Emiliano Bronzino: il teatro per le nuove generazioni deve investire fino ai 20 anni

Emiliano Bronzino (photo: Franco Rabino)
Emiliano Bronzino (photo: Franco Rabino)

Da qualche mese Emiliano Bronzino è stato nominato direttore della Casa del Teatro ragazzi e giovani di Torino succedendo a Graziano Melano, che caparbiamente l’aveva voluta e poi diretta per molto tempo. La Casa del Teatro ragazzi rappresenta in Italia uno dei baluardi più importanti dedicati al teatro per le nuove generazioni con la sua programmazione, la produzione di spettacoli, festival e corsi.

Emiliano Bronzino, classe 1974, si è formato alla scuola del Teatro Stabile di Torino con Luca Ronconi, di cui è stato assistente. Dal 2002 ha collaborato, con diverse regie anche di teatro ragazzi, con il Piccolo di Milano. Ma anche con l’Istituto Nazionale del Dramma Antico e il TPE di Torino, tenendo diversi stage anche all’estero.

Quale il futuro per la Casa del Teatro ragazzi? Quali le linee guida e le nuove direzioni che Bronzino intende seguire? E cosa significa, oggi, fare teatro per le nuove generazioni? Innanzitutto, ci spiega Bronzino, non basta arrivare al target dei 14 anni, come spesso il teatro ragazzi fa, ma si deve investire oltre, arrivando ad un pubblico di 18-20enni, garantendo così la naturale formazione di quello che sarà poi uno spettatore adulto.
Abbiamo fatto con lui una lunga chiacchierata, affrontando diverse problematiche che questa importante istituzione del teatro italiano dovrà affrontare.

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