Gli stravaganti animali nel bar di Carrozzeria Orfeo

Animali da bar, il nuovo spettacolo di Carrozzeria Orfeo (photo: Laila Pozzo)
Animali da bar, il nuovo spettacolo di Carrozzeria Orfeo (photo: Laila Pozzo)

Stia sereno chi ha apprezzato “Thanks for Vaselina” di Carrozzeria Orfeo, compagnia vincitrice del Premio Hystrio-Castel dei Mondi 2015, perché il nuovo lavoro, “Animali da bar”, non tradisce le aspettative.
Altra la materia, altri in parte gli interpreti rispetto allo spettacolo precedente, ma stesso protagonista, quel teatro “orgogliosamente pop” – fermamente rivendicato da Gabriele Di Luca nella lunga intervista che ci aveva rilasciato nel dicembre 2013 – dove il pubblico “ride, piange, si emoziona e, soprattutto, non si annoia, ma anzi si diverte”.
E così è stato anche nella replica del 6 novembre al Centro di sperimentazione e ricerca teatrale di Pontedera.

Con un espediente drammaturgico che si svela solo nel finale e che non anticipiamo, in “Animali da bar” siamo proiettati all’interno di un locale popolato da bizzarri proprietari e stravaganti avventori.
C’è l’anziano proprietario malato terminale, che odia il prossimo ma soprattutto i cinesi, vive nascosto nel suo appartamento sopra al bar e si “manifesta” in scena solo attraverso la voce di un interfono in cui sfoga tutto il suo cinismo menefreghista e liberatorio; c’è una barista ucraina alla quale la vita ha regalato ben poco, che guadagna denaro extra affittando l’utero; c’è un buddista succube delle violenze domestiche della moglie che frequenta il bar in quanto affittuario dell’utero in questione; c’è un ambizioso imprenditore del nord proprietario di un’azienda di pompe funebri per animali di piccola taglia, nipote del sopracitato vecchio; c’è un giovane emarginato, zoppo e bipolare, traumatizzato dai compagni ai tempi del liceo, che ruba nelle case dei morti il giorno del loro funerale; e infine c’è uno scrittore alcolizzato alle prese con un romanzo sulla grande guerra che gli ha imposto l’editore.

Personaggi estremi, situazioni al limite del paradosso, luoghi comuni tirati come un elastico che, una volta lasciati, finiscono col colpirci in pieno, dandoci una sensazione di bruciore improvviso che non ci aspettavamo.


Ma anche attimi lirici e risate spontanee ed improvvise (i vari momenti intorno all’universo fiabesco/disneyano sono molto riusciti) e trovate molto divertenti.

Nella variegata materia splende l’estro drammaturgico di Gabriele Di Luca, bravo a tenere le fila di un intreccio costellato di sorprese e cambi di ritmo, dove ogni sorta di intellettualismo è bandito, con molti “passaggi” nei quali non si ride e basta.
Ma ci sono anche alcune debolezze, quali l’avvio leggermente faticoso, causa la materia che ci mette un po’ a trovare il suo asse e alcune situazioni nelle quali gli attori mancano un po’ d’incisività. Di questo, nell’insieme, il lavoro un po’ ne risente, soprattutto nella prima parte.

“Animali da bar” non piacerà a tutti, come spesso avviene per i lavori della compagnia, poiché il tipo di teatro di Carrozzeria Orfeo certo non può convincere ogni pubblico; qualcuno storcerà il naso, ne siamo certi. Tuttavia è uno spettacolo che merita di essere visto, fosse solo per il fatto di assistere ad un lavoro che dura più di cento minuti per l’orologio, ma molto meno nella mente e negli occhi di chi guarda.
Sperando di non essere smentiti, è una di quelle messinscene che, replica dopo replica, non potrà che migliorare.

In arrivo a Livorno venerdì 20 per poi trasferirsi a Reggello (Fi) il 21 e 22, mentre a dicembre (dall’11 al 13) sarà alla Pergola di Firenze.

Animali da bar
uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo
drammaturgia Gabriele Di Luca
regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi
con Beatrice Schiros, Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Pier Luigi Pasino, Paolo Li Volsi
voce fuori campo Alessandro Haber
musiche Massimiliano Setti
scene Maria Spazzi
assistente alle scene Aurelio Colombo
realizzazione scene Scenografie Barbaro srl
luci Giovanni Berti
allestimento Leonardo Bonechi
costumi Erika Carretta
produzione Fondazione Teatro della Toscana
in collaborazione con Festival Internazione di Andria | Castel dei Mondi

durata: 1h 41′
applausi del pubblico: 2′ 50”

Visto a Pontedera (PI), CRST, il 6 novembre 2015

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