Gianluca di Daniele Turconi. L’arte può aiutarci ad affermare la nostra identità?

Gianluca (photo: Luca Del Pia)
Gianluca (photo: Luca Del Pia)

Al Teatro Fontana di Milano lo spettacolo scritto con Alice Provenghi, finalista al premio Intransito 2021

Chi è Gianluca? Un nuovo giovane youtuber di successo? Un aspirante artista uscito dagli “Amici” di Maria De Filippi? Nulla di tutto questo. Gianluca è stato una sorta di Arthur Rimbaud che si è fatto chiamare in decine di modi diversi. Ce lo spiega Daniele Turconi al Teatro Fontana di Milano, dove presenta il suo spettacolo “Gianluca. Ci vediamo tra le nuvole”.
Gianluca è Gianluca Tosi, vissuto nei primi due decenni di questo millennio nella periferia milanese, dove si era costruito una carriera tutto da solo, attraverso le sue canzoni e brevi performance iniettate di sarcasmo verso il mondo e la società.

Gianluca era nato a Milano il 30 maggio 1986 ed è morto prematuramente in un incidente ad appena trent’anni. Così lo omaggia Turconi, in verità parlando anche molto di sé, e citando perfino il famoso monologo di Amleto, parlando con la madre al cellulare, ricordando di essere stato da lei salvato mentre stava affogando.
Turconi ci racconta però anche di Gianluca proiettando alcuni momenti della sua arte povera ma sincera attraverso interviste rilasciate dai suoi amici e familiari, che ne ricompongono le principali caratteristiche umane e di artista.

Solo che ad un certo punto, con gran disappunto del Presentatore, Gianluca Tosi entra in scena, vivo e vegeto, smontando pezzo per pezzo quell’immagine di lui che per un po’ ci eravamo fatta. Gianluca si mostra per quello che è: un ragazzo ancora pieno di sogni e di promesse che strimpella qualche motivetto surreale, nulla di più, e non pretende che essere quello, lasciando interdetto il povero Turconi.
Ma non finisce qui: con sarcastica vendetta, infatti, Gianluca, attraverso una pubblicità vista da migliaia di persone relativa ai Pokemon, di cui molti anni prima era stato protagonista un giovanissimo Turconi, ci dimostra come il vero artista in questione, il vero Divo, non fosse lui, ma il suo interlocutore.

E’ qui che lo spettacolo cambia assolutamente registro: lasciato solo sul palco, Daniele Turconi, artista che con Claudia Marsicano e Francesco Alberici abbiamo conosciuto come una delle colonne di FrigoProduzioni oltre che come autore e musicista a tutto campo, si lascia andare a una vera e propria elegia del tempo passato, della giovinezza e delle sue speranze, chiudendo amaramente con “Poi non so cosa sia accaduto, ma adesso ho quasi 35 anni.. e non so chi sono. Non so più chi sono!”. Ed è qui, non a caso, che la confessione del giovane artista milanese si riannoda a quella famosa di Amleto citata all’inizio.

Daniele e Gianluca, come il coetaneo Amleto di William Shakespeare quattrocento anni prima, non sanno più esattamente ciò che sono, bombardati dai mille stimoli di una realtà che cambia continuamente, che frantuma certezze che sembravano perfino assodate, e in cui essere artista non conta forse nulla. Una realtà in cui noi siamo quello che gli altri ci credono.

Di questo ci parla, in modo traslato e con profonda amara ironia, “Gianluca”, spettacolo che Turconi ha scritto con Alice Provenghi, finalista del premio Intransito 21, rassegna di teatro under 35 organizzata dal Comune di Genova in collaborazione con Teatro Akropolis, La Chascona e Officine Papage, e ora maggiormente rodato rispetto al debutto.

Il lavoro ci parla di un tempo come il nostro che ha tradito l’avvenire dei nostri figli e nipoti, a cui lo spettacolo è destinato, per mezzo di un linguaggio intriso di ironia che arriva in maniera più diretta alle giovani generazioni, dentro le cui motivazioni vi si ritrovano perfettamente.
Al contempo, attraverso la metafora della consunzione dei ricordi, ci pone molte domande sul potere dell’arte e la sua capacità di poterci rinnovare, nonostante tutto, sempre e comunque, affermando ogni volta la nostra identità: “Non è tanto importante quello che la crosta del tempo lascia affiorare in superficie, ma ciò che siamo in grado di lasciare andare alle maree dell’esistenza, ciò che conta sono i massi del passato, da cui siamo in grado di staccarci per non affondare nel presente”.

Gianluca. Ci vediamo tra le nuvole
Un progetto di Daniele Turconi
Regia e drammaturgia Daniele Turconi
Collaborazione alla drammaturgia Alice Provenghi
In scena Daniele Turconi
Disegno luci e tecnica Daniele Passeri
Con il supporto di FrigoProduzioni, Gli Scarti la Spezia, Officine Papage, Residenza Qui e Ora, Strabismi Festival

Visto a Milano, Teatro Fontana, il 29 aprile 2022

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