Federica Fracassi e Arianna Scommegna: noi, il teatro e la vita. Intervista doppia

Federica Fracassi e Arianna Scommegna
Federica Fracassi e Arianna Scommegna

Due ragazze da Ubu. E due ragazze da Testori.
Federica Fracassi e Arianna Scommegna sono tra le più fervide e interessanti attrici della loro generazione. E, come scoprirete nel video di oggi, sono anche simpatiche.

La Fracassi è impegnata sino al 5 dicembre nell'”Erodiàs” di Giovanni Testori al Teatro i di Milano (spettacolo di cui vi parleremo nei prossimi giorni). Ha vinto, con le regie di Renzo Martinelli, il Premio della Critica 2011 e l’Ubu 2011  come miglior attrice protagonista, ex aequo con Mariangela Melato.
Nel 2013 ha debuttato nel monologo “Blondi” di Massimo Sgorbani – parte della trilogia “Innamorate dello Spavento”, formata anche da “Eva” e “Magda e lo spavento“, regia dello stesso Martinelli, prodotto dal Piccolo Teatro di Milano, in cui incarna la tragedia di una vittima innocente della storia: il pastore tedesco di Adolf Hitler.
E’ poi arrivato “Il servitore di due padroni” di Antonio Latella, mentre in ambito cinematografico è stata diretta da Marco Bellocchio, Giorgio Diritti, Gabriele Salvatores e Paolo Virzì.

Arianna Scommegna ha invece seguito dal suo inizio il percorso della compagnia milanese Atir, sin da quel “Romeo e Giulietta” del 1996, accompagnando il percorso registico di Serena Sinigaglia. Con la regia di Peter Stein ha recitato in “Ritorno a casa” di Pinter, nel ruolo di Ruth, per il quale ha vinto l’Ubu 2014.
Intensa interprete anche lei dei testi testoriani “Cleopatràs” e “Mater Strangosciàs”, con la regia di Gabriele Vacis ha recitato in “La Molli. Divertimento alle spalle di Joyce”, di cui è anche autrice.
Attualmente è nelle sale cinematografiche “Fai dei bei sogni” di Bellocchio, di cui è interprete, di grande sensibilità. Mentre fra poco tornerà in scena con Maria Paiato in “Due donne che ballano”, regia di Veronica Cruciani.

Le abbiamo incontrate mettendole una di fronte all’altra, per conoscerle meglio nei loro gusti e aspirazioni. Parlando di teatro, di vita e di passioni: da quelle teatrali alle preferenze culinarie. Preferiranno Beckett o Cechov? La pasta o il riso? E come reagiscono alle critiche negative?
Ecco come si sono messe in gioco e cosa ci hanno raccontato!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *