L’elisir di Donizetti, amor da spiaggia per Michieletto

Photo: sferisterio.it
Photo: sferisterio.it

La stagione lirica estiva dello Sferisterio di Macerata è diventata per i melomani uno degli appuntamenti più attesi dell’estate musicale, non solo italiana. A metà strada tra gli impianti colossali che caratterizzano l’arena di Verona e gli allestimenti tradizionali dei teatri all’italiana, la programmazione maceratese, con i 2500 posti della struttura, può concedersi un maggior coraggio nei titoli e nelle regie, tenendo conto del pur cospicuo numero di spettatori da soddisfare.

Tre le opere in cartellone in questa torrida estate a Macerata, ci concentreremo su due allestimenti, dovuti a due registi di spicco nel panorama internazionale dell’opera, tralasciando la disamina della storica “Traviata”, detta degli specchi, di ultravenntennale origine, dovuta al regista Henning Brockhaus, con le scenografie del mitico scenografo e regista ceco Josef Svoboda e i costumi di Mario Catalano, già ampiamente conosciuta e recensita.

Eccoci invece a confrontarci invece oggi con “L’elisir d’amore” di Gaetano Donizetti per la regia di Damiano Michieletto, allestimento del Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia e del Teatro Real di Madrid, per affrontare nei prossimi giorni il mozartiano “Flauto magico” messo in scena da Graham Vick.
Ciò ci consente ancora una volta di approfondire le maniere in cui l’opera lirica può essere proposta in modo contemporaneo, per cercare di farla uscire dall’ambito sacrale, circoscritto a pochi adepti, come è sempre stata, per allargarla ad un pubblico sempre più vasto, pur mantenendo gli intendimenti e la bellezza originaria.


Damiano Michieletto, con le scene di Paolo Fantin e i costumi di Silvia Aymonino, ambienta il suo “Elisir” non più in un ambiente campestre bensì in una spiaggia.
Tra i bagnanti che prendono il sole e i classici giochi sulla spiaggia, troneggia il Bar di Adina, la protagonista del capolavoro di Donizetti. E’ lei la star della comunità: passa il suo tempo a farsi bella, accettando la corte del primo che passa. Nemorino, all’inizio dell’opera il suo ignorato spasimante, è invece un anonimo bagnino tutto fare. Belcore, il soldato che vuole sposarla, diventa qui il marinaio Belcore, bullo di provincia, donnaiolo impenitente e sprezzante delle regole (ed è per questo che andrà in prigione al posto di Dulcamara), mentre il vero e proprio spacciatore di sogni, in forma di Elisir, Dulcamara, non può che arrivare in SUV.

Pur cambiando il contesto originario, nulla viene banalizzato in quest’allestimento; tutto è reso in modo assai godibile e adatto per lo Sferisterio, che si pone in lunghezza davanti agli spettatori.

Nulla è lasciato al caso nella regia di Michieletto, che approfondisce in modo gioioso la vera essenza di ogni personaggio e del rapporto con gli altri: Dulcamara che quasi strozza Adina, consapevole che sia lei la causa del suo fallimento; Nemorino, semplice ma non sempliciotto, prima ometto impacciato, si vendicherà poi bagnando i suoi detrattori.
Tutto ci pare plausibilmente festoso nella vera e propria narrazione lirica del regista veneziano: l’addio al nubilato di Adina, con tanto di tre stripers; la torta di nozze gonfiabile che diventa divertentissimo scivolo pieno di schiuma, in cui Giannetta e le amiche si nascondono per uscire ammiccando a Nemorino; e ancora il ridicolissimo vestito fantozziano indossato dal bagnino, diventato marinaio.

Confacenti le luci di Alessandro Carletti, che illuminano di sole la spiaggia per poi raggelare le scene più importanti (il meraviglioso concertato “Adina credimi”), isolando all’occorrenza i protagonisti con l’occhio di bue.

Magnifici tutti gli interpreti, soprattutto le voci maschili, da John Osborn come Nemorino, bravissimo nella modulazione dei toni nell’attesa “Furtiva lagrima”, cantato sopra al Bar dell’amata il cui nome gli risplende vicino, ad Alex Esposito, sfavillante Dulcamara, a Iurii Samoilov nel ruolo dello sciupafemmine Belcore, alla Giannetta di Francesca Benitez, fondamentale nei pezzi di insieme.
Fa un poco fatica, nel duetto finale con Nemorino, Mariangela Sicilia, comunque apprezzabile e seducente Adina. Un cast applaudito insieme all’apprezzata prova del Coro Lirico Marchigiano.

ELISIR D’AMORE
Direttore: Francesco Lanzillotta
Regia: Damiano Michieletto
Scene: Paolo Fantin
Costumi: Silvia Aymonino
Disegno luci: Alessandro Carletti
Regista collaboratore: Eleonora Gravagnola
Personaggi e Interpreti:
Adina Mariangela Sicilia
Nemorino John Osborn
Belcore Iurii Samoilov
Dulcamara Alex Esposito
Giannetta Francesca Benitez
Orchestra Regionale delle Marche e Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini”
Martino Faggiani e Massimo Fiocchi Malaspina maestri del coro

Visto a Mecerata, Teatro Sferisterio, il 5 agosto 2018
Macerata Opera Festival

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *