Fedeli d’amore. Montanari e Martinelli nel nuovo omaggio a Dante

Fedeli d'amore (photo: Enrico Fedrigoli)
Fedeli d'amore (photo: Enrico Fedrigoli)

Una delle esperienze più stimolanti e insieme profonde vissuta in queste ultime stagioni teatrali è stata senza dubbio la partecipazione a due eventi che, insieme a decine di partecipanti attivi, hanno permeato di visioni una parte della città di Ravenna, in onore di Dante Alighieri.
Marco Martinelli ed Ermanna Montanari ci hanno infatti immerso nel mondo del Divin Poeta per mezzo di due eventi totali che hanno ripercorso il suo cammino miracoloso e misericordioso attraverso l’Inferno e il Purgatorio, con la promessa di portarci fino in Paradiso, in occasione dei 700 anni della sua morte, nel 2021.

In attesa di questo evento, che racchiuderà anche i due precedenti, al Teatro Elfo Puccini di Milano ci siamo immersi ancora una volta, stavolta da una poltrona teatrale, nel mondo dantesco, sempre attraverso il Teatro delle Albe, per “Fedeli d’amore, polittico in sette quadri per Dante Alighieri”, che sancisce nuovamente l’adesione viscerale che Montanari e Martinelli hanno per il loro illustre concittadino d’elezione.

In una scenografia costruita essenzialmente da geometrie, dove è il contrasto tra luci ed ombre a creare l’atmosfera di dormiveglia che ci accompagnerà per tutto lo spettacolo, intravvediamo Ermanna Montanari, vestita di nero e sola in scena, davanti a un leggio; poco dietro percepiamo la presenza di Simone Marzocchi con la sua tromba luccicante.
E’ in questo modo che lo spettatore si identifica in Dante Alighieri stesso, che nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321, esule, profugo, si trova sul suo letto di morte, vinto dalla malaria, accompagnato solo dalla figlia Antonia.
Nella nebbia della sua mente, prodotta dalla malattia, attraverso le parole di Martinelli, impastate di dialetti, lingue diverse, citazioni non solo dantesche (tra cui riconosciamo anche i versi gaudiosi de “Il Cantico dei cantici”) l’attrice ci permette di inoltrare – attraverso tutte le sfumature dei registri vocali che possiede e che abbiamo imparato da anni ad amare – nei ricordi e nelle ossessioni del morente, assediato da apparizioni e incubi terribili che, come nel suo capolavoro, man mano andranno a diradarsi, per lasciare spazio alla sola salvezza possibile concessa all’uomo per vincerli: l’amore.
La voce di Ermanna Montanari stride, si avvinghia, si inabissa, si fa stridula e ammaliante.

Ecco che così, quasi inebetiti dalla tromba di Marzocchi, ci appaiono via via il demone del Flegetonte, dove vengono bolliti i violenti, un asino, l’animale preferito da Martinelli, che con la sua saggia pazienza ignorante “ha portato in groppa il mondo” con il suo dolore (bellissima la reiterazione di quel “a so ste me” che simula l’incedere dell’animale), e poi ancora un diavolo, quello del rabbuffo e l’Italia stessa, tra passato e presente, con le sue mille contraddizioni.
La nebbia col passare del tempo si dirada e, attraverso la presenza caritatevole della figlia, ritornano i fulgidi ricordi della giovinezza del poeta, primi fra tutti i fedeli d’amore, Cavalcanti e Guido Guinizelli, che lo cantarono quell’amore, trasfigurandolo nell’immagine femminile.
Ed è così che a Dante appare lei, Beatrice, e in questo modo gli angeli di Giotto domineranno una scena finalmente libera dall’inquietudine; il Poeta potrà dormire in pace.

“Fedeli d’amore” si configura come un alto esercizio di stile, a cui concorrono le luci disegnate da Enrico Isola, le ombre di Anusc Castiglioni e le musiche di Luigi Ceccarelli, per un nuovo commovente omaggio del Teatro delle Albe al Sommo Vate.

Fedeli d’amore – polittico in sette quadri per Dante Alighieri
di Marco Martinelli
ideazione e regia Marco Martinelli e Ermanna Montanari
spazio e costumi Ermanna Montanari e Anusc Castiglioni
musica Luigi Ceccarelli, tromba Simone Marzocchi
regia del suono Marco Olivieri
setar persiano in audio Darioush Madani
realizzazione musiche Edisonstudio Roma
ombre Anusc Castiglioni, disegno luci Enrico Isola
in scena Ermanna Montanari
produzione Teatro delle Albe/Ravenna Teatro in collaborazione con Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia 2018 e Teatro Alighieri di Ravenna

Visto a Milano, Teatro Elfo Puccini, il 13 dicembre 2019

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