Poesia e musica incrociano la XXVIII edizione di Incanti

EcO di Ymedioteatro (photo: festivalincanti.it)
EcO di Ymedioteatro (photo: festivalincanti.it)

La magia di un racconto struggente: è questa la sensazione scaturita nel pubblico della Casa del Teatro Ragazzi al termine dello spettacolo “L’ultimo ballo di Brigitte”, terza produzione degli Zero en Conducta, formazione spagnola fondata a Barcellona nel 2011.
La commovente storia dell’anziana Brigitte ha aperto la XXVIII edizione di Incanti, rassegna internazionale dedicata al teatro di figura, quest’anno incentrata sul tema del viaggio, oltre i confini e le alterità. Filo rosso che attraverserà tutte le performance in cartellone (che prosegue a Torino fino al 7 ottobre), con un forte appeal sul contemporaneo, senza trascurare tuttavia la componente immaginifica e onirica propria della kermesse.

Ed è un cammino oltre i confini della vita quello che il pupazzo si accinge a intraprendere, certo ormai di aver vissuto la parte migliore dei suoi anni. Brigitte è vecchia, sola, non riesce più a camminare, passa i giorni su una sedia a rotelle (manovrata a vista) e pensa che, in fin dei conti, sia inutile accumulare altro tempo. Prima di congedarsi dal mondo, prepara la valigia, riempiendola di tutti quei ricordi in bianco e nero, affatto sbiaditi e rarefatti, che le permettono di sentirsi viva per un’ultima volta. E sull’onda delle immagini suggerite dalla memoria, si abbandona a un ballo intenso e commovente, metafora del viaggio eterno che attende ognuno di noi.
La musica proviene idealmente dal grammofono poggiato sul bracciolo della sedia, e la riconduce al grande amore della sua vita, volato via troppo presto, e al periodo in cui danzavano insieme, giovani e felici, sui palcoscenici a ritmo di charleston.
Brigitte se ne va così, con il suo bagaglio colmo di una lirica nostalgia. Nel delicato congiungersi di movimenti fluidi, di luce calda, di gestualità spontanea, di note briose alternate a melodie più malinconiche e, soprattutto, di una straordinaria mimica, frutto della bravura dei due attori in scena, José Antonio Puchades (Putxa) e Julieta Gascón, Zero en Conducta scrive una pagina raffinata di teatro di figura, presentata a Torino in prima nazionale. Un progetto, vincitore di numerosi premi tra cui quello come miglior spettacolo al festival Mimos de Perigeux, fedele al linguaggio della compagnia, che esplora le potenzialità del mimo corporeo, della danza e del teatro visivo, per metterle in questo caso al servizio di un racconto senza testo.

Atmosfera sicuramente meno poetica è invece quella di “EcO” del duo andaluso Ymedioteatro, andato in scena il 1° ottobre. Dopo un prologo a tratti singhiozzante, che vede i due attori (Álex Ramos e Santos Sánchez) alle prese con un gioco di ammiccamenti reciproci, prende il via una sequela di sketch esilaranti che strappano più di una risata agli spettatori in sala. Utilizzando un corollario di oggetti comuni – dalle camicie in cotone bianco al nastro adesivo, dagli elastici ai bastoncini di legno – il gruppo spagnolo reinventa con ironia figure che vedono nell’elemento ludico l’origine della creatività.
All’interno di una specie di ring, delimitato da un intrico di pezzi di stoffa annodati, tutto è metafora visiva, in chiave comica, della libertà e della poesia che ci lega alla vita. Supportati da una mimica vivace e da una pittoresca verve gestuale, i due interpreti manipolano burattini, luci, ombre e oggetti scenici per raccontare i rapporti umani, la loro tenerezza e la loro tensione, con un linguaggio universale. Proposto in prima nazionale a Incanti 2021 e ultima produzione della compagnia iberica, lo spettacolo indaga il confine tra circo, mimo, clownerie e teatro di oggetti con una grande levità.

Si avvale invece di ambientazioni più oniriche e surreali lo spettacolo “La Identidad de Vesania”, che ribadisce l’attenzione di questa edizione al teatro di figura spagnolo contemporaneo.
E’ tra gli appuntamenti più attesi, e centra subito il bersaglio grazie alla maestria con cui miscela danza, circo, teatro gestuale, maschere, burattini, proiezioni virtuali e musica dal vivo.
È un patto con il tempo che ribalta il corso del pensiero il racconto abilmente costruito da Vinka Delgado, artista multidisciplinare e fondatrice della compagnia granadina La Víspera, e Nadia Addis.
Protagonista è il subconscio di una personalità che, a stento, rimane ancorata ai ricordi che si affievoliscono sempre di più. Il passato e il presente si confondono, aumenta il dolore, la salute mentale vacilla e l’identità fatica a riconoscersi. Ne nasce un percorso narrativo nel disturbo bipolare, in cui i pensieri si materializzano e invadono il palcoscenico della mente. Elemento essenziale è la partitura sonora che evidenzia l’assenza di parole e permette allo spettatore di accedere a un mondo introspettivo dove la musica lo aiuta a decifrare uno spettro variegato di emozioni. Sono suoni molto diversi tra loro: note acute di pianoforte, melodie delicate di oboe, voci lontane e indefinite, virtuosismi ritmati che solo gli archi di un’orchestra sanno riprodurre. Il tutto rigorosamente eseguito dal vivo da Antonio Jesus López. Allo stesso modo l’uso delle luci e del video design ha la sua buona dose di incisività, mentre le ombre simboleggiano paure e delusioni, disorientano i corpi e lasciano campo libero alla solitudine e alla follia.

La identidad de Vesania (photo: festivalincanti.it)

La identidad de Vesania (photo: festivalincanti.it)

Altro gioiello intriso di poesia e fantasia, sempre in prima nazionale, porta la firma di Agnès Limbos, signora indiscussa del teatro degli oggetti e anima della compagnia belga La Gare Centrale da oltre trent’anni.
Il palco del suo “Baby Macbeth” è un grande tavolo attorno al quale si raccolgono gli spettatori, adulti e bambini. I più piccoli, seduti su troni e abbigliati in costumi d’epoca, diventano a pieno titolo attori a stretto contatto con la scenografia ispirata al London Globe Theatre.
Davanti a loro, Agnès accende tre candele su un candelabro e avvia il suo personale omaggio all’opera di Shakespeare. Ed è così che appaiono e scompaiono castelli, cervi, asini, alberi, cavalli, stelle, corone, bambole artigianali e rudimentali, con vestiti di seta verde e blu, per raccontare stralci dei capolavori del drammaturgo inglese: “Romeo e Giulietta”, “Re Lear”, “Sogno di una notte di mezza estate”, “Macbeth”.
Accompagnata dalla musica eseguita dal vivo da un pianista con la parrucca (Joachim Caffonnette), Agnès conversa in inglese antico, facendo emergere l’armonia delle parole in questo spettacolo atipico e miniaturizzato, a tratti anche divertente. Con incredibile espressività e talento, facendo ricorso a intonazioni pronunciate con brio o sussurrate al chiaro di luna, manipola gli oggetti con rara intelligenza e formidabile fantasia. E attraverso un sottile gioco di atmosfere, stimoli e illusioni, lo spirito shakespeariano si dispiega in scena come per magia.

Incanti prosegue stasera e nei prossimi due giorni con gli spettacoli del Progetto Cantiere e con “Q” di Claudio Montagna, narrazione recitata al tavolo con musica e figure evocate davanti a un portatile aperto per un piccolo gruppo di spettatori.

L’ULTIMO BALLO DI BRIGITTE
di Zero en Conducta
di e con José Antonio Puchades (Putxa) e Julieta Guascone
assistenza alla regia David Maqueda Pavo
design luci David Maqueda Pavo
musica e suono Red Vox Studio
progettazione e costruzione Angel Navarro, Kim Dutour, Miguel Hache

EcO
di Ymedioteatro
regia Ymedioteatro, Zero en conducta e Delfín Caset
attori/animatori Álex Ramos e Santos Sánchez
grafica Olaavi Naamio
direzione tecnica Anette Malaussène e Álex Ramos

LA IDENTITAD DE VESANIA
di La Víspera – Vinka Delgado
di Vinka Delgado
collaborazione per la creazione Florent Bergal
con Vinka Delgado, Nadia Addis
musiche originali Antonio Jesus López
collaborazione artistica Anthony Mattieu
disegno luci Visuales Tama, Diego Hernando

BABY MACBETH
Agnès Limbos – La Gare Centrale
di e con Agnès Limbos
composizioni e accompagnamento al pianoforte Joachim Caffonnette
accompagnamento drammaturgico Sabine Durand
creazione luci Jean Jacques Deneumoustier
scenografia Sophie Carlier
costruzione Alexandre Herman
costumi e cappelli Françoise Colpé
una produzione della compagnia Gare Centrale con il sostegno di Théâtre de la Guimbarde, Montagne Magique (Bruxelles) e Théâtre de la Licorne (Dunkerque)
con il supporto di Wallonie-Bruxelles International
in collaborazione con la Fondazione TRG onlus

Visti a Torino, Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, 1-2-3 ottobre 2021

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