Flatlandia. La favola geometrica di Chiara Guidi

Chiara Guidi
Chiara Guidi

Chiara Guidi, alla direzione del festival di Santarcangelo 2009 (photo: Laura Arlotti)

“Flatlandia” è una fiaba, un racconto fantastico e una metafora della condizione umana.
Chiara Guidi, co-fondatrice della Socìetas Raffaello Sanzio e quest’anno alla direzione artistica del festival romagnolo di Santarcangelo, sceglie di dar voce al racconto fantastico di Edwin Abbott Abbott (1838-1926), pubblicato anonimamente nel 1882 come satira del mondo vittoriano.

Nell’universo immaginario di Flatlandia esistono solo due dimensioni, così la popolazione è composta da figure geometriche che abitano un piano. Le donne, per esempio, sono linee; mentre gli uomini sono triangoli. Vi sono poi diverse figure geometriche, a seconda della professione esercitata: i preti sembrano dei cerchi, mentre il nostro narratore è un quadrato, cioè un professore…

Attraverso la voce di Chiara Guidi scopriamo un mondo piatto e conforme a rigide regole, in cui fa incursione una sfera, ossia un alieno proveniente da Spacelandia, il mondo a tre dimensioni.
Il nostro amico quadrato proverà così a sollevare lo sguardo e si scoprirà un cubo. La terza dimensione, fino a prima ignorata, fa nascere un desiderio ardente di scoperta, di studio, di realtà a quattro, cinque dimensioni e anche più.

Chiara Guidi ci accompagna nel mondo fantastico di questo racconto con grazia, ironia e grande capacità d’interpretazione di tutti i personaggi, cambiando registro, spostando oggetti luminosi, giocando con microfoni e magnetofoni su una scrivania da scuola, con la semplicità del vecchio maestro elementare, capace di tener sveglio l’interesse dei suoi alunni.
Con il dipanarsi del racconto si svela anche il senso metaforico e profondo del racconto, immergendo il pubblico per 55 minuti nella magia, e lasciando correre l’immaginazione di ognuno tra i suoni e i colori di una fiaba.

FLATLANDIA
lettura drammatica e musicale di Chiara Guidi
racconto fantastico a più dimensioni, pubblicato anonimamente nel 1882 scritto da Edwin Abbott Abbott
tradotto da Masolino D’Amico
cura del suono: Marco Olivieri
organizzazione: Valentina Bertolino, Gilda Biasini, Silvia Bottiroli, Benedetta Briglia, Cosetta Nicolini, Alba Pedrini
amministrazione: Simona Barducci, Elisa Bruno, Michela Medri
consulenza amministrativa: Massimiliano Coli
un ringraziamento particolare a Eduardo Sammartino
durata: 55’
applausi del pubblico: 1’ 45”

Visto a Padova, Teatri delle Mura, il 15 giugno 2009

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