Giornata Mondiale del Teatro 2019: il messaggio di Carlos Celdràn parte dal carcere

Carlos Celdràn
Carlos Celdràn

“[…] La mia patria teatrale si trova in quei momenti di incontro con gli spettatori che arrivano sera dopo sera dagli angoli più disparati della mia città, per accompagnarci e condividere alcune ore, pochi minuti. La mia vita è fatta di questi momenti unici, in cui smetto di essere me stesso, e rinasco e capisco il significato della professione teatrale: vivere istanti di pura, effimera verità, dove sappiamo che ciò che diciamo e facciamo, lì sotto le luci del palcoscenico, è vero e riflette la parte più profonda, più personale di noi stessi […]”.
(Carlos Celdràn)

Oggi e domani si celebra in Italia la Giornata Mondiale del Teatro.
Ogni anno, il 27 marzo, si celebra questa Giornata istituita dall’International Theatre Institute dell’UNESCO. Fondato nel 1948 a Praga da esperti di teatro e danza dell’UNESCO, l’International Theatre Institute, unica organizzazione non governativa operante in ambito culturale in relazioni formali con l’UNESCO, è presente con Centri Nazionali in circa 100 Paesi, ed ha come obiettivo lo sviluppo di pratiche di cooperazione tra artisti e istituzioni teatrali a livello internazionale, per consolidare collaborazioni tra operatori culturali di tutto il mondo e favorire il dialogo interculturale.
Dal 1962, ogni anno, nei teatri e nelle realtà culturali che sostengono e aderiscono all’iniziativa, risuona un unico Messaggio, affidato a una personalità della cultura mondiale per testimoniare le riflessioni vive sul tema del Teatro e della Cultura della Pace. In passato i messaggi sono stati affidati, tra gli altri, a Jean Cocteau, Arthur Miller, Laurence Olivier, Jean-Louis Barraul, Peter Brook, Dimitri Chostakovitch, Maurice Béjart, Luchino Visconti, Richard Burton, Ellen Stewart, Eugène Ionesco, Umberto Orsini, Vaclav Havel, Ariane Mnouchkine, Augusto Boal, John Malkovich, i Premi Nobel Miguel Angel Asturias, Dario Fo, Pablo Neruda, Wole Soyinka.

Quest’anno il Messaggio è firmato dal cubano Carlos Celdràn. Il pluripremiato regista teatrale, drammaturgo, accademico e professore, classe 1963, che vive e lavora a L’Avana e ha portato i suoi spettacoli in tutto il mondo, è in Italia per tre appuntamenti tra Pesaro (oggi) e Roma (domani 27 marzo).
“Il teatro, così come l’ho recepito, si diffonde attraverso una geografia invisibile che fonde le vite di chi lo compie e il mestiere teatrale in un unico gesto unificante – racconta nel Messaggio il drammaturgo cubano – Tutti i maestri del teatro scompaiono con i loro momenti di irripetibile lucidità e bellezza”.


La Cerimonia ufficiale della Giornata mondiale del Teatro sarà ospitata oggi dalla Casa Circondariale di Villa Fastiggi a Pesaro. Quest’anno l’ITI ha scelto di abbandonare l’ufficialità della grande cerimonia UNESCO a Parigi per unirsi ai detenuti, alle detenute e agli operatori teatrali che svolgono questo lavoro importantissimo nelle carceri attraverso il teatro. Un evento che rientra anche nelle iniziative della sesta edizione della Giornata Nazionale del Teatro in Carcere, che si tiene dal 2014 (proprio in concomitanza con la Giornata mondiale del Teatro), promossa dal Coordinamento Nazionale del Teatro in Carcere, costituito da cinquanta esperienze teatrali diffuse su tutto il territorio italiano.

Dalle 10 nella sala teatrale della casa circondariale oltre a Carlos Celdràn interverranno, tra gli altri, Tobias Biancone (direttore generale dell’ITI – UNESCO), Fabio Tolledi (Presidente del Centro Italiano e vice presidente della rete mondiale dell’ITI – UNESCO), Vito Minoia (Presidente dell’AITU/IUTA – International University Theatre Association e del Coordinamento Nazionale del Teatro in Carcere), Armanda Rossi (direttrice del carcere di Pesaro) e l’attrice salentina Roberta Quarta, che leggerà la traduzione italiana del Messaggio di Carlos Celdràn, mentre il Frate francescano Stefano Luca presenterà il documentario “Undhur ilay – See me – Guardami” sull’esperienza di Teatro Sociale condotta in Libano nel 2018 con adolescenti rifugiati siriani.

Domani, 27 marzo alle 10 al Teatro Vascello di Roma, la premiazione dei testi vincitori di “Scrivere il teatro”. Il concorso, indetto per il quarto anno dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, dal Centro italiano dell’ITI – UNESCO, presieduto dal regista e direttore artistico di Astragali Teatro Fabio Tolledi, in collaborazione con Istituto Alberghiero Costaggini di Rieti, Accademia Mutamenti, Teatro Vascello, Comune di Cinigiano e Regione Toscana, è nato per richiamare l’attenzione delle scuole sul teatro come forma artistica di elevato valore sociale e educativo, invitando gli studenti a misurarsi con la drammaturgia e la scrittura scenica.
Studenti di Primarie, Medie e Superiori di tutta Italia sono stati invitati a mettersi alla prova, in qualità di drammaturghi, presentando un testo della durata massima di dodici minuti.
Tra i testi raccolti la giuria ha proclamato il vincitore e i testi “segnalati”. Il premio è stato assegnato ai ragazzi e alle ragazze della V A (Elettronica) dell’IIS “Enrico Majorana” di Rossano, in provincia di Cosenza. Dopo una residenza artistica curata da Accademia Mutamenti di Giorgio Zorcù e Sara Donzelli che si è tenuta a Cinigiano, in provincia di Grosseto, il testo “Ti ho trovato!”, delicata storia di un ragazzo che ha perso la madre e che è vittima di incomprensioni da parte del padre e di alcuni bulli della scuola, sarà messo in scena sul palco del Vascello. La giuria ha inoltre segnalato i testi “Chi trova un amico trova un diritto” (Scuola Primaria “Alessandro Manzoni” di Parabiago, Milano), “Noi, dal loro punto di vista” (Scuola secondaria di primo grado “Giuseppe Bagnera” di Roma), “Levante” (Scuola secondaria di secondo grado I.I.S. “Giacomo Leopardi” di San Benedetto del Tronto).
La presentazione della mattinata, che ospiterà anche Carlos Celdràn, Tobias Biancone, Fabio Tolledi e il dirigente del Miur Giuseppe Pierro, sarà a cura di Laura Palmieri, giornalista e conduttrice della trasmissione Rai “Il Teatro di Radio3”.

In serata, sempre al Teatro Vascello, prima dello spettacolo “Abitare la battaglia” diretto da Pierpaolo Sepe, Carlos Celdràn che leggerà di nuovo il Messaggio al pubblico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *