Che FisiKo! Debutta il festival internazionale di cattive azioni della Lucenti

Michela Lucenti in Madre (photo copyright © Guido Mencari)
Michela Lucenti in Madre (photo copyright © Guido Mencari)

Ha debuttato nell’ultimo fine settimana di aprile, a Santo Stefano di Magra, la prima edizione di FisiKo! festival internazionale di cattive azioni. Un festival di danza contemporanea che fa parte del progetto Fuori Luogo di La Spezia organizzato da Gli Scarti, Balletto Civile e Scena Madre in collaborazione e con il sostegno del Comune di Santo Stefano di Magra, sotto la direzione artistica di Michela Lucenti.

In diverse aree dell’ex Ceramica Vaccari, luogo suggestivo e con molte potenzialità di sviluppo, con una ristrutturazione intelligente e mirata nella direzione di spazi per l’arte e la cultura, si sono alternati diversi nomi, più o meno noti, del teatrodanza contemporaneo.

Nella prima giornata Filippo Porro e Simone Zambelli hanno presentato “Ombelichi”, Collettivo Poetic Punkers “Ou Les Fleurs Fanent”, premio Giovani Realtà Del Teatro 2017 all’Accademia Nico Pepe di Udine, con la regia e la coreografia di Natalia Vallebona e la drammaturgia di Faustino Blanchut; Francesco Gabrielli “Zero”, oltre al debutto di “Salvaje” di Fattoria Vittadini e la coreografia di Daniel Abreu, con i scena Chiara Ameglio, Noemi Bresciani ed Erica Meucci.

La seconda giornata ha visto il debutto di Eddie Oroyan, danzatore di Wim Vandekeybus, con Jessica Eirado Enes per “Pasta e Lava”, una danza sulla ciclicità, sul creare e distruggere, ma anche sul mondo e sull’uomo, che crea e distrugge.
Alessio Maria Romano ha riportato in scena, questa volta con il performer Isacco Venturini, “Il Maleficio”, tratto dal “Malefico della Farfalla” di Federico Garcia Lorca in un’atmosfera incantata, magica, e interpretato magnificamente.

Anche per Balletto Civile un debutto, con il secondo studio di “Madre”, ideazione, regia e coregrafia di Michela Lucenti, con Enrico Casale come assistente alla regia. In scena Alessandro Pallecchi Arena, Elena Nenè Barini, Faustino Blanchut, Maurizio Camilli, Ambra Chiarello, Demian Troiano Hackman, la stessa Lucenti, Filippo Porro, Emanuela Serra e Giulia Spattini. Un lavoro ambizioso che si articola tra movimento e parola, con lo scopo di creare una narrazione che coinvolga e fonda insieme immagini, suono, movimento e musica.

In conclusione di questo neonato festival Aristide Rontini con “It moves me”, una coreografia che parte dagli studi di Masaru Emoto sulla memoria dell’acqua e si ispira ad essa intesa sia come energia, nascita, purificazione ma anche come morte.
“Her-On” di Giulia Spattini è invece un dialogo solitario, che indaga le fasi di passaggio, di transizione, quello che siamo ma anche quello che potremmo diventare, alla ricerca di forme nuove.
A chiusura del festival Collettivo Cinetico, dopo aver aperto le porte al pubblico anche durante il loro riscaldamento, ha presentato “How to destroy your dance”, ideazione, regia, coreografia di Francesca Pennini, con Simone Arganini, Niccolò Cattani, Margherita Elliot, Carolina Fanti, Teodora Grano, Orlando Izzo, Fabio Novembrini, Carmine Parise, Angelo Pedroni, Ilaria Quaglia, Giulio Santolini, Stefano Sardi, Giulia Sposito.
Un sorprendente gioco a resistere, una sfida col tempo, una prova performativa continua, anche per lo spettatore. Nel reinterpretare il linguaggio della danza e le sue potenzialità, l’abilità tecnica non rimane fine a sé stessa ma diventa una visione, una reinterpretazione di linguaggio. Diverte e coinvolge. Nell’ultima gara, la sacrificata della serata è stata Miss Me, aka Margherita Elliot. Bravi.

FisiKo! è una piccola rassegna che si spera continui e abbia più spazio (e finanziamenti) per diventare un nuovo punto di riferimento per la nuova proposta di ricerca nel teatro danza italiano.
Vi lasciamo alla fotogallery – Copyright © Guido Mencari

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