Elle est là: Valeria Apicella e la suggestione della femminilità

Valeria Apicella

Valeria Apicella in Elle est là #4 (photo: Sergio Ceglio)

La danza contemporanea d’autore finalmente approda quest’anno a Napoli, con uno spazio dedicato all’interno del cartellone del Piccolo Bellini, direzione artistica di Gabriele Russo, che cerca di attuare una visione democratica della produzione artistica mettendo insieme spettacoli di coreografi e registi provenienti da percorsi artistici diversi ed eterogenei.

Accanto alla presenza di artisti affermati come Pippo Delbono troviamo nomi meno conosciuti, provenienti sia dal teatro che dalla danza, la cui presenza sembrerebbe evidenziare una specifica volontà di dare spazio e valorizzare linguaggi ed autori diversi, in particolare del territorio campano.

Il primo spettacolo di danza contemporanea in cartellone è “Elle est là#4” di Valeria Apicella, danzatrice napoletana che ha lavorato a lungo in Francia per il coreografo Paco Decina e che ritroviamo come protagonista in “Dido & Aeneas” di Sasha Waltz.
In scena quindi una danzatrice proveniente da un solido percorso formativo, cosa che spesso manca alle nuove tendenze “emergenti” italiane.


Un insieme di quadri coreografici sofisticati suggeriscono dei flash appartenenti all’immaginario dell’artista. In scena due donne, la stessa Apicella e Arianna D’Angio, probabilmente rappresentanti sé stessa ed il suo alter ego. Una sembra incarnare lo spettro di una femminilità caduca, innocente, l’altra la bellezza di una dea.

Buio, fumo bianco, piccole luci alternate ritmicamente ci mostrano parti del corpo delle danzatrici. L’intento autoriale sembra volerci spingere ad osservare i particolari, i dettagli, come i frammenti di corpo (un volto, un ventre, delle ossa, una mano…). Il linguaggio si alterna tra immobilità e dinamicità, tra il gesto e una spazialità sempre strutturata.

E’ del pubblico la capacità di immaginare, di cogliere le suggestioni, come quando la protagonista rincorre un bicchiere caduto che le sfugge, o quando con un ventaglio insegue e scaccia via un pulviscolo sul pavimento.
Apicella, sinuosa e sensuale, al pavimento si lascia scivolare come sull’acqua, ricordando l’enfant terrible de la danse Dave St Pierre; nella lotta con lo spazio emergono fantasmi del proprio vissuto, mentre la donna che cammina sullo sfondo della scena con un ventaglio, come a ricordarci una geisha, segno di nobiltà e regalità femminile, si contrappone alla donna “moderna”, protesa nella ricerca del contrasto tra mistico e profano.

Immagini di sé, di una femminilità che si cela e mai si denuda completamente, alla ricerca di un linguaggio che dall’introspezione si apre al visivo. Nulla è esplicitamente detto o spiegato, semmai suggerito dal corpo stesso, nella ricerca frammentata del senso tra le parti.

E in tempi bui come i nostri fa piacere notare l’entusiasmo del pubblico, capace di cogliere la bellezza della danza pur non capendone magari espressamente i significati. Questa è la forza di un’arte che in Italia necessita sempre più di spazio e strutture organizzative operanti a livello nazionale ed internazionale, per supportare coreografi alla ricerca di un linguaggio in mutamento come è quello della danza contemporanea.

Elle est là#4
interpreti: Valeria Apicella, Arianna D’Angio
montaggio sonor:o Cyril Béghin
luci: Cesare Accetta
video: Valeria Apicella
foto di scena: Sergio Ceglio
con la collaborazione di: Cristina Riccati e Chiara Gallo
produzione: cie 3.14
con il sostegno di: la Consultrading (Pomigliano), AltraDefinizione, gruppo di creazione artistica (Napoli), Art Garage (Pozzuoli), Micadanses (Parigi), le CND (Parigi)

durata: 55’

Visto a Napoli, Piccolo Bellini, l’11 gennaio 2014


 

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