Endgame: Andrea Cresti (Teatro Povero di Monticchiello)

Andrea Cresti al centro della scena (photo: Teatro Povero di Monticchiello)
Andrea Cresti al centro della scena (photo: Teatro Povero di Monticchiello)

Si è spento ieri Andrea Cresti, 83 anni e un passato come docente e pittore; ma soprattutto, per noi, fondatore, ispiratore, autore, attore e regista del Teatro Povero di Monticchiello, minuscolo borgo medievale della Val d’Orcia, che con il suo esperimento di teatro fatto dalla gente del paese ha creato una sorta di rito di comunità durato più di 50 anni.
Ed è quindi proprio il ‘suo’ Teatro Povero che così lo vuole salutare, dalla propria pagina facebook:

“Andrea è stato per il Teatro Povero e la nostra comunità un amico fraterno, un compagno di viaggio, una guida. Non ci sono parole per descrivere compiutamente il contributo che Andrea ha saputo e voluto dare a quella che amava definire una comune esperienza artistica, civile e politica, fin dai primordi nei lontani anni Sessanta. Avrebbe potuto investire in mille modi i suoi molteplici talenti; decise però di porli al servizio di un’impresa che allora sembrava impossibile, utopica, visionaria: costruire un luogo ed un modo in cui, partendo da un paesino sperduto e periferico, persone di ogni estrazione e cultura potessero riconoscersi, confrontarsi, raccontarsi, attori di se stessi e delle proprie vite nell’originale formula dell’autodramma, in cui personaggi ed interpreti si confondevano tra loro, creando e inventando continuamente uno spettacolo nuovo, cangiante, mai definitivamente ultimato e completato.

In quella che allora sembrava solo una combriccola di compaesani in un’Italia in rapido mutamento, forse nessuno aveva intuito come Andrea le potenzialità espressive, che andavano ben oltre i limiti di un dopolavoro ricreativo o una sagra tradizionale a carattere storico…
Si deve in gran parte ad Andrea e al suo innato carisma la costituzione di una coscienza collettiva della nostra compagnia e comunità, una coscienza in grado di coinvolgere, incuriosire ed attrarre una compagine eterogenea di amici e simpatizzanti, senza per questo nascondersi difficoltà, errori e mancanze.

Impossibile dar conto qui di una storia di oltre mezzo secolo, dei suoi momenti felici e delle battute di arresto, delle speranze e delle delusioni, delle trasformazioni continue e profonde nel potenziale umano coinvolto, nelle idealità espresse; ma non vi è dubbio che Andrea Cresti ne sia stato l’interprete più convinto, lucido e prolifico. Da artista qual era, ha dato tutto se stesso a quella che considerava una sua creatura collettiva, portando insieme la consapevolezza che non vi sarebbe stato un modo indolore di distaccarsene, come infatti purtroppo è stato negli ultimi anni.

Il suo lascito è però più importante di ogni dolore, di ogni inevitabile disillusione: la cooperativa di comunità nata sulla spinta di quelle idealità e che ha fatto da esempio a tante altre piccole realtà non solo toscane, gli spettacoli che ancora con fatica e costanza ogni anno vengono messi in scena cercando di preservare fin dove possibile le caratteristiche originarie. La commozione che oggi pervade tutti coloro che di questa compagnia si sentono parte testimonia di uno straordinario rapporto di affetto, che così come piaceva ad Andrea continuerà a segnare il connubio tra storie personali e collettive”.

Lo vogliamo ricordare con questa nostra videointervista…

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