I grandi dittatori del Teatro delle Briciole: il gioco racconta la tragedia

Bruno Stori
Bruno Stori

Bruno Stori (photo: © Sara Zanella)

Sapete che la vita di un dittatore è molto frenetica? E, soprattutto, conoscete il modo – forse un po’ bizzarro – con il quale si può divenire tale?

Unica presenza italiana all’interno del festival La Batie di Ginevra, conclusosi lo scorso fine settimana, è rappresentata dal Teatro delle Briciole con lo spettacolo “I grandi dittatori”.

Ideato da Bruno Stori e Letizia Quintavalla, è un lavoro equilibrato e sapientemente costruito per un pubblico giovane, con il pregio di voler raccontare una storia a partire da un tema così interessante e quanto mai attuale: quello della dittatura.


Un dittatore parla sempre in pubblico e fa continue promesse al suo popolo, che poi spesso però non mantiene. Un dittatore dice sempre che tutto va bene; un dittatore, durante una sola giornata, può decidere di far uccidere centinaia e centinaia di ribelli; un dittatore è in grado di raccontare tante menzogne e di essere ovunque… Eppure, nonostante tutto questo, un dittatore gode sempre (o quasi) di un grande seguito e di un inaspettato successo!

In scena Bruno Stori racconta la vita del dittatore con grande maestria, tanto da catturare da subito l’attenzione del pubblico; con la sola forza della parola evoca situazioni e stati emotivi, incuriosendo e stimolando la partecipazione allo spettacolo. Il tema così complesso viene spogliato di ogni possibile fronzolo per presentarlo in tutta la sua illogicità e irrazionalità, incoraggiando nei piccoli spettatori un pensiero critico.

Come sono cambiate oggi le dittature rispetto al passato? Il senso di libertà che intravediamo nel nostro quotidiano è reale? Qual è, nell’attuale contesto, il ruolo della televisione?

Lo spettacolo non tradisce quella che è, o dovrebbe essere, la vocazione primaria del teatro: offrire al pubblico un momento di riflessione collettiva ed essere uno spazio libero dove ciascuno possa esercitare il proprio pensiero critico, interrogandosi sulla vita e sulle sue esperienze.
La forza della pièce sta proprio nella semplificazione della complessità, che è espressa sia in scena che nella costruzione del testo. Con il gioco il Teatro delle Briciole riesce a raccontare la tragedia; con l’ironia gli incessanti soprusi subiti nei secoli da chi storicamente è vittima, debole o semplicemente vuol essere un uomo libero e si ribella.

Bruno Stori per quasi un’ora si trasforma in buono e in cattivo, canta e improvvisa, e se incalzato non si sottrae dal rispondere alle curiosità dei più piccoli. Resta sul finire la sensazione amara nel comprendere quanta poca libertà, in fin dei conti, ci sia sempre stata nella vita degli uomini.
Lo spettacolo è piacevole, a tratti anche divertente, e drammaticamente reale. Da consigliare.

I grandi dittatori
testo e regia: Bruno Stori e Letizia Quintavalla
con: Bruno Stori
musiche: Alessandro Nidi
luci e suono: Dario Andreoli
oggetti di scena: Patrizia Caggiati
assistente: Sara Zanella
collaborazione alle ricerche storiche: William Gambetta, Irene Di Jorio, Leonardo Di Jorio
produzione: Teatro delle Briciole
in collaborazione con: Eventi Collaterali Festival Verdi 2002 – Comune di Parma
durata: 55’
spettacolo per un pubblico a partire dai 9 anni

Visto a Plan-les-Ouates (Svizzera), Festival La Batie, il 18 settembre 2010

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