E se fosse lieve. Vasco Mirandola e il bisogno di poesia, raccontato dall’arte

E se fosse lieve
E se fosse lieve

E se fosse lieve

Ho bisogno di poesia
questa magia che brucia la pesantezza delle parole
che risveglia le emozioni di colori nuovi
(Alda Merini)

Il suggestivo Bastione Alicorno di Padova ha ospitato, nell’ambito della rassegna Prospettiva Danza Teatro, l’intenso “E se fosse lieve” di Vasco Mirandola. Uno spettacolo che omaggia numerosi nomi della letteratura e della poesia, da Gualtieri a Burroughs, Stanesku, Carver, da Dickinson a Neruda e Prèvert. “I poeti sono i nostri angeli custodi – scrive Mirandola, attore sia di cinema che di teatro – Rinominano per noi il mondo, usano parole che ci stimolano ad aprire gli occhi sulla realtà, a prendere coscienza della profondità della condizione umana”.
E lo spettacolo, che parte proprio dalla personale passione di Mirandola per quest’arte della parola, è poetico anche nella forma, presentando immagini tra il malinconico e il romantico: due destini si incontrano e s’incrociano in un percorso drammaturgico che si intreccia con la danza di Enrica Salvatori, già ballerina nel Tanztheater-Wuppertal di Pina Bausch.

Due vite, mille parole avvolgono l’atmosfera in una scenografia asciutta, con pochi ma chiari elementi in grado di raccontare molte storie. Una tazzina da tè immersa nell’acqua, due cappelli che sembrano quasi inseguirsi, proprio come i due protagonisti, appartenenti ad un mondo che sembra fiabesco ma dipinto – a tratti – da tonalità che rievocano un’incertezza, una malinconia che fa capolino più volte nel corso dello spettacolo. Non mancano però i momenti curiosi e ilari, come il ‘playback’ sulle note di un testo agrodolce.
Convincente Mirandola, che approda a questo lavoro (co-prodotto da Sosta Palmizi) dopo la collaborazione con i coreografi Simone Sandroni e Giorgio Rossi negli spettacoli “Piume” e “Gli Scordati”.


Le sculture e l’imponente quadro di Carlo Schiavon accompagnano il percorso dei due protagonisti con elementi essenziali ma altamente evocativi.
L’appassionata danza di Enrica Salvatori racconta gesti di una quotidianità che sembra essere alla frenetica ricerca di qualcosa, forse di quelle emozioni svelate nelle parole di tante poesie, capaci di accendere gli animi e di alimentare le riflessioni di un’umanità che, in fondo, è proprio un po’ così: oscillante fra nostalgia ed allegria.

E SE FOSSE LIEVE
da un’idea di Vasco Mirandola
con Vasco Mirandola e Enrica Salvatori
costumi: Silvana Galota
disegno luci: Luca Diodato
coproduzione: Mirandola/Salvatori, Sosta Palmizi, con il sostegno di Echidna Cultura
durata: 56′
applausi del pubblico: 3′ 11”

Visto a Padova, Bastione Alicorno, il 22 maggio 2010

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