Gli Omini alle prese con Più carati. Fortuna vox media

Più carati (photo: Gabriele Acerboni)
Più carati (photo: Gabriele Acerboni)

Ne avevamo parlato un paio di mesi or sono, in occasione dei festeggiamenti per i vent’anni di Armunia; torniamo a farlo poiché in questi giorni ha preso il via la ricca stagione 2017, che condurrà alla ventesima edizione di Inequilibrio,che si terrà dal 21 giugno al 2 luglio prossimi.
“Sarà una stagione ancora di più all’insegna dell’attenzione verso gli artisti e verso il pubblico” scrivono nella presentazione i due direttori Angela Fumarola e Fabio Masi, con una proposta di ben 33 appuntamenti fra spettacoli, concerti, prove aperte, incontri, laboratori e seminari, a testimonianza di un’eterogeneità di proposte e di un incrocio di linguaggi da sempre marchio di fabbrica dell’associazione toscana.
Tra i protagonisti la Compagnia Astorri Tintinelli, Sacchi di Sabbia, Fortebraccio Teatro, Lucia Calamaro, Alessio Pizzech… Numerosi anche i laboratori, tenuti dalla stessa Calamaro, Massimiliano Civica con Armando Pirozzi, Oscar de Summa, Roberto Latini, Gaetano Ventriglia e Silvia Garbuggino, Gianluca Misiti e Silvia Gribaudi.
Tra le iniziative da segnalare anche il ciclo di quattro conferenze-spettacolo tenute da Luca Scarlini, che racconterà figure di intellettuali e artisti del Novecento tra cui Nicola Chiaromonte, Laura Betti, Leonor Fini, Jean Genet, Piero Gobetti e Antonio Gramsci.

In cartellone quest’estate ci saranno anche Gli Omini, che hanno pure aperto il nuovo anno di Armunia dopo la veglia “La musica gestuale del Novecento” di Francesca della Monica e Francesco Gesualdi.
Rispetto allo studio di “Più carati”, presentato a Inequilibrio 2016, il lavoro completo della compagnia di Pistoia non mostra cambiamenti sostanziali, anche se più articolato.
La versione definitiva, tuttavia, paga un po’ dazio in dinamismo e freschezza – soprattutto nella prima parte -, sembrando talvolta che a prevalere siano scelte più di testa che di istinto.

“Più carati” racconta un episodio reale, il ritrovamento in un bar di una busta con dentro soldi – tanti – ed un anello con un grosso smeraldo, e di come l’episodio irrompa a scombussolare la vita di “tre amici che lavorano insieme e insieme tirano a campare”.
Ciò che a prima vista viene accolto come una grande fortuna, scatena infatti una girandola di sogni, desideri reconditi, brama di rivincita, ma allo stesso tempo dubbi, paranoie, paure, incertezze, dissidi e crepe che si insinuano nel consolidato rapporto di amicizia.

“Un ragazzo di strada” de I Corvi fa da colonna sonora, per una scenografia ridotta ai minimi termini che molto si affida alle luci per un copione – scritto assieme ad Armando Pirozzi – efficace nel raccontare la realtà contemporanea, l’importanza e il ruolo del denaro, lo scontro generazionale tra vecchi ricchi e giovani che stentano ad andare avanti. Tra rabbia e speranza emerge il labile confine tra giustizia e ingiustizia, onestà e disonestà, e la verità che abita dentro ciascuno di noi, a seconda del punto in cui siamo colpiti, sia esso orgoglio, egoismo, bisogno, vendetta, frustrazione. Tutte quelle peculiarità che fanno di un essere vivente un essere umano.

Dal punto di vista drammaturgico il lavoro è senza dubbio interessante e per questo merita di essere visto, ma il potenziale non sembra sfruttato appieno. Si oscilla tra un umorismo cinico e rabbioso di matrice toscana e inserti che fanno molto “teatro di ricerca”, con alcuni momenti di stasi. Ma si può fare di più. Alcune scelte gestuali, certe trovate, talune più riuscite di altre, non sempre dimostrano una necessità finalizzata all’economia dello spettacolo, e rischiano di divenire meri riempitivi o semplici soluzioni per sorprendere il pubblico, che forse sorpreso non è. Alcune azioni inoltre sono caratterizzate da una recitazione sovraccarica dei protagonisti, anche quando non ce ne sarebbe bisogno.
In questo il più equilibrato risulta Luca Zacchini, attore interessante. Senza nulla togliere a Francesco Rotelli e Francesca Sarteanesi.
Ci sono ancora margini di “evoluzione”, che speriamo saranno acquisiti con l’andare delle repliche.

PIÙ CARATI
uno spettacolo de Gli Omini
ideato e scritto da Francesco Rotelli, Francesca Sarteanesi, Giulia Zacchini, Luca Zacchini e Armando Pirozzi
con Francesco Rotelli, Francesca Sarteanesi, Luca Zacchini
produzione Gli Omini/Associazione Teatrale Pistoiese
con il sostegno di Regione Toscana, Armunia, Corsia OF – Centro di Creazione Contemporanea

durata: 59’
applausi del pubblico: 2’

Visto e Castiglioncello (LI), Armunia, il 18 gennaio 2017

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