Have a good day! Il teatro lituano celebrato dalla vita vera delle cassiere

Photo: Tiziana Tomasulo
Photo: Tiziana Tomasulo

No, il lituano non è una lingua che puoi orecchiare, in cui puoi riconoscere qualche radice nota, qualche ricorrenza evidente nelle declinazioni che dia uno sprazzo di chiarezza anche solo alla morfologia. No. E non giova il confronto con una doppia traduzione, inglese e italiana (specie se spesso non collimano) come quella predisposta per la messinscena al Teatro India di Roma di “Have a good day!”, opera contemporanea proposta per il centenario della prima indipendenza lituana del 1918, nell’ambito di Flux, Festival Lituano delle Arti celebrativo della ricorrenza.
Ma al di là della frustrazione filologica, questa discrepanza e questa lontananza non nocciono alla fruizione della penetrante opera di Vaiva Grainytė (libretto), Lina Lapelytė (musica), messa in scena da Rugilė Barzdžiukaitė.

È innanzitutto troppo riconoscibile il décor, tanto quello visivo quanto quello acustico, che ti cala nell’asettico fluire degli acquisti sul nastro della cassa, davanti alle patetiche ma ordinate uniformi delle cassiere, appena bagnate dal lampo rosso dei continui bip bip sui codici a barre. Sono ordinate in dieci postazioni allineate per tutta la larghezza del palco, e non si alzeranno mai.

Diretta e comunicativa è anche la musica, in cui si riconoscono ripetitività monoritmica, echi di armonie slavo-ecclesiastiche, tempi di barcarole e berceuse, ostinati del coro sotto il racconto sillabato di una voce solista, ora minimalista ora paradossalmente belcantista, in una frenesia elencatoria.

Così, infine, è innegabile il riconoscersi dello spettatore in quel mondo sempre uguale a sé stesso ad ogni latitudine, quello dei supermercati e delle persone che vi operano nella scomoda ambiguità di non essere né meramente acquirenti, né veramente venditrici.
È un mondo ramificato eppur concettualmente angusto, che vive e si esprime in una koinè internazionale e rachitica, fatta di marchi e operazioni standard da compiersi con procedure standard, un mondo in cui le uniche varianti geografiche sono le limitate sopravvivenze dei gusti alimentari locali alla omologazione del consumo occidentale.

“Have a good day” è questo, un esame dal di dentro del mistero dolente che non ci si aspetterebbe nel più squadernato fra gli universi, quello per definizione “a portata di mano”, disponibile, senza zone d’ombra.

E invece, con una tenerezza che ferisce, dai grembiuli a bretelle delle cassiere sgusciano fuori donne e ragazze vere.
Il linguaggio è asciutto, opera per nomi semplici. C’è la madre il cui figlio si è trasferito in Inghilterra, e che andrà a trovare prendendo un volo economico (ma la nuora non sa cucinare), c’è la laureata in Storia dell’arte che piange all’ingiunzione sgarbata di rimestare l’insalata del banco, una buona volta; c’è la ragazza appesa alla più comune vita di giovane single urbana, Simba si chiama il suo cane, e quella che abita così lontano da vivere una vita appesa a un equilibro al neon, tra il buio del tragitto dell’alba e quello del tramonto, quando si torna (quasi come la piccola figura di Isabella Ragonese in quel gioiello di Vicari che è “Sole cuore amore”). E c’è disperazione, ma anche ironia leggera e gocce di un ottimismo cauto, ordinato, sorgivo.
Tra le postazioni delle cassiere e il pianoforte verticale suonato e a volte percosso direttamente con le mani sulle corde, raro accompagnatore delle voci, che preferiscono esprimersi a cappella, il testo stavolta sembra veramente troppo breve, e tante sono le storie che vorresti saperne di più.

HAVE A GOOD DAY! Opera per 10 cassiere, con sottofondo di un centro commerciale e pianoforte di Operomanija
autrice del libretto Vaiva Grainytė
compositrice e direttrice musicale Lina Lapelytė
regista e scenografa Rugilė Barzdžiukaitė
cassiere: Ilona Pliavgo (Cassiera I, duetto della mattina presto), Liucina Blaževič (Cassiera II, la forestiera), Vida Valuckienė (Cassiera III, l’ottimista esaltata), Veronika Čičinskaitė-Golovanova / Anna Miščenko (Cassiera IV, sfrontata, che si dà le arie (una tirata),
Lina Valionienė (Cassiera V, la nuova arrivata), Rima Šovienė (Cassiera VI, la madre dell’emigrato), Milda Zapolskaitė (Cassiera VII, studiosa d’arte), Rita Račiūnienė (Cassiera VIII, una mamma sola), Svetlana Bagdonaitė (Cassiera IX, canta la ninna nanna ai prodotti), Kristina Svolkinaitė (Cassiera X, duetto della mattina presto)
tecnico luci Eugenijus Sabaliauskas
costumista Daiva Samajauskaitė
tecnico suono Arūnas Zujus
rumori sottofondo, elettronica Aleksandr Kuznecov, Aleksandr Kravčun, Lina Lapelytė
produzione Operomanija
lingua: lituano con sottotitoli in italiano

durata: 60’
applausi del pubblico: 2’ 30’’

Visto a Roma, Teatro India, l’8 maggio 2018

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