Quando tutti tacciono è l’attore che parla. Intervista a Eros Pagni

Eros Pagni è Minetti
Eros Pagni è Minetti

Classe 1939 e una carriera interminabile, che ha spaziato dal teatro al cinema e alla televisione.
Eros Pagni varca la soglia del teatro Giacometti di Novi Ligure con la pipa in bocca, il basco e quello sguardo schivo che, da sempre, lo contraddistingue.

E’ qui per interpretare Bernhard Minetti, considerato il più grande attore tedesco del secondo dopoguerra.
La regia è affidata a Marco Sciaccaluga (che abbiamo intervistato da poco al lavoro per il “Gabbiano” di Cechov), a sancire una collaborazione che va avanti da trent’anni.

Pagni non rilascia facilmente interviste, siamo quindi felici che stavolta abbia deciso di fare un’eccezione. Ci accoglie in camerino, seduto al tavolo, concentrato e gentile.
Con lui abbiamo fatto una breve chiacchierata non solo su quest’ultimo suo impegno ma, più in generale, sulla vita del teatro, che poi è la base su cui poggia anche il testo di Thomas Bernhard, che solo pochi giorni prima avevamo visto in scena anche al Piccolo Teatro Strehler di Milano interpretato da Roberto Herlitzka.

Questa versione, prodotta dal Teatro Stabile di Genova, si basa su un impianto scenotecnico che vede una grande pedana rotante circolare, che la regia ha voluto collocare al centro della scena per dare movimento e ritmo ad un’azione tendenzialmente statica.
Nonostante il testo sia lo stesso, i due spettacoli su Minetti appaiono però lontani, così come distanti sono le interpretazioni: più intimista e ironica quella di Herlitzka, decisamente più drammatica quella di Pagni.

In occasione delle repliche di “Minetti” a Modena, domani – sabato 25 febbraio alle ore 17 – Eros Pagni e la compagnia incontreranno il pubblico presso il Teatro Storchi.
Mentre ai giovani che volessero fare la carriera teatrale consiglia con amarezza: “Fate un mestiere diverso […] Il mercato oggi non chiede l’opera d’arte, la riflessione, come dice anche Minetti, ma chiede il divertimento. Invece bisogna sprofondare nell’opera d’arte”.

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