Krapp's Last Post | Teatro tra le nuvole

Monday
May 25th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Recensioni 2011 La danza israeliana di Yasmeen Godder a Civitanova Danza

La danza israeliana di Yasmeen Godder a Civitanova Danza

E-mail PDF

Yasmeen GodderNata a Gerusalemme, cresciuta a New York, rientrata di recente nel suo Paese dove ha base a Jaffa, vicino a Tel Aviv, Yasmeen Godder è uno dei talenti che la danza israeliana esporta nel mondo. Un particolare legame creativo si è instaurato con l’Italia nel luglio dello scorso anno, quando per l’Opera Estate Festival di Bassano del Grappa aveva presentato una creazione site-specific per la storica distilleria di grappa Bolle Nardini.
Il lavoro aveva rappresentato il nucleo embrionale dell’ultima creazione dello Yasmeen Godder Dance Group "Storm end come", che ha poi debuttato a Tel Aviv il 29 giugno scorso ed è arrivato, per la prima italiana, a Civitanova Marche la scorsa settimana, ospite del festival Civitanova Danza.

Un teatro nudo e un set rigoroso, in cui predomina il bianco, accolgono il pubblico. Un solo dà l’avvio allo spettacolo, potente, misterioso: un corpo scosso dall’interno che si trascina nello spazio di una luce bianca che coinvolge gli spettatori. Piano la scena si popola di altri individui che si incontrano, si scontrano, scambiano identità e ruoli, in un continuum di gesti convulsi e relazioni esplosive. Riti di seduzione, complicità, giochi di potere vengono giocati su un ritmo che si ripete costantemente senza trovare una soluzione drammaturgica, un crescendo che, arrivato al parossimo, si calma per ricominciare, senza tregua.

Ogni tanto i danzatori si fermano e interrogano lo spazio circostante con lo sguardo, quasi a svelare un paesaggio che però non viene mai creato, cosicché il gesto resta un’azione retorica aggrappata al nulla. E poi ricomincia l’agitare convulso dei corpi, che nel caos mangia la visione del gesto negandogli la possibilità di farsi cumulo di emozione.

Della miriade di segni tracciati non resta memoria, il troppo pieno impedisce l’apprezzamento e il ricordo. Espressioni di costante libidine segnano i volti dei danzatori nel loro strusciarsi, toccarsi, prendersi e malmenarsi; ma questo senso non arriva ai corpi, rimanendo una maschera forzata e alla lunga logorante. Le singolarità si sommano e si elidono, nessuna diventa così potente o costruita da attrarre lo sguardo. Fino ad arrivare alla scena finale, in cui il crescendo di una danza circolare porta una danzatrice ad elevarsi sugli altri e da lì cadere rompendo il cerchio. Senza una giustificazione il gioco si interrompe e i danzatori, stupiti e confusi, escono di scena, di nuovo tornati, dopo la coralità della danza, alla loro singolarità che li allontana gli uni dagli altri.

STORM END COME
coreografia: Yasmeen Godder
co-direttore artistico e drammaturgia: Itzik Giuli
danzatori-creatori: Dalia Chaimsky, Shulamit Enosh, Tsuf itschaky, Danny Neyman, Anat Vaadia, Sara Wilhelmsson
musiche:Haisch “1992”
luci: Omer Sheizaf
produzione: Yasmeen Godder Studio
coproduzione: Culturescapes- Basel-Svizzera; Grand Theatre Groningen-Paesi Bassi; Centro per la scena contemporanea-Bassano del Grappa-Italia
in collaborazione con Ufficio Culturale dell’Ambasciata di Israele
durata: 60’
applausi del pubblico: 4’

Visto a Civitanova Marche, Teatro Annibal Caro, il 9 luglio 2011

Hits: 1377

Commenti (0)


Leggi i commenti Nuovo commento

busy
 


Festival delle Colline Torinesi
Progetto Jet Propulsion Theatre
Venerdì 29 maggio - Torino, Teatro Giulia di Barolo

Il Calendario di KLP

Last Seen

 

Ferdinando Bruni, demiurgo di una Tempesta da riscoprire

Una gabbia da cui pende un uovo fa da bacino per Miranda, mentre Ferdinando prende vita da...

 

La bisbetica domata di Factory. Ma a che prezzo?

Divisa in cinque atti, scritti sia in versi che in prosa, e proposta in rima da Francesco...

 

Der Park. Stein e Shakespeare nel labirinto di Botho Strauss

Lo spettacolo si apre con un enorme sipario sullo sfondo dal quale è uscita Helen, modern...

 

Preghiera: Phoebe Zeitgeist e il morbo come sacra rappresentazione

L’atmosfera è propizia all’inquietudine. L’incertezza è il più massacrante dei co...

 

Nazionalpopolare a chi? Serena Sinigaglia da Gramsci al gossip

Un teatro “Nazionalpopolare” nel senso più comune del termine: è forse questa la fro...

 

N.E.R.D.s Foto di famiglia con fantasmi, rabbie e gelosie

Questo intreccio di legami (s)legati andrà avanti per circa un’ora, in una guerra contr...

 

Pa|Ethos. L'ontologia danzata di Sang Jijia, tra oriente e occidente

Il primo gruppo di danzatori (una decina di elementi vestiti di grigio) riempie la scena e...

 

After the end. La black comedy di Kelly secondo Alraune Teatro

Mark vorrebbe essere desiderato da Louise, così tanto che non avendo sentito il suo desid...

Facebook Twitter Google Bookmarks RSS Feed 

Video

 

Cosa resterà di Čechov: videointervista a Carmen Giordano e Renzo Rubino

Il secondo movimento di questa sorta di polittico informale è andato in scena a Milano ne...

 

IETM 2015. Voci e immagini dal meeting di Bergamo

Più di 600 rappresentanti di strutture teatrali di tutto il mondo hanno così riempito i ...

 

Il Magazzino 18 di Simone Cristicchi: tra i conflitti della storia

Per Cristicchi, una furba operazione politica, una faziosa strumentalizzazione o un capola...

 

Ero. L'abbraccio intimo di César Brie

Lo abbiamo incontrato a Milano dopo una replica del suo ultimo spettacolo, “Ero”, curi...

 

Tra i desideri spirituali di Milena Costanzo. Videointervista

Negli ultimi due anni, oltre all’attività della compagnia, ha portato avanti un partico...

 

Luoghi Comuni dal mondo. Il teatro internazionale s'incontra a Bergamo

Come nelle edizioni precedenti del festival, presentato ieri in conferenza stampa, ci sar...