In viaggio con Giuseppe Cederna. Videointervista a Odisseo

Giuseppe Cederna
Giuseppe Cederna

“Il viaggio è diventato parte della mia vita per tutta una serie di casi”. A partire dal deserto del film “Marrakech Express” di Gabriele Salvatores, quando “non sapevo ancora nulla del viaggio”. Poi arrivò un’isoletta sconosciuta, nel Mar Egeo, dove venne girato “Mediterraneo”, Oscar come miglior film straniero nel 1992. E a seguire l’Africa, l’India… “Il viaggio mi ha regalato la libertà di essere quello che sono”.

Parte da qui il racconto di Giuseppe Cederna, incontrato a fine agosto nel piccolo comune di Morbello, in provincia di Alessandria, in occasione di una delle tappe di Attraverso Festival, che da agosto a settembre porta arte, paesaggio, cultura materiale e “resiliente” (come affermano gli organizzatori della manifestazione) nei territori patrimonio dell’Unesco del Basso Piemonte.

L’associazione I Corsari di Morbello, attiva da pochi anni, così chiamata in onore di Gaber e Jannacci, ha voluto che anche la propria piccola comunità facesse parte di un festival che è ormai un appuntameno fisso di fine estate nelle province a cavallo tra Alessandria, Asti e Cuneo.


Cederna è stato chiamato per raccontare la storia di Odisseo (o Ulisse), primo tra i migranti della Storia, simbolo di un tempo lontano mai così vicino. “L’Odissea me la raccontava mio padre quando ero ragazzino. Poi un giorno arriva a Roma un regista genovese, Sergio Maifredi, che da tanti anni lavora sull’Odissea e sull’epica greca” e gli racconta il suo progetto. “Io scelsi il viaggio di Ulisse, quando parte dall’isola della ninfa Calipso, dove è stato prigioniero per otto anni, per tornare a casa […] e nella tempesta arriva come l’ultimo dei migranti, sporco, nudo, spaventato, però salvo, ancora vivo, e prega il Dio del fiume”.
L’accoglienza dello straniero, “una saldatura tra l’epica e la storia”, racconta ancora Cederna.
E la comunità di Morbello è molto sensibile ai temi dell’accoglienza avendo fatto la sua parte con orgoglio: ha accolto venti migranti africani che si sono integrati nella vita del paese. Una serata quindi speciale, con tantissimo pubblico e un’atmosfera unica.

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