Endgame. Addio a Dario Fo

Dario Fo (Sangiano/Varese, 24 marzo 1926 – Milano, 13 ottobre 2016)

“Non si fa ricerca, non si fa più ricerca. E questo è un pericolo. Si va alle cose sicure, ma sono proprio quelle che ti danno poi la stangata”.

Lo vogliamo ricordare con queste parole Dario Fo, che si è spento stamattina in ospedale a Milano all’età di 90 anni.


Di lui si potrebbero raccontare molte cose, e tantissime ne verranno scritte in queste ore. In attesa anche del nostro personale ritratto, che andrà oltre l’immagine del personaggio pubblico, lo vogliamo ricordare oggi con l’ultima videointervista che avevamo realizzato con lui un anno fa, con quella sua “Lezione” raccolta a Gubbio, nella Libera Università di Alcatraz, fondata nel 1981 dal figlio Jacopo.

Recentemente messo al bando dal governo turco per le sue opere teatrali (insieme ad illustri colleghi drammaturghi del calibro di Shakespeare, Brecht e Cechov), lo salutiamo con le parole tratte da “Isabella, tre caravelle e un cacciaballe”, rappresentato per la prima volta il 6 settembre 1963 al teatro Odeon di Milano:

Condannato: “Lo dicevo, lo dicevo che era tutto uno scherzo… Saltar fuori a dire che sono un eresiarca, ah, ah, eresiarca; ma se quasi non so manco cosa voglia dire eresiarca… E tutto perché ho recitato una commedia di Rojas”.

La camera ardente per Dario Fo sarà allestita domani, venerdì 14 ottobre, nel foyer del Piccolo Teatro Strehler, dalle 9.45 fino a mezzanotte. Sarà poi riaperta al pubblico sabato, giornata di lutto cittadino proclamata dal Sindaco di Milano, dalle 8.30 fino alle 11, quando il corteo partirà dal Teatro Strehler per accompagnare l’’artista in piazza Duomo, dove alle 12 verrà celebrata la cerimonia laica.

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