I Groppi d’Amore di Scarpa rivivono potenti in Emanuele Arrigazzi

I groppi d'amore di Arrigazzi (photo: teatrodellacooperativa.it)
I groppi d'amore di Arrigazzi (photo: teatrodellacooperativa.it)

Il Teatro della Cooperativa di Milano ha ospitato gli scorsi giorni il monologo di Emanuele Arrigazzi che porta in scena le vicende dell’ingenuo Scatorchio, della sua amata Sirocchia e del paesino in cui vivono, sommerso dall’immondizia per la smania di potere di una politica pronta a tutto pur di portare un po’ di denaro nelle tasche della comunità.

“A chistu munno chi ce mantene la bellezza ce cumanda. Ma puro chi ce mantene lu pauro ce cumanda. Lu munno iè nu battaglio de bellezza e de pauro. Accusì ne la notte nottosa lu pauro e la bellezza ce s’attizzano battaglio pe cunquistà la scuraglia de l’ommeno”.

“Groppi d’Amore nella Scuraglia” è un testo di Tiziano Scarpa scritto in un frullato di dialetti meridionali, una lingua inventata che alterna poesia e comicità. Un vestito che sembra cucito su misura per Arrigazzi, monologatore d’eccellenza che ha interiorizzato l’arte del grammelot da un maestro del genere, Antonio Catalano.


In scena una sedia e qualche luce sono sufficienti per dar vita a una miriade di personaggi: Sirocchia, Cicerchio, la vidova Capecchia, lu nonnio, lu sindoco, lu prete, lu menistro de l’Iggene, Pruscilla. L’attore, solo, affronta mille incontri tra i quali non mancano gli animali del paese dai nomi più assurdi, simbolo e metafora di qualcosa che sta cambiando: lu gatto gattaro, lu cane canaglio, lu rundenello, lu surcio pantecano, lu pepestrello.
Tra le tante figure del racconto compare anche Gesù, in un ruolo speciale di confidente privato, a cui il protagonista si rivolge in una serie di preghiere indirizzate anche alla Maronna e a Iddio Patro.

Le musiche di Andrea Negruzzo diventano una colonna sonora diegetica che entra in relazione con l’attore in un dialogo vero e proprio, quasi come se in scena ci fosse un altro interprete.

La fluidità del testo e la grande tecnica con cui l’attore piemontese, prodotto da La Casa degli Alfieri, affronta un linguaggio difficilissimo da pronunciare rendono lo spettacolo estremamente fruibile e lineare. “Arrigazzi è uno Scatorchio irresistibile – conferma lo stesso Scarpa – Si immerge nei larghi pantaloni della sua maschilità e la rende umanissima. Travolgente e impetuoso, Emanuele-Scatorchio fa spalancare le risate degli spettatori e le conficca nelle profondità della commozione”.

Groppi d’Amore nella scuraglia
produzione La Casa degli Alfieri
di Tiziano Scarpa
con Emanuele Arrigazzi
musiche originali di Andrea Negruzzo

durata: 1h 05′
applausi del pubblico: 2′ 12”

Visto a Milano, Teatro della Cooperativa, il 21 gennaio 2017

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