Fabrice Melquiot: lo sguardo di Bologna all’autore francese

Fabrice Melquiot

Fabrice Melquiot (photo: fabricemelquiot.fr)

Non è trascorso molto tempo dal primo incontro con Fabrice Melquiot, affermato drammaturgo della scena contemporanea francese, autore di testi per il teatro, la radio e l’infanzia, a cui Face à face – Parole di Francia per scene d’Italia aveva dedicato la sesta rassegna del progetto nell’estate del 2012. Eppure ci scopriamo di nuovo sedotti dalla dirompente essenza poetica della scrittura di uno dei più influenti drammaturghi contemporanei d’Oltralpe.
Sarà compito di Pubblico, il Teatro di Casalecchio di Reno accogliere domani, giovedì 11 aprile alle ore 21, il suo “L’inatteso”.

A dar voce e corpo alla forza visionaria di cui si compone il linguaggio volutamente spurio dell’autore, troviamo in tutta la sua grazia, ancora una volta, Anna Amadori. Tornerà a vestire la pelle di Liane, una donna semplice e quotidiana, impegnata a dialogare con la morte, quella dell’uomo amato, costruendo spazi del possibile, e scoprendosi, gesto dopo gesto, portatrice di una visione in cui l’unica grammatica possibile è quella dettata dai vortici della memoria.

Un “lungo addio in versi” come ci racconta la Amadori, in cui le musiche di Guido Sodo (da Bach a Rosa Balistreri) si impongono come diffusori degli stati d’animo della protagonista: “La musica è la chiave di tutto perché riecheggia la natura profondamente lirica della scrittura di Melquiot”.
Ad accompagnare il forsennato viaggio di Liane attraverso la crudeltà dei ricordi troviamo gli oggetti disegnati da Eva Geatti, flaconi di vetro di vari colori, che scandiscono i quadri di cui la rappresentazione si compone.

La messa in scena de “L’inatteso” si inserisce all’interno del Focus Melquiot, una rassegna di ampio respiro che mira a restituire uno sguardo il più trasversale possibile alla scrittura del drammaturgo francese.

Gli eventi che stanno abitando Bologna in questi giorni incarnano la ferma volontà di Elena Di Gioia, curatrice dell’iniziativa, di edificare un confronto che trovi complicità sia nella presenza di artisti che da tempo alimentano il tessuto culturale bolognese con grande talento, sia in luoghi e istituzioni che accolgano con entusiasmo momenti di scambio così ampiamente articolati, come il Cassero, Emilia-Romagna Teatro e l’Università di Bologna.

E’ la stessa Elena Di Gioia a raccontarci la genesi del progetto: “È nato come un dialogo fra attrice ed autore, e ha trovato voce in un coro. Alla fine l’omaggio a Melquiot è anche un omaggio a tutte le realtà bolognesi che ne hanno permesso la sua realizzazione”. La tenacia di Elena Di Gioia, la cui capacità di reinventare cultura si presenta come un tremito nell’immobilità in cui è costretto il teatro italiano, ha fatto in modo che più forze collaborassero tra loro per restituire vigore ad un’iniziativa il cui potenziale si traduce in una pluralità di espressioni dislocate su molteplici livelli d’attenzione, tutte orientate a creare una più ampia comunità d’ascolto attorno a tematiche che il nostro Bel Paese frequentemente tace.

Partita domenica con il talk radio Radio Zolfo curato da Altre Velocità e con i Portrait Melquiot, atlante di scritti scelti dell’autore e appositamente montati per incontrare la voce di Anna Amadori e Maurizio Cardillo, oggi pomeriggio (mercoledì 10 alle ore 17) ci ritroveremo in compagnia dell’attrice bolognese, che dialogherà con Laura Mariani e Silvia Mei all’interno del ciclo di incontri “In contemporanea”.

L’epilogo della rassegna arriverà lunedì prossimo, 15 aprile, presso l’aula magna dell’Università di Forlì per un ultimo appuntamento con “L’inatteso”, opera tradotta dagli stessi studenti del Dipartimento di Interpretazione e Traduzione, questa volta in versione di mise en espace.
 

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