Festival d’Avignon 2017: dentro la festa del teatro

Antigone (photo © Christophe Raynaud de Lage)
Antigone (photo © Christophe Raynaud de Lage)

71 candeline per il Festival d’Avignon, un record per qualsiasi manifestazione culturale. Quasi come il suo budget: 12,6 milioni di euro per il 2017 solo per il festival ufficiale, con un ritorno economico stimato tra i 23 e i 25 milioni, senza calcolare l’Off.
Basta passeggiare (impossibile avvicinarsi con altri mezzi) nel centro della cittadina provenzale per assaporare, da subito, qualcosa di “enorme”. Forse è questo l’aggettivo migliore per descrivere un’onda teatrale che si abbatte da oltre settant’anni, ben controllata, su una città relativamente piccola. Enormi sono le forze dedicate all’organizzazione ma anche alla comunicazione: ogni muro, palo, caffè o negozio viene tappezzato da decine di locandine che, accuratamente fissate su fili di cotone, diventano una sorta di decorazione “invisibile” nella rispettiva straordinaria grandezza.

Il Paese dei Balocchi del Teatro diventa, nel mese di luglio, arte, musica, spettacolo con una festa che inizia e non finisce mai. Impossibile non essere fermati decine di volte dalle numerosissime compagnie teatrali off che propongono i propri lavori utilizzando tutta la creatività possibile.

L’Avignon In, ossia il programma ufficiale, anche quest’anno è stato diretto da Olivier Py (arrivato alla guida artistica del festival nel 2014) e collocato nei luoghi più istituzionali, a partire dal monumentale Palazzo dei Papi.
L’Off in questa edizione si è invece “sparpagliato” in 119 spazi teatrali (molti dei quali temporanei), nutrito da 1480 spettacoli in scena dalle 9 del mattino fino a mezzanotte. Tanto che la guida dell’Off, per l’edizione 2017 di 432 pagine, viene chiamata la Bibbia proprio per il suo “spessore”.
E’ lì che si possono trovare tutti gli spettacoli in cartellone suddivisi per orario, autore, genere. Costruirsi un’agenda di cosa vedere è un lavoro arduo vista la mole dell’offerta. E’ quindi più spesso la casualità a farla da padrone.

Photo: Davide Sannia

Photo: Davide Sannia

Nell’Off anche quest’anno presenti compagnie provenienti da quasi tutto il mondo, anche se ben 1347 erano francesi. L’Italia è stata presente con tre gruppi: Malalingua di Marco Grossi, che ha presentato il suo “Edipo Stanco”, Teatro Gioco Vita con uno spettacolo di ombre per i ragazzi partendo da un testo di Rascal, e Tom Corradini con il suo “Gran Consiglio” ispirato a Mussolini, visto da quella prospettiva clownesca contemporanea che contraddistingue il suo lavoro fin dalle origini.

Nella vastità della proposta Off non è emersa, per quel che abbiamo potuto vedere, una qualità troppo alta, né lavori di ricerca così approfonditi; Avignon è piuttosto un’ottima vetrina che le compagnie utilizzano per arrivare al pubblico e farsi conoscere. Spesso in scena monologhi, il più delle volte rivolti alla comicità e al grande pubblico. Non sono comunque mancate compagnie interessanti, anche se in numero decisamente inferiore.

Per quanto riguarda il programma ufficiale, estremamente suggestiva e interessante l’”Antigone” che Satoshi Miyagi ha allestito su uno specchio d’acqua all’interno della corte d’onore del Palazzo dei Papi, location riservata agli spettacoli clou del festival.
Miyagi, pluripremiato per le sue opere (da “Elettra” al “Mahabharata” a Shakespeare) basa il suo lavoro sugli attori sulla ginnastica orientale e sulla formula «due attori per un ruolo».

Di fronte ad una tribuna che può contenere duemila spettatori a replica, la compagnia giapponese Ku Na’uka, da lui fondata nel 1990, ha portato in scena una particolare visione della tragedia sofoclea utilizzando quasi tutte le declinazioni possibili del teatro Nō, con oltre venti attori quasi sempre presenti sul palco nello sforzo di unire, attraverso l’acqua, l’arcaicità del teatro greco e di quello giapponese, in un contesto apparentemente austero, sottolineato dalle imponenti mura del Palazzo, ma addolcito dalla delicatezza del rito, dai suoni riprodotti dal vivo, dal bianco delle vesti dei personaggi.

Il pubblico nella Cour d'Honneur del Palazzo dei Papi (photo: Davide Sannia)

Il pubblico nella Cour d’Honneur del Palazzo dei Papi (photo: Davide Sannia)

Tra le proposte anche molta danza contemporanea. Fra queste segnaliamo la presenza di Ambra Senatore, che ha presentato il suo “Scena Madre”. Per quanto riguarda gli artisti italiani, la compagnia di Antonio Latella è andata in scena con “Santa Estasi – Atridi: otto ritratti di famiglia”, mentre Emma Dante ha proposto il suo “Bestie di Scena”, in cartellone al Piccolo nella stagione appena conclusa e in replica anche nella nuova.

Vi lasciamo infine a un breve riassunto degli spettacoli dell’Avignon In realizzato per il festival.

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