Enron. Lucenti e Muscato per lo spettacolo di un fallimento

Enron di Leo Muscato e Michela Lucenti
Enron di Leo Muscato e Michela Lucenti

Enron di Leo Muscato e Michela Lucenti (photo: Francesco Carbone)

Per chi, imbattendosi in scandali finanziari e crack in borsa non ci avesse mai capito nulla, la soluzione può essere anche andare a teatro. Potreste così accorgervi che la differenza tra gestire una multinazionale ultramiliardaria e uno show non è poi così abissale.

Le vicissitudini della Enron Corporation, del resto, rispecchiano in pieno la genesi di uno spettacolo: ambizione, creatività e appetenza del pubblico. Solo che di mezzo ci sono tanti soldi, degli altri.

“Enron” è la storia di un’epopea che abbraccia quattordici anni di vita (1992-2006) di uno dei più grandi colossi dell’energia statunitensi, e le fasi della sua tragica bancarotta, una delle più eclatanti della storia della finanza, che ha inghiottito 60 miliardi di dollari nel giro di tre mesi, lasciando sul lastrico decine di migliaia di persone tra dipendenti e risparmiatori.

Scritto dalla giovane drammaturga britannica Lucy Prebble, ha debuttato nel 2009 a Londra, e dopo aver spopolato fra i maggiori teatri europei è approdato anche sui palcoscenici di Broadway.

Deve invece la sua apparizione in Italia all’incontro tra il regista Leo Muscato e Fondazione Teatro Due di Parma, città che ha vissuto in anni recenti vicende analoghe, con il ben noto tracollo di Parmalat.

Eccoci allora di fronte a un kolossal teatrale che indaga tra i corridoi di un grattacielo americano in cui è il denaro, prima ancora del cemento, a sorreggere stanze e uffici, spazi in cui si consumano i più sordidi intrighi di potere, in un’orgia di speculazione scientificamente studiata per accaparrarsi il favore dei mercati.

Lungi dall’essere uno spaccato realista delle dinamiche della finanza internazionale, “Enron” rimane comunque saldamente ancorato a un taglio documentaristico, scorgendo così sia i reali protagonisti e artefici della disfatta, che personaggi frutto di pure licenze darammaturgiche, il tutto in una visionaria atmosfera alla “Blade Runner”, con vasta profusione di video proiettati sulle pareti del palazzo.

Un party aziendale datato 1992 è l’occasione per un tuffo nei ruggenti anni ’90, decade simbolo del variegato mondo della finanza creativa, della contabilità dopata, delle più spregiudicate strategie fiscali, spesso e volentieri in combutta con le amministrazioni statali.

La parabola dell’ascesa e caduta della multinazionale viene qui teatralizzata senza comunque rinunciare alla concretezza della denuncia nuda e cruda, offrendo un’immensa quantità di spunti di riflessione e approfondimento su tematiche che non cessano di essere di attualità.

L’allestimento si presenta come un’articolatissima macchina scenica che tramuta una lezione di economia in un vivace varietà dal taglio quasi televisivo, in cui la dettagliata ricostruzione dei fatti si arricchisce di una bagarre di ironiche inventive metaforiche. Amministratori delegati, operatori di borsa o direttori finanziari condividono il palco con uomini topo, pupazzi e mostri rapaci che raccontano un mondo talmente deteriorato da parafrasare l’allucinatorio.
Se Brecht avesse lavorato a Broadway questi sarebbero forse i risultati. Una trasposizione scenica che si sorregge solidamente sull’intreccio con il musical, con la scrittura fisica affidata a Michela Lucenti, riaffacciandosi sulla scena musicale pop di quegli anni e coreografando tempi e ritmi del complesso puzzle degli eventi, in una scansione di danze alienate per tradurre quel dissennato senso di euforica perdita di controllo nella gestione aziendale.

“Enron” è uno spettacolo che coniuga il teatro di impegno civile con le intuizioni creative di uno show tipicamente anglosassone, sollecitando i sensi senza sacrificare gli intenti didattici, insomma divertendo e istruendo al tempo stesso.

ENRON
di Lucy Prebble
con: Roberto Abbati, Alessandro Averone, Maurizio Camilli, Andrea Capaldi, Cristina Cattellani, Andrea Coppone, Francesco Gabrielli, Francesca Lombardo, Michela Lucenti, Luca Nucera, Massimiliano Sbarsi, Emanuela Serra
regia: Leo Muscato
scrittura fisica: Michela Lucenti
aiuto regia: Laura Cleri
scene: Federica Parolini
costumi: Silvia Aymonino
ideazione e realizzazione video: Fabio Massimo Iaquone e Luca Attilii
luci: Luca Bronzo
assistente alla scrittura fisica: Ambra Chiarello
assistente alla regia: Giacomo Giuntini
produzione: Fondazione Teatro Due
in collaborazione con Balletto Civile

durata: 2h 31′ (con intervallo)
applausi del pubblico: 1′ 48”

Visto a Parma, Teatro Due, il 27 febbraio 2013
Prima nazionale

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