Erika Di Crescenzo in bilico tra sacro e blasfemo

Erika Di Crescenzo in Etude pour la sainteté

Erika Di Crescenzo in Etude pour la sainteté (photo: Angelo Bellotti)

Incanta il nuovo lavoro di Erika Di Crescenzo, vista di recente da Klp anche a Ravenna per Ammutinamenti con “La Bagarre”.
Incanta, in questo “Etude pour la sainteté”, la capacità di portarci su quel limite sottile che separa follia e santità, con leggerezza e sorrisi, con intensità e forza.

La scena è scarna. Un materasso, un velo di tulle appeso e il pianoforte a coda suonato da Marco Cortinovis: non solo colonna sonora ma anche parte della scena nella seconda parte dello spettacolo.

La Di Crescenzo ci accompagna così in un mondo di solare pazzia, dove solo il corpo riesce ad esprimere il marasma interiore di paure e desideri.
La parola non si trova, escono versi, suoni mozzati, rantoli e miagolii . “No! No! No!”; c’è frustrazione a volte nel non farsi comprendere. Ma il corpo, lui sì, sa cosa deve dire. Lo si offre a quel dio isolato nei cieli, a quel dio uomo, all’uomo.
“AMAMI!”, amami tanto da urlare un orgasmo che arriva in alto. Quell’orgasmo che le spose portate all’altare non conoscono.


Oggetto del lavoro è sì il corpo, santificato e nudo allo stesso tempo. Ma anche il dubbio che la santità sia più carnale di quando siamo disposti a credere. “La fede. Io ho la fede”. Basta questo a salvarci?

“Etude pour la sainteté”, un lavoro “eretico ed erotico alla maniera di G. Bataille”, si divide appunto in due parti. Allo scadere dei primi quaranta minuti siamo invitati ad uscire dalla sala, e l’attesa pare anch’essa una follia. Al ritorno il pianoforte non è più in proscenio ma a fondo palco; in un gioco che suscita risa verrà spostato dalla danzatrice, cui sono apparse sulla schiena due piccole ali di piume, mentre il pianista continuerà a suonare.
 
La danza di Erika Di Crescenzo è diretta, senza mediazioni. Tanto da riportare a sensazioni dell’adolescenza, a quegli anni in cui si scopre il proprio corpo, quando pulsioni e desideri non trovano ancora parole ma solo movimento. Un movimento che racconta dolore e passione.
Così in scena si ritrovano le contraddizioni di quell’universo femminile sconosciuto al mondo esterno. La ricerca d’amore e il desiderio di trovare il proprio spazio. Follia e santità. E inevitabilmente il pensiero corre anche a Giovanna d’Arco, alle sue visioni, al sospetto di epilessia. Labile il confine. Ed “Etude pour la sainteté” lo conferma.

ETUDE POUR LA SAINTETE
di e con Erika Di Crescenzo
pianoforte: Marco Cortinovis
luci: Gianni Melis
foto: Laurent Pailler
coproduzione: Cie La Bagarre (Torino) – Centro Daiva Jyoti (Torino) – Fondation Royaumont (Parigi) – Tersicorea T.Off (Cagliari)
centri di produzione che hanno accolto il progetto in residenza: Officine Caos (Torino) – Neopost Harrt (Ginevra) – Cie Gilles Jobin (Ginevra) – (Insoliti Torino) – Time in Jazz/Ex Caseificio La Berchiddese
durata: 60′
applausi del pubblico: 3′ 15”

Visto a Torino, Teatro Astra, il 28 settembre 2011

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