Festival dei Due Mondi: per un’arte che solleciti la fantasia ed elevi lo spirito

Spoleto 2014
Spoleto 2014

Il manifesto d’autore di questa edizione è firmato da Maro Gorky

Un rito capace di resistere allo stallo economico e alla ruggine del tempo. Anche nel 2014 è d’alto livello il palinsesto del Festival dei Due Mondi di Spoleto, in programma dal 27 giugno al 13 luglio. Il ricco cartellone pare un esorcismo contro la crisi.
Spoleto è presidio culturale nel cuore della penisola, e sembra lanciare segnali di ottimismo a un’Italia patria delle arti, eppure luogo dove la cultura è spesso ignorata per far quadrare i bilanci.

La 57^ edizione del Festival dei Due Mondi è stata presentata lunedì scorso in una Milano proiettata, tra fermenti e inchieste, verso Expo 2015. Davanti all’Assessore alla Cultura del capoluogo lombardo Filippo Del Corno, e a Carla Fendi, Main Partner della manifestazione, il direttore artistico Giorgio Ferrara ha illustrato la rassegna.

Partenza con un trittico di opere brevi: “La mort de Cléopâtre” di Berlioz, “La dame de Montecarlo” di Poulenc, “Erwartung” di Schönberg con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi diretta da John Axelrod e la regia di Frèdèric Fisbach. Si prosegue con il dramma sottilmente misogino “Danza di morte” di August Strindberg, per la regia di Luca Ronconi. Qui l’ovazione sarà per l’ottuagenaria Adriana Asti, reduce dalla prima milanese de “La voce umana / Il bell’indifferente” di Jean Cocteau, in scena al Piccolo Teatro fino a ieri.
Conclusione, il 13 luglio, con il “Concerto Finale Il musical americano degli anni Quaranta e Cinquanta”, serata dedicata ai più celebri musical di Richard Rodgers e Oscar Hammerstein e di Frederick Loewe e Alan Jay Lerner. Il soprano June Anderson e il baritono Paulo Szot saranno diretti da Wayne Marshall, con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai.

Tante anche quest’anno le star internazionali: a partire dal ritorno di Bob Wilson con un “Peter Pan” tra lirica, gospel e pop; e del Premio Oscar Tim Robbins per una produzione Actors’ Gang nello shakespeariano “Sogno di una notte di mezza estate”. E ancora Gerard Depardieu insieme a Anouk Aimée, Isabelle Huppert, il Berliner Ensemble, Christoph Marthaler con “King Size”, Leonard Eto.
Per la grande danza si esibiranno il San Francisco Ballet e la Paul Taylor Dance Company.

Ben rappresentata la scena italiana. Oltre alla già citata Adriana Asti protagonista di Ronconi, sarà presente (sullo stesso filone d’età) Franca Valeri, ultima regina del teatro italiano: «La drammaturga più giovane che abbiamo in Italia», l’ha definita Ferrara. E ancora, tra gli altri, Paolo Graziosi, Marina Confalone, Micaela Esdra nelle Psicosi di Sarah Kane (per la regia di Walter Pagliaro), i registi Paolo Magelli (con “Quai Ouest” di Bernard-Marie Koltès) e Giancarlo Sepe con “The Dubliners” di James Joyce, un omaggio per i cent’anni dalla pubblicazione di “Gente di Dublino”.

“Discover Love” sarà invece l’evento speciale organizzato nell’ambito de La Mama Spoleto Open dedicato alla memoria di Vincenzo Cerami, uno spettacolo del Belarus Free Theatre, compagnia vincitrice del Premio Impatto Totale, assegnato dall’Istituto Italiano di Cultura, durante il Festival di Edimburgo 2013.
Torna poi anche in quest’edizione l’esperimento dell’European Young Theatre, studi e performance proposti dal 2 all’11 luglio da giovani attori e registi europei.

Per la musica si susseguiranno Andrea Griminelli, Edoardo Bennato (affiancato da un quartetto d’archi), mentre Riccardo Muti ricorderà l’amico Candido Speroni, mecenate, cultore delle arti, storico sostenitore del festival.
Da rimarcare l’intervento di altri protagonisti della cultura e dell’arte in Italia: da Piero Tosi a Corrado Augias, da Giovanni Villa a Ernesto Galli della Loggia. E ancora, Massimo Bernardini, Paolo Mieli, Achille Bonito Oliva.

«Le idee vanno avanti quando sono grandi anche indipendentemente da chi le ha promosse originariamente – sostiene Ferrara – Grazie a chi crede e investe in maniera significativa nella cultura. Il nostro festival continuerà a sollecitare la fantasia attraverso il teatro, a elevare lo spirito attraverso la musica, a renderci più lievi attraverso la danza».

Ma certo non bisogna dimenticare che dietro al Festival dei Due Mondi c’è il sostegno di enti quali il Mibact, la Regione Umbria, la Provincia di Perugia, la Città di Spoleto, la Camera di Commercio e, tra gli sponsor, la Fondazione Carla Fendi, impegnata nel restauro del Teatro Caio Melisso.

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