Extra Dry: Emio Greco e la danza al sapore di Vermouth

Extra Dry
Extra Dry

Extra Dry (photo: contemporaneacolline.it)

Emio Greco, coreografo pugliese emigrato in Olanda come molti suoi colleghi, saltuariamente torna a far visita all’Italia. Tra queste ultime occasioni c’è stato il Contemporanea Colline Festival di Prato, dove al Teatro Metastasio ha presentato “Extra Dry”, terza creazione della trilogia “Fra cervello e movimento”, che aveva debuttato nel 1999 al Kaaitheater di Bruxelles.

Lo spettacolo, che come gli altri due cita una delle tre varianti del Vermouth (oltre all’extra dry c’è infatti anche il rosso e il bianco), riflette sulle diverse relazioni tra mente e corpo, utilizzando come pretesto certi elementi utilizzati dalla danza classica. In primis la ‘mise’ dei due interpreti, con le ballerine ai piedi e bizzarri tutù.
I due, che attraverso una performance molto energica mostrano la loro formazione classica, compiono mirabolanti passi a due, di cui si gode la notevole tecnica.
Come può il corpo superare la mente che lo comanda? Quale può essere la gerarchia? Emio Greco prova a dare delle risposte: interroga così i suoi performer sottoponendoli a coreografie estreme, che prendono spunto da movenze classiche per poi immergersi nella danza contemporanea di matrice europea (gesti insoliti, scatti, cadute, schiaffi sulle cosce).

Quel magnifico sudore che lentamente trasforma i vestiti dei due, creando un’aderenza molto glamour, conferma lo strano approccio e confronto (o scontro) fra le due discipline, che si sfiorano soltanto.
Lo spettacolo può anche essere visto come una stupenda storia d’amore tra due figure gemelle e diverse: Victor Callens, alto e snello che si muove come una cicogna, e Vincent Colomes, basso e più muscoloso. I due architettano passi di coppia, si interrogano e si scrutano. Solo in un momento uno scappa uscendo dalla scena, mentre l’altro – nel tentativo di rincorrerlo – incappa in un ostacolo cadendo a terra, come morto. Scoppia una guerra sonora che sembra l’apocalisse della danza. I due poi si riprenderanno. È il paradiso o l’inferno? La prima opzione sembra la più plausibile, visto che la prova dei due è risaltata dalla schiettezza delle luci, dal rigore della bianca scenografia e dall’armonia delle musiche (su tutte, il suggestivo trionfo di violini nella parte centrale).

È quasi bizzarro assistere, a Prato, ad una danza di così alto livello. E il pubblico del Metastasio se ne accorge, applaudendo convinto i due giovanissimi danzatori.

Extra Dry
coreografia, direzione: Emio Greco, Pieter C. Scholten
luci, concetto audio e video: Emio Greco, Pieter C. Scholten
danza: Victor Callens, Vincent Colomes
design luci: Henk Danner
costumi: Clifford Portier
realizzazione colonna sonora: Wim Selles
produzione: ICKamsterdam – Emio Greco | PC
coproduzione: Kaaitheater, Brussel (BE), Tanzwerkstatt, Berlijn (DE), Klapstuk Festival, Leuven (BE), Springdance, Utrecht (NL)
durata: 53’
applausi del pubblico: 3’ 47’’

Visto a Prato, Teatro Metastasio, il 29 maggio 2009
Contemporanea Colline Festival

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