Giulio Cesare. A Torino l’Egitto di Händel si fa museo

Cleopatra (Jessica Pratt) e Giulio Cesare (Sonia Prina) nell'atto II (photo: Ramella&Giannese)
Cleopatra (Jessica Pratt) e Giulio Cesare (Sonia Prina) nell'atto II (photo: Ramella&Giannese)

Cleopatra (Jessica Pratt) e Giulio Cesare (Sonia Prina) nell’atto II (photo: Ramella&Giannese)

Siamo molto grati al Teatro Regio di Torino per averci permesso di assistere ad un’opera così inusuale e poco rappresentata come il “Giulio Cesare in Egitto”, titolo questo più consono di “Giulio Cesare”, con cui è comunemente nota. 

Opera di Georg Friedrich Händel, a Torino (in scena ancora sabato pomeriggio) è stata allestita con un cast appropriato e di tutto rispetto, a partire da Sonia Prinanella parte di Cesare, Jessica Pratt in quella di Cleopatra, Sara Mingardo in quella di Cornelia e alla direzione uno specialista di questo repertorio comeAlessandro De Marchi. 

Così meraviglioso Händel e difficile da rappresentare per vari motivi, in special modo perché nel nostro Paese il pubblico, così ancorato all’Ottocento e al verismo, soprattutto italiano, mal digerisce l’opera barocca.


L’opera fu scritta dal compositore (tedesco, naturalizzato inglese) sul libretto di Nicola Francesco Haym, derivato da un libretto omonimo di Giacomo Francesco Bussani, e presentato nel 1677 a Venezia con musiche diAntonio Sartorio, e da una successiva versione dello stesso, andata in scena a Milano nel 1685.
La prima avvenne il 20 febbraio del 1724 al King’s Theatre di Londra. Per l’occasione il libretto di Haym, da lui stesso tradotto in inglese, fu messo a disposizione del pubblico per favorire la comprensione di tutto il testo e del suo non facile intreccio.

“Giulio Cesare in Egitto” è infatti opera assai complessa e lunga, composta com’è da trenta arie con a capo, precedute da recitativo secco, tre ariosi, quattro recitativi accompagnati, due duetti, parecchi pezzi di musica strumentale e cori, per una durata di più di tre ore e mezzo. 
Ogni personaggio è accompagnato da arie, la maggior parte di mirabile fattura, che ne contraddistinguono il carattere, approfondendone il rapporto con gli altri. 

Partiamo da Cesare innanzitutto, condottiero vincitore, innamorato di Cleopatra e generoso verso i vinti; Cleopatra è invece prima ingenua fanciulla, poi tradita dal fratello, innamorata di Cesare, in seguito infelice e sconfitta, troverà alla fine il suo riscatto. 
Attorno a loro una Cornelia mesta e dolente sposa, un Sesto alla ricerca di vendetta per la morte del padre Pompeo e un Tolomeo lascivo e stupido sono solo alcune delle caratterizzazioni che trovano nella musica di Händel un perfetto connubio.

Come si evince dal titolo, l’opera è ambientata in Egitto, dopo la battaglia di Farsalo che ha sancito la vittoria di Cesare su Pompeo. Questi, rifugiatosi in Egitto da Tolomeo e dalla sorella Cleopatra, che regnano per conto di Roma sull’Egitto, credendosi al sicuro viene invece ucciso dal vile Tolomeo, che offre la sua testa al vincitore, che però la rifiuta.

Nelle intricate vicende dell’opera, che non staremo qui a definire momento per momento, si intersecano personaggi egizi e romani, a partire proprio da Giulio Cesare (di cui è narrato l’amore per Cleopatra che si cela nelle mentite spoglie di Lidia), poi Cornelia, moglie affranta e dolente per la cruda morte del marito Pompeo (che concupita dagli egizi Tolomeo e Achilla, respinge entrambi) e infine Sesto, che vuole vendicarsi della morte del padre Pompeo. 
Alla fine l’intricata vicenda si scioglierà con la morte di Achilla e Tolomeo, e con la liberazione di Cornelia e Sesto da parte del magnanimo Cesare che sposerà Cleopatra, avendone anche un figlio.

L’allestimento è quello firmato nel 2011 per l’Opéra National de Paris da Laurent Pelly che, tra moderno e antico, è ambientato nel deposito di un museo egizio (tra l’altro Torino ne possiede uno dei più prestigiosi al mondo, attualmente alle prese con una grande opera di trasformazione che terminerà all’inizio del 2015). 
I personaggi, forse misteriosi fantasmi del passato, prendono così vita e interagiscono, cantando e recitando in quest’ambiente, per poi tornare alla fine alla loro primaria situazione.

Gli addetti del museo, che spostano e ordinano statue, quadri, tappeti e i vari materiali ammassati, collaborando ai movimenti coreografici ideati da Pelly (che per la ripresa italiana è stato sostituito da Laurie Feldman), sottolineano sempre in modo pertinente l’andamento della musica e il senso delle varie arie che via via si susseguono.
Vi è a volte, è vero, una eccessiva ripetizione dei movimenti, ma il regista cerca di immettervi anche coreografie studiate di gruppo e citazioni cinematografiche, come l’arrivo di Cleopatra avvolta in un tappeto, che rimanda alla famosa scena con protagonista Elisabeth Taylor.
Molto curati dal regista anche l’evoluzione dei rapporti tra i vari personaggi e le loro caratterizzazioni.

Sonia Prina (Giulio cesare), Antonio Abete (Curio), Sara Mingardo (Cornelia) e Maite Beaumont (Sesto) nell'atto I dell'opera (photo: Ramella&Giannese)

Sonia Prina (Giulio cesare), Antonio Abete (Curio), Sara Mingardo (Cornelia) e Maite Beaumont (Sesto) nell’atto I dell’opera (photo: Ramella&Giannese)

Di primissimo ordine tutto il cast, che ci ha pienamente convinto. 
Il contralto Sonia Prima, pur non avendo “le physique du role” e “l’allure” che meriterebbe un personaggio come Cesare, esprime sempre un portamento virile e una molteplicità di accenti, con grande proprietà del suo canto: ne è un esempio la bellissima aria “Va tacito e nascosto”, momento accompagnato dal corno naturale.

Il soprano anglo-australiano Jessica Pratt, nel ruolo di Cleopatra, si fa apprezzare anche stavolta, come avevamo già sottolineato in diverse altre occasioni, per una tecnica perfetta. Il suo timbro chiarissimo, dotato di grande estensione, dona al personaggio tutte le sfumature possibili, riuscendo ad interpretare meravigliosamente tutta la maturazione della futura e sfortunata regina d’Egitto, culminata nelle due meravigliose arie “Se pietà di me non senti” e “Piangerò la sorte mia”.
Sara Mingardo interpreta la moglie di Pompeo, Cornelia, regalandole tutte le sfumature dolenti e melanconiche che il personaggio possiede: stupendo il suo “Priva son d’ogni conforto”. 

A completare degnamente il cast ci sono il mezzosoprano spagnolo Maite Beaumont (Sesto), 
il controtenore Jud Perry (Tolomeo) e lo spiritosissimo sodale di Cleopatra, Riccardo Angelo Strano, nel ruolo di Nireno (controtenore assai raro da ascoltare e qui proposto con buona perizia tecnica da entrambi), senza dimenticare il basso Antonio Abete nel ruolo di Curio e il baritono Guido Loconsolo in quello di Achilla.

L’orchestra, arricchita da tre monumentali arciliuti che hanno fatto bella mostra di sé, e il Coro del Teatro Regio sono stati diretti da Alessandro De Marchi, specialista del repertorio barocco. Di grande precisione la sua direzione d’orchestra, la cura per ogni dettaglio, la pertinenza di ogni a capo, insomma De Marchi ci ha riconsegnato finalmente intatta nella sua grandezza originaria questo capolavoro. Tutto ciò con la speranza che i teatri d’opera smettano di offrirci sempre le stesse opere, riconsegnandoci tutto un repertorio non dimenticato ma sovente messo solo in disparte.  

GIULIO CESARE 
Dramma per musica in tre atti
Libretto di Nicola Francesco Haym
da Giacomo Francesco Bussani
Musica di Georg Friedrich Händel

Prima esecuzione a Torino

Interpreti
Giulio Cesare, primo imperatore dei romani, contralto: Sonia Prina 
Cleopatra, regina d’Egitto, soprano: Jessica Pratt 
Cornelia, moglie di Pompeo, contralto: Sara Mingardo
Sesto, figlio di Pompeo e Cornelia, soprano: Maite Beaumont 
Tolomeo, re d’Egitto, fratello di Cleopatra, controtenore: Jud Perry 
Achilla, duce generale dell’armi e consigliere di Tolomeo, baritono: Guido Loconsolo 
Nireno, confidente di Cleopatra e Tolomeo, controtenore: Riccardo Angelo Strano 
Curio, tribuno di Roma, basso: Antonio Abete
 
Direttore d’orchestra: Alessandro De Marchi
Regia e costumi: Laurent Pelly
Regia ripresa da Laurie Feldman
Scene Chantal Thomas
Luci Joël Adam
Assistente alla regia Anna Maria Bruzzese
Assistente ai costumi Victoria James
Maestro del coro Claudio Fenoglio
Orchestra e Coro del Teatro Regio
Allestimento Opéra national de Paris 

Visto a Torino, Teatro Regio, il 23 novembre 2014

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