Fortezza, il nuovo festival di Livorno

Autobiografia della vergogna
Autobiografia della vergogna

Autobiografia della vergogna (photo: Serafino Amato)

Il panorama teatrale si arricchisce di un nuovo appuntamento: comincia giovedì prossimo, 3 giugno, la prima edizione del Fortezza Festival, quattro giorni di musica, teatro e danza nella Fortezza Vecchia di Livorno.
Un cantiere culturale, un progetto di crescita territoriale che mira a proporre il capoluogo della Costa estrusca come nuovo punto di snodo e confronto della scena artistica contemporanea. Diretto da Alessandro Brucioni, dal 2005 alla guida del Centro artistico Il Grattacielo, il festival prende il nome dal luogo che l’ospiterà: la Fortezza Vecchia, avamposto sul mare e nucleo originario di Livorno, monumento simbolo e spazio polifunzionale ricco di suggestioni.

Venti gli appuntamenti in cartellone, dai concerti della neonata Caciuk Orchestra Multietnica ai Virginiana Miller (al loro sesto album), oltre ad un programma di teatro e danza. Atto inaugurale della manifestazione, giovedì 3 alle 15, l’incontro pubblico sul tema “Teatro e territorio”, a cui, oltre ai rappresentanti delle istituzioni locali e regionali, parteciperanno alcuni operatori delle più importanti realtà toscane (Luca Dini, Pontedera Teatro/Fabbrica Europa; Massimo Paganelli, Armunia Festival degli Etruschi; Luca Ricci, Kilowatt Festival) e i critici Gabriele Rizza (Il Manifesto/Il Tirreno) e Gherardo Vitali Rosati (Corriere fiorentino). La sera sarà la volta dei due spettacoli vincitori delle edizioni 2008 e 2009 del Premio Nino De Reliquis, “Modigliani” di Michele Crestacci e “Riccardo alla terza” di Andrea Gambuzza.
L’apertura della serata di venerdì è affidata a “Atto d’amore” della compagnia Pop.Opera di Roberto De Sarno, in scena alle 20. Alle 21 spazio all’ultima produzione di César Brie, “Albero senza ombra”, presentato in prima assoluta durante l’ultima edizione di Fabbrica Europa, mentre alle 23.30 sarà il turno dei Tony Clifton Circus, con il loro scatenatissimo “Rubbish Rabbit”. Il sabato inizio anticipato alle 19 con l’esito finale del progetto formativo e produttivo “Pensare la scena” condotto da César Brie tra Il Grattacielo, Armunia e Scenica Frammenti a partire da febbraio, a cui seguirà alle 20.30 “Scarpe” di Giorgio Rossi e, alle 23.30, “Assola” di Silvia Gallerano. Lo spettacolo finale del corso di formazione “L’immaginario del corpo presente” tenuto da Giorgio Rossi al Grattacielo nel corso della stagione 2009/2010 segnerà l’inizio della serata conclusiva, che ospiterà anche “Autobiografia della vergogna” di Lucia Calamaro (a parere di Renato Palazzi e Franco Cordelli il più bello spettacolo degli ultimi anni) e l’originalissmo “30°,60°,90°” della compagnia svizzera Klupper.

 

2 Comments

  • Simone Nebbia ha detto:

    Intanto un consiglio: andateci che vale la pena! Poi una precisazione: Palazzi va bene, ma Cordelli parlava di Tumore, perchè di Magick non è mai riuscito a scriverne. E nemmeno a vederlo…ad maiora

  • Daniele T. ha detto:

    Infatti. Cordelli parlava di Tumore. Giusto. Forse torno a vederlo. 3-400 km si posson ancora fare.

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