Figlidiunbruttodio: marginalità e cinismo sotto la lente di Musella e Mazzarelli

Paolo Mazzarelli e Lino Musella
Paolo Mazzarelli e Lino Musella

Paolo Mazzarelli e Lino Musella (photo: erretreassociazione.it)

Nella suggestiva cornice del teatro Sant’Andrea di Pisa, gioiello di architettura romanica, ecco il terzo appuntamento di Teatri di confine, rassegna progettata e realizzata dalla Fondazione Toscana Spettacolo con la collaborazione delle due sale “off” pisane, il suddetto Sant’Andrea e il CinemaTeatroLux.
“Figlidiunbruttodio” è lo spettacolo vincitore del bando InBox 2010, ideato e portato in scena da Paolo Mazzarelli e Lino Musella.
Nel mese di marzo di quest’anno avevo già assistito a un altro lavoro della giovane compagnia Musella Mazzarelli, “Due cani”. Le sensazioni erano state positive, e in questa serata pisana i due confermano ciò che di buono avevano fatto vedere. Non è cosa da poco.

“Figlidiunbruttodio”, “tentativo di scrittura scenica integrale a due”, è articolato in due storie: nella prima, che apre e chiude la messinscena, due emarginati, due falliti – evidente il riferimento a “Uomini e topi” di Steinbeck – attendono alla fermata un autobus che sembra non arrivare mai e raccontano, in un dialogo dolce e feroce al contempo, il loro mondo marginale. Sono un gigante buono, ritardato, e un piccoletto scaltro e astuto, guida e protettore del minus habens.
Nella seconda storia, corpo centrale dello spettacolo, siamo proiettati nell’ufficio di un manager televisivo alle prese con un aspirante protagonista del reality di sua ideazione: qui emerge tutto il cinismo e la freddezza spietata di un mondo dove imperano ascolti e consequenziali introiti pubblicitari.

Quando si affrontano tematiche di questo genere, per giunta di questi tempi, il rischio maggiore è quello della banalità e del già detto. Con la sua forma asciutta, essenziale e senza orpelli, invece “Figlidiunbruttodio” lo evita.
Musella e Mazzarelli sono davvero bravi, hanno presenza, energia e tempi giusti, fattori che, sommati, riescono a dare forza a uno spettacolo ben scritto, che ha forse come unica pecca la durata eccessiva. Ci sono impegno e lavoro alle spalle di questa produzione e si vede. I due attori mettono in scena, come si legge dalle note di presentazione, “figli diversi, e illegittimi, di una stessa Realtà, di un comune Tempo, di un brutto Dio”.
Un lavoro compiuto, senza niente di eccessivo o retorico, che ben inquadra e fa risaltare i meccanismi di una realtà che ci scorre accanto, che ci invade, senza scadere in pietismi, banalità e riuscendo a mantenere un registro ironico e divertente, col risultato di dare maggior risalto alle tematiche affrontate.


FIGLIDIUNBRUTTODIO
di e con: Paolo Mazzarelli e Lino Musella
scatti fotografici: Matteo Delbò
durata spettacolo: 64’
applausi del pubblico: 2’ 24’’

Visto a Pisa, Teatro Sant’Andrea, il 28 ottobre 2010 

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