Endgame: Matteo Latino

Matteo Latino

Matteo Latino

Lo avevamo conosciuto ad Asti, dopo lo spettacolo che gli aveva fatto vincere, nel 2011, il Premio Scenario con “In-factory“. E in più occasioni lo abbiamo anche intervistato, da Roma a Milano. Per questo oggi la notizia, appena arrivata, ci tocca in modo particolare.
Perché Matteo Latino era (e già usare il passato stride e fatica ad esser battuto sulla tastiera) estremamente giovane. Con una vivacità che, oggi, fa apparire la notizia ancor più irreale. Eppure la malattia, che lui non voleva far trapelare in giro, stavolta ha vinto.

Matteo aveva una voglia smodata di portare il suo Teatro Stalla dove era nato e cresciuto, in quel Gargano in cui sognava di tornare artisticamente, per realizzare una casa di produzione e diffusione teatrale (ma non solo) indipendente. Per farlo vedere, quel teatro, anche a suo padre, che ancora non l’aveva visto in scena. Così ci aveva raccontato tre anni fa in un’occasione informale post-spettacolo. E speriamo davvero che questo piccolo grande desiderio, nel frattempo, sia riuscito a realizzarlo.
Chi ci segue ormai sa che i nostri Endgame sono di pochissime parole. Oggi perfino troppe. Ecco perché, anche stavolta, preferiamo ricordare Matteo attraverso le sue stesse parole, quelle registrate in quest’intervista di Renzo Francabandera nel 2013.

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