Funkhaus. La voce della Germania Est nel poema sonoro di Cosima Weiter

Funkhaus
Funkhaus

Funkhaus (photo: © Alexandre Simon)

La Funkhaus Nalepastrasse non era soltanto una radio di Berlino Est, ma anche una vetrina politica e culturale della D.D.R. L’edificio fu completamente abbandonato alla caduta del muro di Berlino, e il suo destino legato emblematicamente a quello dell’ex Germania socialista.

In occasione del ventennio dalla caduta del muro, Alexandre Simon e Cosima Weiter immaginano questo spettacolo “dentro” l’edificio della Funkhaus, in un percorso ideale: i corridoi, le stanze svuotate e deserte, le scrostature dei muri diventano spazi mentali da attraversare. I luoghi parlano e si concretizzano in immagini, i vuoti in pensieri da esplorare. In lontananza solo fruscii e stridori: il ricordo è dolore, silenzio, scossa.

I due artisti, francese lei, da anni impegnata come “poetessa sonora” tra Ginevra e Berlino, svizzero lui, esperto nella creazione di immagini da proiettare nella danza, la musica e il teatro, hanno raccolto le testimonianze di chi aveva lavorato dentro quell’edificio, cercando foto e documenti del tempo negli archivi delle biblioteche della capitale tedesca, per ideare un poema sonoro che dia voce, ancora una volta, alla D.D.R.

In scena, Cosima Weiter interpreta con lodevole intensità le voci della Funkhaus: è una lettura dolorosa la sua, incalzata dalle percussioni e dalla musica. I gesti sono ridotti al minimo, così anche i movimenti; tutto è essenziale. Il testo è un canto poetico: ogni parola è misurata, ogni parola ha dentro di sé forza, dolore, paura, angoscia; ogni parola è semplicemente poesia.

La voce è immagine, corpo di chi ha vissuto nella Funkhaus, di chi ha toccato e ha semplicemente vissuto tra quelle stanze; luoghi che ci appaiono ora impressi sulla scena: spenti e svuotati all’apparenza, ma ricchi di quella solennità che la storia e il ricordo concedono.

Lo spettacolo ha pause, silenzi, l’atmosfera è cupa, incantevoli le immagini che scorrono sulla scenografia, i volti dei bambini, delle donne, della gente in piazza, di un tempo che fu. La musica e le percussioni toccano e fanno sobbalzare. Criptico e stridulo in alcune parti, lo spettacolo concede però una fruizione emotiva solo in parte. Applausi fragili per una performance coraggiosa ed intensa.

Funkhaus
concezione: Alexandre Simon, Cosima Weiter
testi e voci: Cosima Weiter
musica e percussioni: Marcello Silvio Busato
creazione video: Alexandre Simon
scenografia: Claire Davy, Christophe Ryser
luci: Marc Gaillard
regia suono e scena: Adrien Kessler
regia luci: Bernard Heyman
produzione: Productions – Daïkokucho Productions
coprodotto da Théâtre de l’Usine
durata: 50’
applausi: 1’ 30’’

Visto a Ginevra, Théâtre de I’Usine, il 22 novembre 2009

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *