Hänsel e Gretel. La Scala vince con l’aiuto dei giovani

E’ con grande curiosità che ci siamo avvicinati al Teatro alla Scala ad assistere, per la prima volta dal vivo, ad un’opera assai anomala e poco praticata dai teatri italiani (dal tempio lirico milanese mancava da 58 anni) come “Hänsel und Gretel”, fiaba drammatica in tre quadri, che il compositore tedesco Engelbert Humperdinck scrisse su libretto di Adelheid Wette, tra l’altro sorella dell’autore, che lo trasse dalla fiaba omonima dei fratelli Grimm.
“Hänsel und Gretel” venne rappresentata per la prima volta a Weimar il 23 dicembre 1893, diretta con successo nientemeno che da Richard Strauss.

Per questo allestimento la produzione scaligera ha voluto coinvolgere in un progetto assai meritevole gli allievi del Corso di Perfezionamento per Cantanti Lirici del Teatro alla Scala, l’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala e gli allievi dei corsi professionali dell’Accademia, dagli scenografi ai fotografi di scena.

Il libretto fa riferimento alla celeberrima fiaba dei Grimm, e infatti l’opera si apre all’interno della casa dei due ragazzi, dove abitano con i genitori, il fabbricante di scope Peter e sua moglie Gertrude. La donna, come sappiamo, non tratta benevolmente i due fanciulli. Arrabbiata perché li vede gioiosamente danzare in tempi duri di carestia, prima rompe la brocca del latte, poi, infastidita per la sua dabbenaggine, manda i bambini a raccogliere fragole nella foresta.

Peter ritorna gioiosamente a casa, avendo raggranellato un buon raccolto, ma appena saputo dell’accaduto, si spaventa, sapendo che nella foresta vive la strega Marzapane, che attira i bambini nella sua casa per trasformarli in biscotti nel suo forno magico.

Il secondo atto vede i fanciulli nella foresta mentre raccolgono fragole e fiori. Cala la notte, i due hanno paura; ma il Nano Sabbiolino cosparge con la sua polvere magica Hansel e Gretel, che si addormentano dopo aver recitato una preghiera (un bellissimo corale luterano “la preghiera della sera”).
Mentre dormono, quattordici angeli custodi scendono dal cielo e si dispongono attorno ai due per proteggerli, altro momento musicale famoso dell’opera, insieme a quello che caratterizza la strega (Hocuspokus Hexenschluss… Hurr, hopp, hopp, galopp).

All’ inizio del terzo atto i due sono risvegliati dal Nano Rugiadoso, scoprendo poco dopo la casa della strega Marzapane, costruita con i biscotti. Mentre si accingono a mangiare, vengono catturati: Hansel viene rinchiuso in una gabbia, mentre Gretel è costretta a farlo mangiare per ingrassarlo.

Il finale è noto: i due ragazzi sorprendono la vecchia megera gettandola nel forno, e trasformando essa stessa in biscotto. L’opera termina con i due ragazzi che tornano dai genitori, non prima di aver liberato dall’incantesimo tutti i bambini che erano stati trasformati in biscotti.

Dal 1880 al 1882 Engelbert Humperdinck fu collaboratore di Wagner a Bayreuth, rimanendovi dopo la morte del compositore, fino al 1894, come assistente musicale. Seppure sia conosciuto soprattutto come autore di “Hänsel und Gretel”, nella sua produzione vi sono arrangiamenti di canzoni popolari e raccolte di canti per bambini. E’ considerato un epigono di Wagner, influenzato dalla musica tardoromantica, come possiamo qui notare nella descrizione degli elementi naturali; ma senza dimenticare gli influssi che ha su di lui la musica popolare, che rieccheggiano nella ballata del padre (Rallalala, rallalala…) e nella già citata filastrocca della strega.

Come si evince anche dalla trama l’opera, pur contenendo tutte le sollecitazioni che la fiaba suggerisce, ne accentua il lato fantastico, immettendovi anche le implicazioni religiose che il lavoro sottende, con l’arrivo degli angeli che vegliano in modo provvidenziale sui due piccoli protagonisti.

Il regista tedesco Sven-Eric Bechtolf costruisce un bellissimo allestimento che salvaguarda in modo fantasmagorico tutto l’elemento fiabesco, ma immettendovi risvolti socio-politici che rimandano in modo chiaro al mondo di sfruttamento e povertà caro a Charles Dickens.
Fin dall’ouverture, protagonisti sono infatti bambini poveri che vivono circondati da una folla di clochard alla periferia della città, che si staglia sullo sfondo ricca e ubertosa. E sono ancora i clochard che sostituiscono i quattordici angeli che “volano” in cielo come fantasmi, con chiaro riferimento a “Miracolo a Milano” di De Sica.

Sono poi le coloratissime scene di Julian Crouch ad animare il palcoscenico con quinte che si muovono a vista e che, di volta in volta, disegnano la casetta dei protagonisti, il bosco – ora rassicurante, ora pauroso, dove si annidano fiori e uccelli grandissimi – e la casa della strega, sfavillante nella sua appetibilità.
Le luci di Marco Filibeck e i video di Joshua Higgason contribuiscono ad accrescere le emozioni che la musica suggerisce, dai serpenti che strisciano minacciosi sugli alberi fino al rosso fiammeggiante che invade tutto quando la casa della strega prende fuoco.
Ogni particolare è calibrato e di buon gusto, dai deliziosi biscottini di marzapane che si animano, al semplicissimo cartone trasformato in un forno, dentro cui la strega alla fine precipiterà.

Marc Albrecht dirige l’orchestra dell’Accademia della Scala con calibrata raffinatezza, restituendo in modo cangiante le varie atmosfere dell’opera.
Tutti in parte ci sono parsi gli interpreti, dal mezzosoprano Anna Doris Capitelli nel ruolo maschile di Hänsel a Francesca Manzo (Gretel), alla simpaticissima Mareike Jankowski, strega impertinente più che malvagia, vestita all’inverosimile di stracci, che si muove a suo piacimento sul palcoscenico.
A Gustavo Castillo e Chiara Isotton i ruoli dei genitori dei fanciulli, mentre i soprani Enkeleda Kamani e Céline Mellon impersonano con giusta sensibilità rispettivamente l’omino della sabbia e quello della rugiada.
Veramente affascinante, insomma, questa nuova creazione della Scala, capace di restituirci un’opera deliziosa, per di più eseguita da giovani artisti, che fanno ben sperare nel futuro di quest’arte.

Hänsel und Gretel
Engelbert Humperdinck
Pantomima in tre quadri

Libretto di Adelheid Wette (Edizione C F Peters Musikverlag. Urtext edition;nrappr. per l’Italia Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali)

Coro di Voci Bianche e Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala
Solisti dell’Accademia di Perfezionamento per Cantanti Lirici del Teatro alla Scala
Nuova produzione Teatro alla Scala

Durata spettacolo: 2 ore e 10 minuti incluso intervallo

Direttore Marc Albrecht
Regia Sven-Eric Bechtolf
Scene ulian Crouch
Costumi Kevin Pollard
Luci Marco Filibeck
Video Designer Joshua Higgason
Cast:
Hänsel Anna Doris Capitelli (2, 6, 8, 21, 24 set.) Dorothea Spilger (4, 16, 20 set.)
Gretel Francesca Manzo (2, 6, 8, 21, 24 set.) Sara Rossini (4, 16, 20 set.)
Peter Gustavo Castillo (2, 6, 8, 21, 24 set.) Paolo Ingrasciotta (4, 16, 20 set.)
Gertrud Chiara Isotton (2, 6, 8, 21, 24 set.) Ewa Tracz (4, 16, 20, set.)
Knusperhexe Mareike Jankowski (2, 6, 8, 16, 21, 24 set.) Oreste Cosimo (4, 20 set.)
Taumännchen Céline Mellon
Sandmännchen Enkeleda Kamani

Visto a Milano, Teatro alla Scala, il 21 settembre 2017

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