In for Out. Le nuove Schegge di teatro 16/17

La corte aperta, la narrazione nei cortili, prosegue anche in questa edizione di Schegge
La corte aperta, la narrazione nei cortili, prosegue anche in questa edizione di Schegge

Settimo anno: tempo di crisi? Assolutamente no, almeno stando al programma.
Si preannuncia infatti una nutrita rassegna di artisti e compagnie (raddoppiata rispetto agli anni scorsi grazie al sostegno di Compagnia San Paolo e Piemonte Dal Vivo) che – promette in conferenza stampa Girolamo Lucania dell’associazione Il Cerchio di Gesso – sapranno mantenere altissimo il livello, continuando a proporre creazioni sceniche su temi di scottante attualità; performance capaci di parlare al vasto pubblico, in una variopinta poliedricità di forme: dalla prosa alla danza, dalla narrazione al teatro di figura.
Siamo a Torino, presso il Cubo Teatro di via Pallavicino 35, a pochi passi dal centro e dal campus universitario che ha prepotentemente influito a far risorgere un’area ex industriale.

«La settima stagione di Schegge è ricca di proposte dentro e fuori dal Cubo» anticipa Lucania, che ha curato la scelta artistica della nuova stagione insieme a Silvia Limone. Già: perché oltre al cartellone Schegge IN, comprendente dodici titoli (cui ne vanno aggiunti altri due, presi “in prestito” dalla rassegna Concentrica, il festival del Teatro della Caduta), ci sarà anche uno Schegge OUT. Si tratta di progetti collaterali di carattere per-formativo: workshop e laboratori; collaborazioni “a Levante” con il moldavo Teatrul Eugene Ionesco di Chisinau e il polacco Teatr Odowròcony di Cracovia; una retrospettiva video sugli spettacoli di Kantor (grazie a materiali provenienti dalla Crikoteka di Cracovia); e ancora, “Crime”, che esaminerà le intersezioni tra multimedialità, spettacolo e scienza nel quadro della psicologia forense.

Non mancheranno poi “I racconti d’inverno” e i “classici” di Massimiliano Loizzi, che con fare parricida tenterà audaci reinterpretazioni dei grandi della drammaturgia, da Shakespeare a Star Wars. A completare il quadro, il progetto “Blatte” (vincitore del Bando ORA! di Compagnia di San Paolo) e la co-produzione “Entusiasmozero” di Fabio Marchisio e Lorenzo Bartoli, nonché la seconda edizione di “La Corte Aperta”, minifestival di narrazione nei cortili delle adiacenti case popolari, già sperimentato nella scorsa edizione.
«In for Out significa questo: aprirsi senza snaturarsi, immaginare nuovi modi di fare teatro utili e necessari, dialogare con il pubblico e con chi ci sta intorno».

Tornando alla sezione IN, ad aprire le danze questo weekend (sabato 22 e domenica 23 alle ore 21) sarà “Primo Amore” di Letizia Russo, con Roberto Turchetta per la regia di Michele Di Mauro, reduce dal plauso ottenuto sul palco di Tangram con quella “Confessione” (drammaturgia di Davide Carnevali), che aveva aperto la scorsa stagione di Schegge.
“Primo Amore” è un rendez-vous che può realizzarsi soltanto dopo che il tempo ha mitigato la vendetta e la passione. Anticipa il programma di sala: “Un uomo che è stato Ragazzo ritorna da un ragazzo che è diventato Uomo”. Un chiasmo un po’ criptico, che però tutti noi abbiamo attraversato: il primo amore appunto, quello dei quindici anni. E così “Primo amore” è la storia di un ritorno, l’oggi dell’amore sospeso, dell’amore da soli, dell’amore immaginato.

L’autunno proseguirà con “Simone Weil – concerto poetico” (messa in voce e in musica a cura di Ilaria Drago e Marco Guidi del genio poetico della mistica e scrittrice francese, autrice – fra gli altri – del fondamentale saggio “L’Iliade o il poema della forza”, così intimamente connesso con il dramma di Giradoux “La guerre de Troie n’aura pas lieu”), con l’approdo torinese dei pistoiesi Gli Omini e del loro “Ci Scusiamo per il Disagio” (già in parte presentato agli studenti dell’Università di Torino durante il recente Seminario Internazionale di Teatro coordinato da Eva Marinai); infine “Gianni”, di e con Caroline Baglioni, vincitore del Premio Scenario per Ustica 2015 e ispirato alla voce di Gianni Pamparini.

L’anno nuovo avrà inizio il 15 gennaio con “Il Matto ovvero io non sono Stato”, produzione dei Mercanti di Storie, di e con Massimiliano Loizzi, monologo/denuncia a più voci sul tema di quelle insensate morti di Stato.
Promette bene anche il successivo “Cock”, che vede nel cast il pluridecorato Fabrizio Falco, insieme a Sara Putignano, Enrico Di Troia e Jacopo Venturiero, diretti da Silvio Peroni: “John è in pausa di riflessione con il suo compagno, con cui convive da molti anni, quando incontra per caso la ragazza dei suoi sogni”.

Onirici e fiabeschi sono gli altri otto titoli, che sembrano attinti dal folklore popolare o da una copia di “Kinder und Haüsmarken”: si va da “Il Vecchio Principe” di Teatro Presente (candidato come miglior spettacolo straniero al Premio Teatro del Mundo 2013 di Buenos Aires e prodotto in collaborazione con l’ERT), alla “Primavera Sacra” di Andrea Ciommiento e Irene Von Dorigotti, dall’atteso “Le Fumatrici di Pecore” di Abbondanza/Bertoni a “Il mare a cavallo”, storia della lotta di Felicia Bartolotta, madre di Peppino Impastato.
Seguirà la ripresa di “Antropolaroid” da parte di Tindaro Granata, mentre a chiudere la stagione, tra fine aprile e metà maggio, saranno il ritmato silenzio della routine di “Homologia” di DispensaBarzotti, “L’ombra della sera” di Teatropersona, ispirato alla vita dell’artista svizzero Alberto Giacometti, e infine “La sirenetta” di Eco di Fondo, per la regia di Giacomo Ferraù, di cui su Klp abbiamo già parlato: un’adolescente rinuncia a una parte di sé (nella fattispecie, alla sua coda) per sentirsi accettata e amata. La celebre fiaba di Andersen riletta come metafora dell’identità sessuale.

Le buone intenzioni, in queste Schegge di teatro, ci sono tutte. Ora basterà metterle in scena…

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