60^ Giornata Mondiale del Teatro: il messaggio di Peter Sellars

Peter Sellars (photo: Ruth Walz)
Peter Sellars (photo: Ruth Walz)

Per l’edizione 2022 dell’iniziativa promossa dall’ITI, la cultura della pace diventa il messaggio prioritario

Regista teatrale e di opera lirica, Peter Sellars è l’artista incaricato di promuovere il messaggio in occasione della 60^ Giornata Mondiale del Teatro, ideata e promossa dall’International Theatre Institute dell’Unesco.
Ogni 27 marzo dal 1962, nei teatri e nei centri culturali di tutto il mondo viene letto un unico messaggio, affidato ogni anno ad una personalità della cultura di fama mondiale per riflettere sul tema del teatro e della cultura della pace.
E mai come quest’anno la cultura della pace diventa un obiettivo prioritario e inderogabile.

Abbiamo selezionato alcune delle iniziative dei teatri italiani per festeggiare questa giornata.
Il Teatro Stabile di Torino ha previsto un’apertura straordinaria del Teatro Carignano dalle ore 9 fino alle 19 di stasera con visite alla sala, intrattenimento nel foyer, spettacoli e una promozione speciale. Un modo per festeggiare questa giornata insieme al pubblico.

Oggi alle ore 17 al Teatro Vascello di Roma in scena “Elettra – tanta famiglia e così poco simili” di Hugo Von Hofmannsthal con adattamento e regia di Andrea Baracco con Manuela Kustermann, Flaminia Cuzzoli, Carlotta Gamba, Alessandro Pezzali.

A Oltheatre, il teatro di Peschiera Borromeo, oggi pomeriggio alle 18 un concerto teatrale dedicato all’amore. I polistrumentisti Lucky Fella portano in scena “Parlami d’amore”, che presenta alternanza di musiche del folklore popolare e monologhi estratti da romanzi contemporanei dedicati alle diverse declinazioni di questo sentimento.

Domani, lunedì 28 marzo alle ore 17, nella sede di Astràgali Teatro a Lecce (e in diretta su Facebook e Youtube) appuntamento con “Katër i Radës – Memorie migranti”, progetto ideato da Ermelinda Bircaj, in memoria della tragedia del 28 marzo 1997 nel Canale d’Otranto.

Sempre oggi si celebra anche la nona Giornata Nazionale di Teatro in Carcere. Grazie al protocollo d’intesa tra Coordinamento Nazionale del Teatro in Carcere, costituito da cinquanta esperienze teatrali diffuse su tutto il territorio italiano, Ministero della Giustizia e Università Roma Tre, fino al 30 aprile si terrà un cartellone di iniziative.

Vi lasciamo qua di seguito al messaggio di Sellars, che sarà letto anche dalle studentesse e dagli studenti della Scuola di Teatro dell’Arsenale di Milano.


“Mentre il mondo è sospeso di ora in ora, di minuto in minuto su un flusso quotidiano di notizie, posso invitare tutti noi, in qualità di creatori, ad entrare nel nostro ambito, nella nostra sfera e nella nostra prospettiva di tempo epico, di cambiamento epico, di consapevolezza epica, di riflessione e visione epica?

Stiamo vivendo in un periodo epico della storia umana e i cambiamenti profondi e significativi che stiamo vivendo nelle relazioni degli esseri umani con se stessi, tra di loro e con i mondi non umani sono quasi al di là delle nostre capacità di comprendere, articolare, parlarne ed esprimerci.

Non stiamo vivendo in un ciclo di notizie 24 ore su 24, stiamo vivendo al bordo del tempo. I giornali e i media sono completamente impreparati ed incapaci di affrontare ciò che stiamo vivendo.

Dov’è il linguaggio, quali sono i movimenti e quali sono le immagini che potrebbero permetterci di comprendere i profondi cambiamenti e le rotture che stiamo vivendo? E come trasmettere in questo momento il contenuto delle nostre vite non come reportage ma come esperienza?

Il teatro è la forma d’arte dell’esperienza.

In un mondo travolto da enormi campagne stampa, da esperienze simulate, da previsioni terrificanti, come possiamo andare oltre l’infinito ripetersi di numeri per fare esperienza del carattere sacro ed infinito di una singola vita, di un singolo ecosistema, di un’amicizia o della qualità della luce in un cielo strano? Due anni di COVID-19 hanno offuscato i sensi delle persone, ristretto la vita delle persone, interrotto le connessioni e ci hanno messo in uno strano ground zero dell’insediamento umano.

Quali semi bisogna piantare e ripiantare in questi anni, e quali sono le specie invasive e troppo cresciute che devono essere completamente e definitivamente eliminate? Così tante persone si sentono al limite. Tanta violenza sta divampando, irrazionalmente o inaspettatamente. Tanti sistemi consolidati si sono rivelati strutture di crudeltà continua.

Dove sono le nostre cerimonie della memoria? Che cosa dobbiamo ricordare? Quali sono i rituali che ci permettono finalmente di re-immaginare e cominciare a provare passi che non abbiamo mai fatto prima?

Il teatro della visione epica, dello scopo epico, del recupero, della riparazione e della cura ha bisogno di nuovi rituali. Non abbiamo bisogno di essere intrattenuti. Dobbiamo metterci insieme. Abbiamo bisogno di condividere lo spazio e di nutrire lo spazio condiviso. Abbiamo bisogno di spazi protetti di ascolto profondo e di uguaglianza.

Il teatro è la creazione sulla terra dello spazio dell’uguaglianza tra umani, dèi, piante, animali, gocce di pioggia, lacrime e rigenerazione. Lo spazio dell’uguaglianza e dell’ascolto profondo è illuminato da una bellezza nascosta, mantenuta viva da una profonda interazione col pericolo, l’equanimità, la saggezza, l’azione e la pazienza.

Nel Sutra dell’Ornamento Fiorito Buddha elenca dieci tipi di grande pazienza nella vita umana. Uno dei più potenti si chiama Pazienza nel Percepire Tutto come Miraggio. Il teatro ha sempre presentato la vita di questo mondo come somigliante a un miraggio, consentendoci di vedere, attraverso l’illusione umana, la delusione, la cecità e la negazione con chiarezza e forza liberatorie.

Siamo così certi di ciò che stiamo guardando e del modo in cui lo guardiamo che non siamo in grado di vedere e sentire realtà alternative, nuove possibilità, approcci diversi, relazioni invisibili e connessioni senza tempo.

Questo è un tempo per una profonda rivitalizzazione delle nostre menti, dei nostri sensi, delle nostre immaginazioni, delle nostre storie e dei nostri futuri. Questo lavoro non può essere fatto da persone isolate che lavorano da sole. Questo è un lavoro che dobbiamo fare insieme. Il teatro è l’invito a fare insieme questo lavoro.
Grazie di cuore per il vostro lavoro”.

(traduzione a cura di Roberta Quarta)

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