Due + due = 5 La danza di Sanpapié nella giostra dei ricordi

Due + Due = 5 (photo: Alessandro Brasile)

Due + Due = 5 (photo: Alessandro Brasile)

Il ricordo è memoria che parte dall’intelletto e attraversa la carne. La poetica degli affetti si esprime nella forza del gesto che rinuncia alla parola. Il cuore sballa, manda a carte quarantotto pure quella scienza sussiegosa che è la matematica.

“Due + due = 5, dedicato a chi non ha mai puntato sul risultato”, che i Sanpapié hanno proposto al Teatro della Contraddizione di Milano, è uno spettacolo che fa apprezzare la danza anche a chi la conosce poco. Un lavoro giocato sui sentimenti: la devozione, la riconoscenza, l’insegnamento, la bellezza. L’armonia, di corpo e anima.

Tutti abbiamo un talento. E qualche debito. Per i maestri che ci hanno segnato. E quel talento l’han rivelato. Sono proiezioni, miti da leggenda. Sono persone, relazioni. E sogni, lacrime, pacche.
“Due+due=5” è l’ordito di un’appassionata Lara Guidetti con i danzatori Paola Bedoni, Marco De Meo, Francesco Pacelli e il musicista Marcello Gori. Sono schegge, emozioni, atmosfere. Sono quadri coreografici dedicati a Martha Graham, Isadora Duncan, Pina Bausch, Mary Wigman. Il gotha della danza moderna femminile insomma. Artiste globali, impegnate nel sociale e nella politica.

Ma è nel quinto più corposo quadro, dedicato a Luciana Melis, che la coreografa Lara Guidetti esprime piena ispirazione. Melis era più di una maestra. Lara ne ha mutuato la spinta per la scoperta, la sperimentazione, la ricerca di linguaggi nuovi capaci di raccontare storie che nascono dal corpo.

“Tracce”, omaggio a Martha Graham, è una danza emotiva di contrazioni e rilasci. I danzatori sono fiori recisi che rialzano la testa, contrappunti di polmoni e attimi che tolgono il respiro. I corpi tessono una sola trama, ordita anche dai vistosi abiti di Giulia Bonaldi.
Vento, battito: affiora un anelito di relazione. Questa danza morbida, incentrata su bacino e addomi, sfuma in un contatto fisico effimero e velleitario. Impressionistico è “Soffio”, omaggio a Isadora Duncan. La partitura, tra risacca e Beethoven, svela una danza virginea, statuaria, dettata dalla natura e dalla musica. La forza del sentimento è marcata dalle luci profonde disegnate da Sarah Chiarcos.

“A occhi chiusi”, omaggio a Pina Bausch, è puro teatro danza. Il fascino intelligente della donna prevale sul disincanto naif dell’homo ludens. “A solo” irrelati diventano duetti dal contatto instabile. Luci da night creano atmosfere ammiccanti. Note graffianti al sax accompagnano un ballo assorto e complice. I corpi si stringono per poi defilarsi. I caratteri in scena restano differenti, incompatibili. Le sedie sul palco (con pallone da calcio) sono una citazione da “Café Müller” della Bausch.

“Tumulto” (omaggio a Mary Wigman) è una danza fisica, geometrica, con un quid d’orientale. Le percussioni assecondano il ritmo del corpo. Delineano uno scenario inquieto. Il travestimento (una maschera bianca da fantoccio, alla De Chirico) rende i tratti somatici amorfi. Lo spazio vuoto, inospitale, prefigura un senso d’eternità che dialoga con il mistero.

“Oppure”, dedicato a Luciana Melis, è il quadro più corposo, composito e quindi disorganico. È l’omaggio a una maestra di vita e danza che ha immolato l’Ego all’insegnamento. La scena è un lastricato di cipolle, rimedio casalingo da medicina popolare, allegoria dell’umiltà, odore aspro di sudore, e fatica che sa di lacrime. La cipolla, disprezzata e utile, evoca le difficoltà della vita. Le note originali dal vivo di Marcello Gori dosano rumori surreali ed effetti ambientali, con interpolazioni da Luciano Berio e dal jazz anni Venti, perché la Melis amava il cabaret d’antan. È una danza convulsa, straniante, tra pensieri e sorrisi, movenze da bambole sinuose o impazzite. E un fondo struggente. Che è la nota dominante dell’intero spettacolo. Pieno di poesia e passione. Di bellezza e riconoscenza.

DUE+DUE=5
Cinque coreografie in omaggio a cinque grandi maestre della danza
TRACCE Omaggio a Martha Graham (durata 10’)
SOFFIO Omaggio a Isadora Duncan (durata 7’)
A OCCHI CHIUSI Omaggio a Pina Bausch (durata 10’)
TUMULTO Omaggio a Mary Wigman (durata 7’)
OPPURE Omaggio a Luciana Melis (durata 30’)
di Lara Guidetti
con: Lara Guidetti, Paola Bedoni, Marco De Meo, Francesco Pacelli e Marcello Gori
coreografie: Lara Guidetti
musiche: Marcello Gori
costumi: Giulia Bonaldi
disegno luci: Sarah Chiarcos
Con l’aiuto di Costantino Pirolo
Una produzione Sanpapié
In collaborazione con Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi e Artes y Producciones Artisticas

durata: 68’ con intervallo
applausi del pubblico: 3’ 10”

Visto a Milano, Teatro della Contraddizione, l’8 marzo 2015

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