Endgame: Tonino Conte

Tonino Conte
Tonino Conte

Se ne è andato oggi, nella Giornata mondiale della Poesia, a 84 anni, Tonino Conte, regista, autore e tra i fondatori, nel 1975 – insieme a Emanuele Luzzati, Aldo Trionfo, Giannino Galloni e Rita Cirio – del Teatro della Tosse di Genova.

Fu tra i primi registi italiani a concepire gli spettacoli in grandi e inconsueti spazi aperti.

Lo ricorda con questo aneddoto la Tosse:
“Quando il vescovo di Genova monsignor Dionigi Tettamanzi, nella primavera del 1995, venne ad incontrare la comunità di quella parte di centro storico dove la Tosse ha casa , si organizzò un incontro con la cittadinanza nella Chiesa di San Salvatore, in piazza Sarzano. Don Carlo, il parroco, pregò Tonino Conte di intervenire.
“Monsignore le confesso che io non vado molto in Chiesa. E non ci vanno molto nemmeno le persone che lavorano con me, nel teatro di Sant’Agostino, nella sartoria e nel laboratorio. Però lavoriamo, lavoriamo molto, dal mattino alla sera. E con il lavoro abbiamo insegnato a recitare, a cucire, a far di conto e a costruire con il legno e la tela a tanti giovani. Che qualche volta si sono sposati, hanno preso casa qui vicino, hanno avuto dei figli. Ecco eminenza, la nostra preghiera è il lavoro, il lavoro di tutti noi insieme”.

Nato a Napoli nel ‘35, diventa genovese dall’età di tre anni. Prima di approdare al teatro – nel ’59 alla Borsa di Arlecchino di Aldo Trionfo – si adatta ai più svariati mestieri. Nel ’66 il testo d’esordio, “Gargantua Opera”, va in scena a Parigi. Nel ‘68 la prima regia: “Ubu Re” di Jarry, premiato in più festival europei. Nel ‘75 fonda a Genova, con Emanuele Luzzati, il Teatro della Tosse, di cui è poi diventato Presidente Onorario.
Firma regie – per il Piccolo Teatro, lo Stabile di Genova, il Teatro Antico di Siracusa, il Teatro Gioco Vita, l’Arena di Verona, il Carlo Felice, il Regio di Torino, il Maggio Musicale Fiorentino – dentro e fuori il teatro: i capannoni ex nucleare dell’Ansaldo, la Diga Foranea di Genova, fortezze e borghi.
Nel corso della sua carriera ha collaborato con gli scenografi e costumisti Santuzza Calì, Bruno Cereseto, Emanuele Conte, Andrea Corbetta, Guido Fiorato, Giovanni Licheri e Alida Cappellini, Emanuele Luzzati, Danièle Sulewic, e con i musicisti Giampiero Alloisio, Bruno Coli, Ivano Fossati, Nicola Piovani, Oscar Prudente.
Pubblica racconti, poesie e saggi, il romanzo “L’amato bene” (Einaudi) vince il Premio Mondello. Ha ricevuto il Premio Ubu per l’attività della Tosse, il Vallecorsi, il Grifo d’Oro della Città di Genova. Nel verde della cascina San Biagio – nel Monferrato – aveva avviato un cantiere d’arte e teatro battezzato Agriteatro.
Il suo ultimo libro – “Pornograffiti 2” (La Grande Illusion, 2015) – mescola immagini e versi. Dal 29 maggio al 28 giugno 2015 gli viene dedicata una grande mostra a Palazzo Ducale a Genova nella Loggia degli Abati per festeggiare i suoi 80 anni, dal titolo: “Tonino Conte, un compleanno patafisico”, curata da Danièle Sulewic. Nel 2017 La Grande Illusion pubblica, in una preziosa edizione cofanetto illustrata da Beppe Giacobbe, il libro “Il mistero dei Tarocchi”, tratto dall’omonimo spettacolo da lui diretto nel 1990, e scritto insieme a Gian Piero Aloisio.

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