Tutti i successi hanno un sequel. Da “Toy Story” a “Rambo”, da “Terminator” a “Gola profonda”. Cosa ha potuto quindi fermare le ragazze di Serate Bastarde, le dionisiache interpreti di uno spettacolo sbarcato anche al Fringe Festival di Edimburgo dal cimentarsi nel bis?
Nulla. E infatti eccolo qui, “Serate Bastarde 2”. Prima di raccontarvi cosa ne pensiamo, abbiamo chiesto a Renata Ciaravino, anima della compagnia Dionisi, di dirci cosa è saltato in mente a loro.
Come è nata l'idea di un sequel?
Confrontarsi con se stessi e la propria creatività non è mai facile. La spinta della performance rispetto “all’andare in scena” è rigeneratrice. Impagabile. Un territorio in cui tocchi qualcosa che nella vita non ti è quasi mai dato provare. La sensazione, vera o presunta, di toccare lo spettatore, quell’attesa ai margini del ring… Tutto questo fa parte di noi. Il punto in cui il teatro, almeno sulla carta, incrocia il rock’n’roll.




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