FuoriLuogo: a La Spezia una scommessa su giovani e territorio

FuoriLuogo 2012C’è un territorio, quello spezzino, spesso rimasto periferico rispetto a interventi e iniziative culturali regionali o nazionali. In questo scenario della Liguria, recentemente colpito dall’alluvione, ci sono una volontà ed un impegno molto forti di tre diverse realtà teatrali: CasArsA Teatro, Gli Scarti e Balletto Civile, che condividono una ricerca artistica rivolta alla contemporaneità e che già hanno collaborato per il progetto biennale “Teatro e Disabilità – Le forme del corpo nascosto”.

Con questi fattori di base e con chiari intenti e speranze nasce a La Spezia la rassegna FuoriLuogo, un progetto culturale in ambito teatrale rivolto soprattutto alle giovani generazioni, e che si pone come obiettivo lo sviluppo civile e culturale di un territorio.

FuoriLuogo, al via l’11 gennaio, proporrà sei spettacoli in abbonamento e due eventi speciali. La scelta degli spettacoli è scaturita dai contenuti, dalle poetiche, dalle forme e dai linguaggi teatrali che caratterizzano le compagnie e gli artisti protagonisti dell’iniziativa, che si svolgerà da gennaio a maggio al Centro Giovanile Dialma Ruggiero di La Spezia. Ospiti saranno Babilonia Teatro, Danio Manfredini, Massimiliano Civica, Daniele Timpano, I Sacchi di Sabbia, Balletto Civile, Gli Scarti e Codice Ivan.

L’idea è di passare da una situazione di mera fruizione di eventi culturali ad una concezione più partecipata e attiva della cittadinanza, partendo proprio dalle giovani generazioni che della cultura non possono essere solo fruitrici o utenti ma che, necessariamente, ne saranno anche i futuri produttori.

Gli organizzatori hanno così pensato a proposte che abbiano l’ambizione di parlare al pubblico di domani, agli adolescenti, ai giovani adulti, ma anche a un pubblico più sensibile e curioso, aperto e forse desideroso di conoscere altri modi e altre dimensioni di quell’esperienza viva (e non passivamente subita) che chiamiamo teatro. E inoltre a un progetto che sia un cantiere-laboratorio, al contempo osservatorio privilegiato, come una sorta di “lente d’ingrandimento”, in grado di elaborare una ricognizione sulle modalità e i meccanismi della comunicazione, capace quindi di innescare processi di riflessione approfonditi sui canali attraverso i quali oggi si comunica e ci si esprime. E dove il pubblico possa partecipare in prima persona alle attività, incontrare gli artisti ospitati, creare un “osservatorio critico” sugli spettacoli e sulle nuove espressioni del teatro contemporaneo, anche e soprattutto attraverso l’utilizzo di nuovi strumenti di comunicazione del web, dei social network e dei blog.

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  • Mario ha detto:

    diffondere il più possibile la cultura è una cosa fondamentale se vogliamo far sviluppare al meglio la società di oggi, e questa trovo sia un’ottima iniziativa per farlo. fortuna che esistono sempre più organi come la fondazione Florens operante a firenze che si impegna a diffondere la cultura…

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