviMenti, primo grande progetto di promozione e valorizzazione della produzione teatrale di cinque dipartimenti di Salute Mentale dell’Emilia Romagna che, da oggi al 29 novembre, si confronteranno sui palchi dell’Arena del Sole nel rinnovato festival DiversaMente, diretto dal docente e critico Massimo Marino. Privilegiato erede delle esperienze degli anni Sessanta e Settanta, il dialogo tra la follia e il teatro può ancora scommettere, oggi, sui frutti di quei rivoluzionari senz’armi che, ci ricorda Marino, sono stati capaci di sognare “un teatro dove la finzione non fosse menzogna, un luogo dove vivere senza farsi male, pur portando alla luce non solo le gioie e le consolazioni ma anche i dolori e le ferite dell’esistenza”.

Primi interlocutori della sfida saranno ora l’ormai noto “Rusco. De Rerum Natura” di Gabriele Tesauri, realizzato da Dipartimento di Salute Mentale-A.u.s.l di Bologna e associazione Arte e Salute onlus-Gruppo Hera, le accuse ai nostri quotidiani stereotipi e pregiudizi di Andreina Garella con il suo “Tempo di smetterla” per l’A.u.s.l di Reggio Emilia Festina Lente Teatro, o ancora, la narrazione a più voci de “Il cortile delle storie sospese” di Michele Zizzari in collaborazione con A.u.s.l di Forlì e compagnia Il Dirigibile, per finire con le visioni di Lucia Vasini in “Aspettando Godot… qualcosa di diverso”, grazie a A.u.s.l di Piacenza e Teatro Gioco Vita – Teatro Stabile di Innovazione. Quattro spettacoli della regione dunque, reduci della felice esperienza del festival Bandiere di Maggio 2008, che tuttavia quest’anno saranno accompagnati anche da “Io e Amleto” di Alessandro Fantechi e da “Aspettando Godot. L’ergastolo bianco” di Monica Franzoni e Riccardo Partelini, rispettivamente di Isole Comprese Teatro in collaborazione con Asl 10 Mom 5 Firenze Centro Diurno Fili e Colori Firenze – Regione Toscana Progetto Risvegli e degli attori dell’Ospedale Pschiatrico Giudiziario.
Infine, Olinda e Armunia, due associazioni di Milano e Livorno che operano nel sociale da oltre dieci anni, proporranno il corale (29 novembre) “Amleto! Ovvero l’incontro mancato” con la regia di Maurizio Lupinelli, attore storico del Teatro delle Albe che da alcuni anni ha iniziato un personale percorso teatrale nella differenza.
Nel mezzo non mancheranno incontri e iniziative collaterali come, giovedì 26 novembre, “A voce libera”, laboratorio-studio sulla voce per cinquanta spettatori condotto da Horatio Czertok, direttore del Teatro Nucleo di Ferrara, nonché l’incontro pubblico con direzione e registi sabato 28 novembre.

Una scommessa ambiziosa quella di DiversaMente e non priva di rischio, per i suoi interpreti come per il pubblico, chiamato senza indugio a scrollarsi dei falsi buonismi per farsi capace, piuttosto, di riconoscere nella devianza il suo personale percorso.
Cammini, questi, “diversi” non per natura ma per struttura quando nati e vissuti nel divenire di un bisogno, dove se dell’arte è la responsabilità dell’investimento creativo, alla guarigione non è data purtroppo risorsa se non quella di un lungo processo di “miglioramento totale”.
A noi spettatori, allora, “bravi e buoni omini sani”, pochi compiti se non quello di continuare a passeggiare…

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