H.G. Hansel e Gretel. La fiaba nella sua essenza primordiale

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h.g. (photo: Studio CCRZ)

Quando i fratelli Grimm pubblicarono la prima raccolta di favole per bambini, nel 1812, il mondo era diverso.
I bambini erano utilizzati come forza lavoro, erano bocche da sfamare e sottostavano all’abuso degli adulti, all’abbandono, e l’infanticidio era prassi comune ed accettata.
Le favole dei fratelli Grimm – lette nelle loro versioni originali – sono efferate, orrorifiche, insegnano ai bambini come sopravvivere in un mondo violento e crudele. Le fiabe, dal tempo della loro nascita, fanno paura.

Il mondo oggi è cambiato. L’attenzione verso l’infanzia anche. Ma le fiabe, con la loro radice simbolica che affonda nel folklore della civiltà e ne racconta gli istinti oscuri, fanno ancora paura.
Così accade durante lo splendido percorso spazio-sensoriale in nove stanze costruito da Trickster Teatro attorno alla fiaba di Hansel e Gretel.

Gli spettatori, grandi e bambini, entrano uno alla volta in stanze buie accompagnati da una voce guida ed una torcia. Ogni spettatore si toglie le scarpe e, con un gesto di espoliazione simbolica, comincia il suo viaggio dentro la fiaba, l’infanzia, la paura e il suo esorcismo. Nove stanze di profumi e suoni, voci di bimbo. Lo smarrimento nel bosco, la paura, la ribellione nei confronti della strega, la violenza e la pace.
La paura passa dai suoni, nelle orecchie ed esce dalle scarpe, quando le rimettiamo. Un viaggio intimo e profondo, diverso per ciascuno.


Cristina Galbiati ed Ilija Luginbühl affrontano il tema della fiaba in un’epoca che appare più attenta al mondo del bambino, ma che tuttora lo espone ad una grande violenza mediatica, spesso fuori controllo. Lo fanno con un percorso immersivo all’interno della fiaba, risvegliando i sensi che si sono assopiti. Il tatto, l’udire di sussurri e voci di bambino, lo scalpiccio, l’ ascolto, l’olfatto. I cinque sensi si affinano man mano che ci si addentra nel bosco, mentre si perde la strada di casa e si viene rapiti tra gli alberi.

Lo psicanalista Bruno Bettelheim sostiene che nessun racconto narra di se stessi e dell’universale insieme così come fa la fiaba. Afferma anche che il valore della fiaba sta nell’essere non solo un genere letterario, ma anche un lavoro d’arte, il cui significato profondo è un simbolo universale, che acquisisce sensi nuovi, per il bambino e per l’adulto, nei diversi momenti della vita.
Trickster Teatro ha saputo fare della favola di Hansel e Gretel un lavoro d’arte che mantiene intatta la ferocia e la primordialità delle sensazioni evocate dalla fiaba, con il gusto e la ricerca multimediale frutto della nostra società. Un viaggio dentro l’abbandono, la paura, la scoperta, che finisce con un sassolino in mano. A ricordare che si può sempre ritrovare la strada di casa.

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concetto e realizzazione: Cristina Galbiati, Ilija Luginbühl
collaborazione artistica: Simona Gonella
realizzazione tecnica spazio sonoro: Area Drama RSI
registrazioni: Lara Persia, Angelo Sanvido
montaggio audio: Lara Persia
coproduzione: Trickster Teatro / Cinema Teatro Chiasso / Teatro Pan Lugano / Teatro Sociale As.Li.Co. Como
in collaborazione con Radiotelevisione svizzera-Rete Due
durata: 25’
per adulti e bambini dagli 8 anni

Visto a Bergamo, Biblioteca Valtesse, il 15 ottobre 2010

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