Io sono un’attrice. I teatri di Roberto Latini a cura di Katia Ippaso

Io sono un'attrice
Roberto Latini

Roberto Latini in ‘Nnord’ (photo: fortebraccioteatro.com)

Nell’anno del suo trasferimento da Roma a Bologna e della definitiva fusione con Il Gruppo Libero, la compagnia teatrale di Roberto Latini (da poco diventata Libero Fortebraccio Teatro) vede riconoscere il proprio lavoro più che quindicinale, grazie allo sforzo di Editoria & Spettacolo e alla cura di Katia Ippaso.

Sin dal titolo, “Io sono un’attrice”, si comprende come questo lavoro voglia mettere in risalto il lato femminile del teatro di Latini, partendo da alcune citazioni di Valère Novarina. “Io sono un’attrice” e “il teatro mi ha insegnato a perdere” sono così le frasi di Latini che maggiormente accompagnano la lettura del volume.
L’opera si presenta in una accattivante veste grafica, abbellita dall’illustrazione “d’artista” di Orsola Damiani. Si alternano nel volume, oltre agli interventi della curatrice, scritti del critico Antonio Audino, del curatore della collana Paolo Ruffini e delle docenti universitarie Antonella Ottai e Paola Quarenghi.
Sono presenti inoltre alcune interviste e dichiarazioni del duo fondatore della compagnia: Roberto Latini e Gianluca Misiti.

Ciò che emerge dal libro, oltre alla sua completezza di suggestioni, è l’interessante e reciproca complicità fra il trio Fortebraccio (oltre all’attore e al musicista c’è anche il datore luci Max Mugniai) e la curatrice, che con passione si prodiga di interventi intellettualmente stimolanti.
Katia Ippaso, in occasione della presentazione del libro avvenuta al teatro Argot di Roma durante le repliche di uno spettacolo della compagnia, si sofferma sulla lunga gestazione dell’opera, e citando un’opera dello scrittore giapponese Haruki Murakami, e in particolare l’esortazione a danzare da parte di un uomo-pecora verso il protagonista. È questo il punto di partenza per spiegare la “rockstar” Roberto Latini e la sua propensione ad essere “attrice”. Mentre Ippaso e Audino conducono parallelamente un paragone tra Latini e Carmelo Bene, non mancano citazioni cinematografiche, da Lynch a Kubrick.

Nella successiva intervista a tre si comprende il processo di nascita della compagnia, del duo che diventa trio, iniziato da un equivoco amoroso in un liceo romano e proseguito grazie a una sincera amicizia e a tanta condivisione di vita. Questa storia “familiare”, anomala nel panorama teatrale italiano dove spesso è la coppia a formare il connubio artistico, influenza tutta la lettura del volume, anche quando l’ex professoressa di Roberto ripercorre l’excursus del suo allievo su Shakespeare e il lavoro di riscrittura che da sempre ne fa, come dimostrano la nuova versione di “Iago” e il recentissimo “Desdemona e Otello sono morti”.

Sul finale, che è forse la parte più interessante, Katia Ippaso torna in prima persona a raccontare due anni di “esperienza conoscitiva” sul campo, ascoltando il silenzio delle prove e testimoniando i processi costruttivi delle opere “della svolta” della compagnia: i recenti “Nnord” e “Bikini Bum Bum”, dove Latini si spoglia dai panni di ‘frontman’ per dar spazio, finalmente, alla regia dura e pura.
Lo stare in mezzo al trio è per la curatrice momento di conoscenza del senso del teatro di Fortebraccio, fatto di vulnerabilità e precarietà.
Una lettura piacevole, un lavoro meticoloso di un’intraprendente studiosa di teatro (e non solo) sul materiale artistico e umano di una fra le più interessanti compagnie di ricerca degli ultimi anni.

Io sono un'attriceIo sono un’attrice. I teatri di Roberto Latini
a cura di Katia Ippaso
Editoria & Spettacolo
2009
pp. 244
€ 20

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