Ginepro Nannelli al limite del bosco

un appartamento in città

Un appartamento in città (photo: casadelleculture.net)

Fino al 24 febbraio la compagnia Ginepro Nannelli propone a Roma, nei deliziosi spazi della Casa delle Culture, lo spettacolo “Un appartamento in città – o al limite del bosco”.
Lo spazio trasteverino, che la compagnia gestisce dal 1993, offre alla città un’alternativa piacevole al teatro ufficiale. 

“Un appartamento in città” scritto dall’autore e critico palermitano Giuseppe Drago, diretto da Marco Carlaccini e interpretato dal regista stesso con Patrizia D’Orsi, si mostra immediatamente come da presentazione: “Una storia surreale, divertente”.

Ma il surrealismo e la poeticità del testo vengono oltrepassati dalla messa in scena.
La scenografia si risolve nel disegno luci e in videoproiezioni su uno schermo. Queste, realizzate da Giuseppe Romanelli, vengono descritte nella presentazione dello spettacolo come “disegni di un bambino”, pur non richiamando, nella realtà, il disegno infantile, ma ricordando semmai il disegno digitale degli anni ’80.
Questo elemento visivo risulta prepotentemente in tutto il lavoro, distraendo in qualche modo dalla recitazione degli attori.


Similmente al rapporto tra scena e attori, sembra essere il rapporto tra regia e testo. Il bellissimo e ricchissimo testo narra la storia di un uomo che, fingendosi un venditore di stuzzicadenti, riesce a convincere l’attuale inquilina ad entrare in casa, la stessa in cui l’uomo viveva in gioventù con la propria compagna.
Una conversazione serrata accompagna l’incontro, un susseguirsi veloce di presente e passato, memoria e speranze per il futuro, impegno politico e rapporti amorosi; ma il ritmo costante e l’assenza di climax non permettono facilmente di seguire storia e parole.

Il dialogo volutamente assurdo si protegge così da ogni dissenso e dall’accusa di difficoltà di comprensione ma, allo stesso tempo, il surrealismo è un alibi pericoloso: se lo spettatore non comprende a pieno né la narrazione, né il contenuto ideologico, né viene ammaliato da un’affascinante messa in scena, è facile si assenti e distragga.
Il testo di Drago, così poetico e ironico, rischia quindi di sprofondare nell’oblio della disattenzione.

Nonostante il ritmo, e nonostante immagini lontane dalle sperimentazioni e dall’attuale teatro digitale, testo, attori e musicista dal vivo (Claudio Rovagna) riescono comunque a ridar vita al teatro dell’assurdo. In particolar modo brilla la bravissima Patrizia D’Orsi, armonica nei movimenti e abile ad alternare i momenti più ironici a quelli seri e malinconici.

Grazie alle capacità attorali e all’intersezione del copione musicale con quello teatrale, con la musica in continua armonia con l’attore e la sua interpretazione, lo spettatore viene ricatapultato nella scena in più momenti.

Del resto il feeling tra i protagonisti gode di una lunga esperienza, visto che, dalla  fondazione nel 1980, la  compagnia, pur percorrendo sentieri in diversi generi teatrali (dal comico alla sperimentazione, dal teatro di strada alla tragedia) ha prodotto per la rassegna Shakespeareinpiazza spettacoli sempre diretti e interpretati da Carlaccini insieme a Patrizia D’Orsi, con musiche originali eseguite dal vivo da Rovagna. Un’esperienza che ha portato la compagnia per oltre dieci anni a toccare numerosi festival della provincia italiana.

Dal 1993 la compagnia gestisce con capacità e intelligenza la Casa delle Culture, uno spazio che si impegna attraverso diverse attività (incontri tra intellettuali e artisti, laboratori, spettacoli teatrali, presentazioni di libri, riunioni cittadine, assemblee politiche…) a far crescere un punto di vista critico rispetto ai modelli liberisti e ai fenomeni della globalizzazione, per contribuire ad una consapevole partecipazione alla vita pubblica e allo sviluppo di una democrazia per e di tutti, in particolare i soggetti più deboli.

“Un appartamento in città – o al limite del bosco” si dimostra un lavoro coraggioso su un testo difficile ed evocativo, ponendo al centro di tutto l’attore, la sua capacità espressiva ed emozionale. Un tentativo che forse andrebbe portato a conseguenze più estreme, rinunciando totalmente alla scenografia e al linguaggio digitale, lontano dalla compagnia.

UN APPARTAMENTO IN CITTÀ O AL LIMITE DEL BOSCO
di Giuseppe Drago
diretto da Marco Carlaccini
con: Patrizia D’Orsi, Marco Carlaccini
musiche originali eseguite dal vivo: Claudio Rovagna
costumi: Antonella D’Orsi Massimo
immagini in scena e disegno luci: Giuseppe Romanelli
aiuto regia: Ludovico Nolfi
comunicazione: Olga Carlaccini
durata: 1h
applausi del pubblico: 2’

Visto a Roma, Casa delle Culture, il 15 febbraio 2013


 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *