Nuova drammaturgia. Face à Face tra Italia e Francia

Jean-Luc Lagarce
Jean-Luc Lagarce

Jean-Luc Lagarce (photo: ccfdouala.com)

C’è sempre stato un rapporto speciale tra la cultura italiana e quella francese, con numerosi scambi culturali e artistici che si sono susseguiti negli anni.
Da quest’anno Face à Face, rassegna di drammaturgia contemporanea promossa dall’Ambasciata di Francia in Italia e Teatro Eliseo di Roma, si sviluppa attraverso un rapporto bidirezionale tra le due nazioni cugine. Se da un lato, infatti, “Face à Face – Parole di Francia per scene d’Italia” giunge alla III edizione moltiplicando il suo sforzo produttivo, ossia presentando oltre a letture e mises en espace alcuni spettacoli basati su testi francesi contemporanei, dall’altro lato vede la luce il progetto analogo e speculare, ossia la proposta di autori italiani sulle scene francesi.
Un doppio legame che diventa, per il pubblico, occasione di conoscenza e accrescimento; mentre per il sistema teatrale italiano una possibilità di scambi, coproduzioni e nuove aperture verso l’Europa.

Face à Face, che partirà in Italia il 16 gennaio per proseguire fino al 5 luglio, coinvolgerà quest’anno 18 teatri sparsi in 13 città diverse. Al Piccolo di Milano debutteranno, per la regia di Luca Ronconi, due testi di Jean-Luc Lagarce, l’autore (prematuramente scomparso) oggi più rappresentato in Francia dopo Molière:
I pretendenti e Giusto la fine del mondo. Per l’occasione verranno pubblicate quattro pièces dalla Ubulibri di Franco Quadri, che ha anche tradotto personalmente Giusto la fine del mondo. Sempre a Milano, al Franco Parenti, l’altro importante spettacolo della rassegna: Il Dio della carneficina di Yasmina Reza, con un cast d’eccellenza che conta Anna Bonaiuto, Alessio Boni, Michela Cescon e Silvio Orlando, a cui seguirà una lunga tournée. Al Teatro Out Off verrà messo in scena un terzo testo di Lagarce, Ultimi rimorsi prima dell’oblio, per la regia di Lorenzo Loris e l’interpretazione di Mario Sala e Gigio Alberti.

All’Eliseo di Roma arriverà il nuovo spettacolo di Giorgio Barberio Corsetti: Epistola ai giovani attori dal testo di Olivier Py. E sempre l’Eliseo insieme al Piccolo saranno palcoscenico di numerose letture e mises en espace di attori del calibro di Elisabetta Pozzi, Roberto Herlitzka, Laura Marinoni, Amanda Sandrelli e Maria Paiato su testi di Corman, Novarina, Lemoine, Mouawad.

Il Festival delle Colline Torinesi, già partner del progetto, quest’anno partecipa con lo spettacolo
Le livre d’or de Jan di Hubert Colas co-prodotto con il Festival d’Avignon.
A Napoli vedremo rappresentati due testi di Jöel Pommerat: la mise en espace di Questo figlio, al Nuovo Teatro Nuovo, e l’imponente Je tremble 1 et 2 al Mercadante.
Infine uno spettacolo francese sarà presentato in Italia, a Torino e a Roma: si tratta del Duetto di Leslie Kaplan, prodotto dal Théâtre des Lucioles di Rennes.
A queste quattro città di riferimento si vanno ad aggiungere le altre realtà teatrali coinvolte nell’appuntamento: il Teatro Libero di Palermo, il CSS di Udine, l’Arena del Sole di Bologna, il Kismet di Bari, il Teatro Studio di Scandicci, lo Stabile di Genova, il Metastasio di Prato e il Vittorio Emanuele di Noto.

Da quest’anno, come anticipato, prenderà il via anche Face à Face – Parole d’Italia per scene di Francia (da gennaio a novembre 2009), rassegna concepita “a specchio” dell’edizione italiana, promossa dall’Istituto Italiano di Cultura di Parigi e dall’Eti coinvolgendo numerose istituzioni teatrali d’oltralpe. Gli autori italiani scelti per quest’edizione sono Roberto Cavosi, Ascanio Celestini, Enzo Moscato, Lina Prosa, Stefano Ricci e Gianni Forte, Letizia Russo, Francesco Silvestri, Vitaliano Trevisan e Antonio Tarantino.
L’inaugurazione è prevista per il 26 gennaio al Théâtre Odeon di Parigi con la lettura, alla presenza dell’autore, di Radio Clandestina di Ascanio Celestini. Per gli autori già apprezzati e rappresentati in Francia, come Spiro Scimone, Emma Dante e Fausto Paravidino, ci saranno infine degli incontri ospitati dall’Istituto Italiano di Cultura.

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