Eleonora Danco in uno “Scroscio” di giovinezza agonizzante

Eleonora Danco
Eleonora Danco

Eleonora Danco (photo: picusonline.it)

Vedendo “Scroscio – Nessuno ci guarda” ci si chiede chi sia questa giovane protagonista che, in ginocchio in un barattolo di crema, gira su se stessa alla ricerca di un senso. Sembra una bambina agitata, una energica adolescente, una ragazza in procinto di diventare donna. Si alza, si impiastra tutta di vernice bianca e racconta – in un sofferto monologo – il mondo, quel mondo contemporaneo che ci circonda, che la circonda, proprio come la superficie del barattolo in cui è rinchiusa.

Le parole di Eleonora Danco escono come lava incandescente attraverso un corpo che sa fluttuare tra il dentro e il fuori del barattolo, conquistando piano il palcoscenico. Un vomito di parole, di ricordi, che le bruciano dentro e devono uscire perché si sono aggregati dentro un corpo, un’esistenza troppo debole per poter sopportare tutto, tutto il nostro mondo.

Ci si continua a chiedere chi sia questa ragazza: una ribelle? Una sbandata? Una vittima? Una spudorata? Una vipera? Si cerca di ricostruirne la storia da quei pochi indizi che lei stessa ci permette di cogliere seguendo il racconto. Si pensa di averla inquadrata, ma poi ecco che nuovi indizi portano a dover modificare tutto, a seguirla e basta, senza avere la presunzione di capirla, di metterla a fuoco. Sfugge e affascina, la inseguiamo eppure lei non scappa. Com’è possibile? Magia dell’arte.

Eleonora Danco ha scritto i testi, ha condotto la regia e interpretato i due atti, presentati la scorsa settimana al Teatro Ambra Jovinelli, regalandoci una grande prestazione di attrice. Per quasi una ora e mezza ci ha sbattuto in faccia quel lato lugubre e squallido di un mondo post-pop in cui i colori iniziano a sbiadirsi, le linee a confondersi, i suoni a ripetersi ossessivamente.
È l’inizio di un cortocircuito che brucia le identità, infiamma l’essere umano. Tuttavia questa bambina-adolescente-donna riesce a trovare un proprio modo di esistere: attraverso quel vomito di ricordi che tutti teniamo nascosti perché a noi stessi fastidiosi. È solo questo a tenerla in vita: la sua unica via di fuga.

Scroscio – Nessuno ci guarda
di e con Eleonora Danco
regia: Eleonora Danco
musica scelta da Marco Tecce
disegno luci: Narda
durata: 1h 20’
applausi del pubblico: 2’

Visto a Roma, Teatro Ambra Jovinelli, il 20 febbraio 2009

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