Fernando Suels Mendosa: dittico sul desiderio e la mancanza

Luna Performing - Fernando Suels Mendosa

Fernando Suels Mendosa (photo: civitanovadanza.it)

Fernando Suels Mendosa porta nel DNA i segni e i fasti del Tanztheatre di bauschiana memoria, compagnia nella quale ha danzato dal 1995 fino alla scomparsa della grande coreografa. L’eredità è evidente, e forse non potrebbe essere altrimenti, nei due brani presentati nel bel teatro di Civitanova Alta nell’ambito di Civitanova Danza: gli ampi movimenti delle braccia, la gestualità evocativa, le scelte musicali e scenografiche.

Il primo brano, “You and eye”, vede in scena un giovane interprete, Alessio Kgi Giaccaglia, dalla grande energia, con l’entusiasmo e la prorompenza propri della gioventù. Proveniente dalla break dance, pone le sue indubbie capacità atletiche al servizio di un brano confezionato secondo lo stile del teatro-danza. Un grande tappeto elastico ricoperto di cuscini a suggerire un letto, pochi altri elementi scenici (un separè, una sedia, un ventilatore) volti a ricreare un luogo intimo e raccolto dove raccontare la storia di un “desiderio danzante”, commovente nella sua ingenuità, i muri nudi e scarni del teatro a fare da sfondo.

Le luci si arricchiscono di calore e verità non smorzate dal nero delle quinte, ma l’ampio spazio rivelato non sempre riesce a dare rilievo alla scenografia; gli oggetti sembrano perdersi in uno scorretto rapporto di proporzioni.
Intuiamo che il ragazzo mette in scena se stesso, la sua storia, i suoi desideri, le sue solitudini, ma una eccessiva frammentazione del tessuto coreografico, così come un tappeto sonoro troppo presente e soffocante, appesantiscono la visione. Un solo di cinquanta minuti è una prova impegnativa anche per interpreti più navigati, forse un eccesso per un ragazzo così giovane e con un vocabolario così acerbo.

La seconda parte della serata vede invece in scena proprio Fernando Suels Mendosa in un brano costruito sulla perdita, nato dalla morte di Pina Bausch e dal vuoto immancabile che ha generato in chi, con lei, ha lavorato per tanti anni.
E’ quindi un solo accorato, danzato fra tanti palloncini trasparenti che, con la loro luminescenza, ricoprono il palco.

Sul finale alcuni si sollevano e restano sospesi in aria, piccoli soffi vitali che se ne vanno; il corpo del danzatore si staglia tra di loro, dolente, accompagnando il loro elevarsi. E’ il racconto di un dolore, forse il tentativo di esorcizzarlo per ritrovarsi; si assomma ai cammei che i danzatori della compagnia hanno creato per “Pina”, il film di Wim Wenders.

Il percorso per affrancarsi da una eredità importante come quella che ha lasciato Pina Bausch e che interessa non solo una poetica ma la modalità stessa della creazione, non può che essere lungo e difficoltoso. La reiterazione forse deve perdere peso, in favore di un’ identità più personale  e particolare.

LUNA PERFORMING PROJECT
YOU AND EYE

di Fernando Suels Mendosa
con Alesso Kgi Giaccaglia
durata: 50′
applausi del pubblico: 2′

I LOST SOMETHING ON THE HILL
di e con Fernando Suels Mendosa
produzione e suono Cristiano Marcelli
assistenza Simona Ficosecco
scenografia Fernando Suels Mendosa – Arnulf Eichholz
ricerca musicale Fernando Suels Mendosa – Andreas Eisenschneider
costumi Fernando Suels Mendosa – Elizabeth von Blumenthal
responsabile tecnico e luci Francesco “Frankie” Ferrato
direttore di palco e assistente Daniela Manetta
sartoria Liubov Kuznetsova
produzione La Luna Dance Center
durata: 20′
applausi del pubblico: 2′

Visto a Civitanova, Teatro Annibal Caro, il 17 febbraio 2013


 

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